10/12/2009
ogni tanto mi chiama la segreteria didattica per chiedermi di convalidare esami sostenuti durante un periodo Erasmus di studi all’estero. Devo confessare che la prima tentazione è di dire sempre “sì, va bene“: un esame orale in meno è un piacere visto che, tra una cosa e l’altra, si tratta di più di un’ora per Editoria multimediale e più di mezz’ora per Nuovi media. La mia pronta disponibilità di raffredda alquanto quando sbircio i programmi che lo studente avrebbe seguito all’estero. In alcuni casi già il titolo dice che si tratta di tutt’altro, in altri casi il contenuto è ben lontano da quello dei miei corsi. E così tentenno…
Alcuni studenti hanno intuito questo rischio e quindi chiedono un’approvazione preventiva. In questo caso la cosa migliore sarebbe che, dopo aver visto il sillabo del mio corso (Nuovi media → sillabo o Editoria multimediale → sillabo), mi inviassero il programma del corso che intendono seguire come equipollente.
Una nota finale: se hai presente i programmi dei miei corsi ti sarai reso conto che hanno un taglio pragmatico e utile. Forse non si fa un grande affare a rimpiazzarli con l’ennesimo corso di taglio “teorico”… Ma se sai già quello di cui parlo in aula dimmelo e sarò felice di non vederti all’esame.
Lascia un commento » |
Didattica, Università |
Permalink
Pubblicato da cordef
08/05/2009
Come promesso e già fatto lo scorso anno (→ post Questionari di valutazione della didattica) ecco qua i dati che gli studenti frequentanti hanno fornito compilando on-line il questionario:

UNIMORE > Valutazione della didattica > studenti frequentanti > Nuovi media 2008-09
e quindi ecco i dati per Editoria multimediale:

UNIMORE > Valutazione della didattica > studenti frequentanti > Editoria multimediale 2008-09
Le risposte lasciano spazio a qualche perplessità:
- “Il carico di studio è proporzionato ai crediti“: il NO può voler dire non solo che il carico di lavoro è troppo alto ma anche che è troppo basso…
- “Il materiale didattico è adeguato“: il termine “materiale didattico” si riferisce sia al sillabo che ai testi, non sarebbe meglio specificare?
- “Le modalità di esame sono state definite in modo chiaro“: a me pare di sì così come alla maggior parte degli studenti ma ci sarà sempre qualcuno che la pensa diversamente…
- “Gli orari sono rispettati“: ohibò, non ho perso una lezione, sono arrivato in aula sempre prima dell’inizio della lezione e c’è qualcuno che non è d’accordo!
- “Il docente è effettivamente reperibile per chiarimenti“: ma guarda, rispondo alle e-mail sempre (domenica inclusa), offro la possibilità di prenotare gli incontri di ricevimento e per taluni non sono reperibile?
- “Le aule sono adeguate“: ma guarda, chissà se quelli che hanno risposto NO sono gli stessi che si sedevano in fondo all’aula in modo da avere difficoltà di vista e udito quando le prime file avevano posti liberi…
- “Attività integrative“: ci sono studenti che compilano i questionari a casaccio, non si spiega altrimenti il fatto che ci sia chi risponde a due domande sulle attività integrative quando le stesse NON ESISTONO per i due corsi in questione
- “Le conoscenze preliminari possedute erano sufficienti“: chi ha risposto NO, si è confuso (in quel momento stava pensando al corso di Analisi matematica).
- “Il docente stimola/motiva l’interesse verso la disciplina” e “il docente espone gli argomenti in modo chiaro e rigoroso“: lo so, posso mettercela tutta ma ad alcuni non piacerà mai il mio modo di insegnare, è anche per questo che me ne vado dall’università (→ post 2009-2010 = ultimo anno).
