Tesi

Il termine tesi viene qui indicato per riferirci alla tesi della laurea specialistica o magistrale. Per la prova finale della laurea triennale è ridicolo parlare di tesi in presenza di relazioni/paper di una trentina di pagine realizzate in un mesetto di lavoro ( post La prova finale della laurea triennale).

A dire il vero, se si pesano le tesi in base ai CFU attribuiti e al monte ore corrispondente sorgono alcune perplessità anche circa le tesi della specialistica: in genere, a questi lavori erano riconosciuti da 20 a 24 CFU (da 500 a 600 ore). Oggi (settembre 2009) qui da noi a UNIMORE i CFU attribuiti alla prova finale nelle tre lauree magistrali sono scesi e si va da un minimo di 12 (Strategia e comunicazione d’impresa) a un massimo di 18 (Pubblicità, editoria e creatività d’impresa)(da 300 a 450 ore). Un monte ore corrispondente a 2-3 mesi di impegno a tempo pieno è adeguato per progettare e realizzare una tesi di laurea? Prima della riforma del 3+2 si sarebbe risposto: “Sì, se la tesi è compilativa“. Certo c’è chi, ormai laureato, dirà: “Ma io ho lavorato un anno a tempo pieno!“: buon per lui/lei, se ha trovato un relatore/relatrice così esigente e paziente, ha avuto l’opportunità di imparare qualcosa che porterà con sé per tutta la vita.

Ciò detto, vista l’enorme confusione che esiste su cosa sia una tesi mi sembra opportuno fare un po’ di chiarezza su taluni termini ad essa associati:

Mettendomi nei panni di un laureando ho anche incominciato a raccogliere:

Infine, nel caso tu abbia l’idea di avermi come relatore, leggi prima questo post Se vuoi fare la tesi con me. E poi, per essere sicuro di aver messo a fuoco l’argomento del tuo lavoro, guarda anche il post Una tesi sugli e-book.

3 Risposte a “Tesi”

  1. michel Dice:

    Grazie prof, m’ha tolto molti dubbi.

  2. lary1984 Dice:

    Alcune idee per tesi e tesine di laurea (stampo semiotico-comunicativo, comunque inerente al nostro ramo di studio) si possono trovare sul blog di Giovanna Cosenza DIS.AMB.IGU.ANDO al link http://www.giovannacosenza.wordpress.com, categoria “Idee per la tesi”.

  3. Irene Dice:

    Salve, sono una sua studentessa a Reggio Emilia e, essendo ormai alla fine della laurea specialistica, da qualche mese a questa parte sto ragionando sulla tesi.

    C’è un aspetto di questa che, secondo me, viene in genere poco considerato: la sua utilità ai fini di un futuro lavoro.
    Credo che questo sia uno degli aspetti di cui tenere conto non solo nel momento di decidere l’argomento ma anche nell’affrontarlo.

    Purtroppo dall’esterno il mondo del lavoro risulta abbastanza “impermeabile” all’esplorazione e il collegamento tra questo e l’università è piuttosto invisibile. Nonostante gli sforzi degli atenei nell’organizzare stage e incontri con le aziende resta comunque tutto un mondo accademico che prepara gli studenti ma che spesso non ha un’idea chiara di ciò per cui li prepara.
    Per fare un esempio: quando ho chiesto a un professore chi lavora in una casa editrice (quali sono le figure professionali) lui mi ha risposto che ci lavorano pochissime persone, al massimo l’editore, l’autore e, in certi casi, un traduttore. Credo che questo dia l’idea di quello che intendo dire.

    Il quesito quindi rimane: che impatto ha la mia tesi di laurea sulle future possibilità di impiego?

    Nello specifico: mi interessa lavorare in editoria e ho fatto uno stage in una grossa casa editrice di fumetti. Con la tesi continuo sull’argomento? Ma alle case editrici questo interessa? Lasciando da parte la specifica casa editrice in cui sono stata, in Italia, di grandi case editrici di fumetti ce ne sono poche. A quelle piccole interessano le tesi di laurea? E alle case editrici “classiche” (libri) una tesi sui fumetti che effetto fa?

    L’utilità della tesi è una domanda per ora senza risposta.

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