Lascia un commento » |
Corso EM, Corso NM, Didattica | Messo il tag: Valutazione della didattica |
Permalink
Pubblicato da cordef
08/03/2009
Nel 2009 come già nel 2008, 2007, ecc. gli studenti hanno compilato il solito questionario di “valutazione della didattica”. Un tempo il questionario veniva distribuito e compilato durante una lezione e quindi riguardava studenti che, almeno in quella circostanza, erano frequentanti. La rilevazione così effettuata costava tempo e denaro: molto più semplice ed economico prevedere una rilevazione on-line. Si è così deciso di prevedere due questionari on-line: uno per gli studenti frequentanti e un altro per i non frequentanti: quello che vedi qui sotto è il questionario compilato dagli studenti frequentanti.

UNIMORE > Questionario di valutazione della didattica
L’appartenenza alla categoria frequentanti è decisa dallo studente stesso: non è necessario aver frequentato tutte le lezioni, può bastare pensare di essere stato a lezione per una lezione su due (o anche meno di una su due).
Curiosa anche l’idea di raccattare dallo studente la stima del numero (medio) di frequentanti: non era più sensato chiedere al docente quanti studenti aveva in aula? Forse non l’hanno fatto perché si rendono conto che nessuno di noi è in grado di fornire il dato a meno che non abbia sempre rilevato le frequenze…
Comunque sia questi due dati (% di lezioni seguite e numero medio di frequentanti stimato dallo studente) non mi vengono forniti.
Lascia un commento » |
Didattica, Università | Messo il tag: Valutazione della didattica |
Permalink
Pubblicato da cordef
07/21/2009
tieni conto di alcune cose che leggi in questo post. Ho deciso di scriverlo per evitare di rispondere di volta in volta a richieste disparate. Innanzitutto, seguo solo tesi(ne) della laurea triennale (non della laurea specialistica o magistrale visto che il mio corso [Dati e testi on-line] è stato rottamato nel 2008).
Prima di pensare a me dai un’occhiata a questa pagina → tesi-di-laurea per vedere come la penso sulla tesi. Per poi sapere che caratteristiche dovrà avere la tua tesi se vuoi farla con me leggiti prima il manuale che ho dedicato al tema → de Francesco C. & Delli Zotti G., Tesi e tesine con Pc e web, FrancoAngeli, Milano, 2004. Non ti sto chiedendo di comprare il libro per guadagnare 2 € di royalties: ti sto chiedendo di evitare di farmi ripetere a voce cose che ho spiegato nero su bianco in un libro reperibile alla biblioteca universitaria.
Nel prossimo anno accademico (2009-2010), il mio ultimo (→ post 2009-2010 = ultimo anno) seguirò lavori di tesi solo se pertinenti con le aree e gli argomenti su cui ho maturato sufficiente competenza e esperienza:
- ipertesti e e-book
- information skills
- dati e indicatori in campo sociale con particolare riferimento all’istruzione terziaria
- istruzione terziaria (classe accademica, condizione studentesca, mercato del lavoro dei laureati, didattica, ecc.).
Il testo che dovrai produrre sarà una tesina (paper) di almeno 30-35 pagine (in formato A4), completa di sommario, abstract, bibliografia e indice analitico (subject index). Per scriverla userai Word seguendo un layout standard (in Word) che ti fornirò. Il file doc così realizzato verrà poi convertito in formato pdf e ne dovrà risultare un e-book realizzato a regola d’arte (bookmark, link interni e esterni, pop-up. ecc.).
Il tema (→ post Area, argomento e tema della tesi) sarà definito da te all’interno delle aree e argomenti che ho indicato: dopo il primo colloquio dovrai produrre una scaletta (outline)(→ post Scaletta della tesi). Dal momento dell’approvazione della scaletta avrai tutto il tempo necessario per realizzare il tuo testo: calcola almeno 3 mesi di tempo per arrivare alla versione finale. La domanda di laurea verrà compilata e firmata da me quando il testo sarà ultimato (bozza finale) e non all’inizio del lavoro. Superfluo aggiungere che il plagio (→ post Copia e incolla) non sarà tollerato.
NB: come puoi immaginare, questa impostazione del lavoro aumenta il lavoro non solo per te ma anche per me. Come mai lo faccio? Visto che è il mio ultimo anno in università voglio chiuderlo lavorando bene e evitando di accettare come “tesi” testi che non lo sono.
Lascia un commento » |
Didattica | Messo il tag: Tesi, tesi di laurea triennale |
Permalink
Pubblicato da cordef
07/01/2009
non è una cosa complicata. In aula l’abbiamo fatto un paio di volte e nessuno ha poi avuto difficoltà. Spiegare come si fa in forma scritta è più complicato ed è per questo che molti comprano manuali su manuali. Questo preambolo perché sabato scorso ho ricevuto una mail che segnalava qualche difficoltà in merito:
Buongiorno,
sono XYZ … del corso Nuovi Media.
vorrei dei chiarimenti in merito all’ordinamento delle pagine: quando inserisco i miei file nel pdf cumulativo adobe li ordina in ordine alfabetico non rispettando l’ordine logico da me dato, perciň devo spostare le pagine.
Nessun problema se ogni file comprende un unica pagina, il problema c’č quando devo spostare piů pagine perchč magari ho fotografato (con snagit) anche il contenuto al di sotto della barra di scorrimento, perciň automaticamente si vengono a creare piů pagine!
Quindi se io sposto i segnalibri nessun problema, perň le pagine rimangono nella loro posizione.
Le allego una cartella per farle capire il problema (per esempio la voce listmania).
Mmhhh, alla mail non c’era allegato nulla: meglio, ho subito pensato. E così ho risposto:
buonasera XYZ,
quando si crea un file cumulativo usando la funzione Combina/Combine di Acrobat si può definire l’ordine o sequenza a piacere bypassando la modalità di ordinamento alfanumerico crescente. Cfr il file allegato

ACROBAT > Combine files
In ogni modo, una volta che il file è stato creato si può spostare a piacere una o più pagine selezionandole nella finestra Pagine/Pages e spostandole semplicemente: i segnalibri si sposteranno anche loro senza problema.
BTW: chiarire i dubbi per e-mail è un bel problema è per questo che tanti anni fa hanno pensato che la soluzione era spiegare tutto in aula a lezione. Comunque io voglio andare in Paradiso e quindi le rispondo anche alle 19 del sabato
Saluti,
Il By The Way finale mi è risultato automatico visto che il giorno prima avevo incominciato a compilare le schede dei corsi come richiesto dalla facoltà:

UNIMORE > SCE > Scheda corso
Il ritaglio soprastante deriva dalla scheda facsimile: il campo “Modalità di frequenza” mi lascia perplesso. Non è una variabile (o caratteristica) del corso ma, casomai, una costante visto che come mi ripetono sempre “da noi la frequenza non è obbligatoria“. E quindi è inutile prevederlo nella scheda. Tu dirai: “ma prof, lei scriva che è consigliata“. Ma io ti ribatto: “quale docente avrà mai il coraggio di dire che la frequenza al suo corso è sconsigliata o inutile?“
Sulla faccenda della frequenza (obbligatoria alle scuole elementari, facoltativa all’università) → post Se stai a casa impari lo stesso.
Lascia un commento » |
Acrobat Professional, Didattica, E-mail |
Permalink
Pubblicato da cordef
06/03/2009
sembra la regola per alcuni studenti. Sono creature naïf (→ definizione Dizionario Larousse): talmente poco abituate a ragionare e a leggere che non si rendono conto di quanto sia facile scoprirle. Come? Da tanti segnali diversi:
- scrivono capoversi di una-due righe (ovvero non sanno neanche cosa sia un capoverso) e poi improvvisamente le “loro” pagine diventano di capoversi “normali” 5-6 righe o giù di lì
- non sanno usare la punteggiatura (spazi, puntini di sospensione, 2-3 punti esclamativi) e poi di colpo finisco su una pagina in cui la punteggiatura è perfetta
- usano espressioni e termini inusuali per un ventenne: “laddove”, “nondimeno”, ecc.
- i più sciatti non si rendono neanche conto che hanno premuto due volte il tasto Ctrl+V e così il pezzo è stato incollato due volte
- e via così.
E poi, suvvia, beccarli/e con le zampe sporche di marmellata è oggi più facile di un tempo: ho un sospetto? Faccio anch’io un “copia e incolla” della frase dubbia nella finestra di un qualsiasi motore di ricerca e zac: ecco qua che ti ho acchiappato/a furbetto/a!
Da inguaribile ottimista e ingenuo avevo pubblicato un post su questo blog pensando che servisse da deterrente (→ post Tanto il prof non legge…). Non è servito: i fan del “copia e incolla” sono refrattari alla lettura: è per quel motivo che non sanno scrivere.
Scrivo questo post di domenica sera dopo aver perso tempo con due casi del genere. Però, che palle alla mia età perdere tempo e vita con questa gente…
2 Commenti |
Didattica | Messo il tag: Copiare |
Permalink
Pubblicato da cordef
04/27/2009
forse avrei dovuto scrivere “complemento oggetto” ma tu mi hai capito e comunque il titolo di New York Times era “He Wants Subjects, Verbs and Objects“. E’ un’intervista a Richard Anderson, amministratore delegato di Delta Airlines: una compagnia aerea di 70.000 dipendenti. Se sei uno studente universitario faresti bene a leggere quello che dice Anderson. Qualche snapshot:
- I’ve learned to be patient and not lose my temper.
- …don’t bring a Rubik’s cube to the table, unless you have an idea on how you’re going to try to get an answer.
- More and more, the ability to speak well and write is important. You know, writing is not something that is taught as strongly as it should be in the educational curriculum. So you’re looking for communication skills.
- I don’t think PowerPoints help people think as clearly as they should because you don’t have to put a complete thought in place. You can just put a phrase with a bullet in front of it. And it doesn’t have a subject, a verb and an object, so you aren’t expressing complete thoughts.
Mi fermo qui se no non vai a leggerti l’intervista e perdi una chanche per imparare cose che all’università non ti insegneranno mai.
Lascia un commento » |
Didattica |
Permalink
Pubblicato da cordef
04/20/2009
Questo blog ha avuto inizio nell’ottobre 2007. E’ passato un po’ di tempo e vale la pena fare il punto. Innanzitutto, qualche numero:
189.000 visite
1914 commenti
560 post (circa uno al giorno)
7 pagine
31 categorie
890 tag.
Il blog mi ha permesso di realizzare vari obiettivi e cammin facendo ha rivelato la sua natura e utilità (→ post che cos’è un blog). Tra le sue utilità maggiori rilevo le seguenti:
Last but not least, un blog è a costo zero e può offrire gratificazioni simboliche non indifferenti: in un’università in cui la didattica è vista spesso come attività secondaria da studenti e docenti, il vedere che ciò che si scrive interessa studenti e non studenti fornisce feelings positivi. Oggi è lunedì e piove: scrivere questo post non fa venire il sole ma di sicuro migliora il mio mood. Penso che sia la stessa sensazione che provano milioni di bloggers in giro per il mondo. O no?
3 Commenti |
Blog, Didattica, Università |
Permalink
Pubblicato da cordef
04/07/2009
Con gli e-book capita come con i neonati: c’è chi continua a metterli sulla bilancia per vedere se il peso è giusto. In alcuni casi il neonato è davvero grasso per non dire obeso: un e-book di 500 Mb ha qualcosa che non va. In altri casi il neonato sta bene, ha un bell’aspetto ma non siamo contenti del suo peso. Monica stamattina mi scrive “il PDF è di SOLO 2 MB“: è un po’ preoccupata e mi fa sentire come se fossi il pediatra. “Signora non si preoccupi, va bene così” mi viene da dirle: in effetti è così. Il peso è un aspetto secondario: in questi anni, molti e-book di 20-25 pagine con foto e video non superavano la soglia dei 30 Mb, ma c’è anche chi è riuscito a fare eccellenti lavori in meno di 5 Mb (senza video). Alla fine, proprio come con le torte, è chi l’ha messa nel forno che si rende conto se è cotta a puntino. Io svolgo la funzione di giuria esterna: un ruolo antipatico ma necessario se alla fine occorre dare un voto. Ma rimango dell’idea che, se il corso è andato bene, a questo punto siete voi stessi i migliori giudici del vostro lavoro. E ho la sensazione, piacevole e gratificante, che anche quest’anno per molti di voi sia così.
Lascia un commento » |
Corso EM, Didattica |
Permalink
Pubblicato da cordef
03/27/2009
Ogni tanto, passando per i corridoi di un’università, mi è capitato e mi capita di dare un’occhiata in un’aula dove si sta facendo lezione. E ogni tanto immagino di essere io nella mia aula a guardare me mentre faccio lezione. Perché? Semplice: perché vorrei imparare a insegnare meglio. Una volta, quando disprezzavo la didattica e mi piaceva solo la ricerca insegnavo da schifo. Poi ho lasciato perdere la ricerca e ho cambiato stile di insegnamento: a giudicare dalle facce degli studenti adesso ho la netta impressione di insegnare meglio. Già ma come insegnano i miei colleghi? Non lo so. Mi piacerebbe saperlo ma non posso: per un docente è indelicato sedersi in fondo ad un’aula e seguire la lezione di un collega. Eppure sarebbe il modo più semplice per imparare a insegnare meglio: guardare cosa fanno gli altri.
Adesso però c’è il modo di vedere come insegnano altri docenti. Grazie a Academic Earth hai a disposizione migliaia di lezioni di docenti di Harvard, MIT, Yale, Berkeley, Princeton, Stanford (→ advanced search). Un’iniziativa splendida che rappresenta la naturale evoluzione di MIT OpenCourseWare → sito web.

Academic Earth > Homepage
A chi consiglio di esplorare Academic Earth e di vedere un po’ di lezioni? A tutti:
- docenti: guarda come insegnano i tuoi colleghi nelle migliori università del mondo
- studenti: seguire una lezione tenendo a lato la trascrizione (transcript) è un ottimo modo di imparare l’inglese
- tecnici addetti all’e-learning: la formazione a distanza funziona quando c’è capacità didattica (e qui ce n’è un sacco)
- autodidatti: penso al nostro amico Gigi che va a seguire lezioni di Filosofia alla Statale di Milano (adesso gli spedisco il link a questo post).
3 Commenti |
Didattica, La passione si sente, Università |
Permalink
Pubblicato da cordef
03/13/2009
la segreteria didattica mi segnala che
“la finestra di compilazione dei questionari per tutti gli insegnamenti del secondo semestre è aperta dal 13 marzo 2009 fino al 5 giugno 2009″
la stessa mail ricorda anche che:
“la compilazione del questionario E’ NECESSARIA PER L’ISCRIZIONE AL PRIMO APPELLO D’ESAME DELLA SESSIONE ESTIVA A.A. 2008-09, al termine del secondo semestre. Gli studenti che non avranno compilato i questionari di valutazione perderanno la possibilità di iscriversi al primo appello e sostenere l’esame nella prima data utile.”
Sui questionari di valutazione della didattica, se l’argomento ti interessa, vedi i post del 18 giugno 2008 e del 20 giugno 2008.
Lascia un commento » |
Didattica, Università | Messo il tag: Valutazione della didattica |
Permalink
Pubblicato da cordef
01/28/2009
è bassa: ne avevo già parlato (→ post del 28 luglio 2008) ma la faccenda non è cambiata e, temo, non cambierà nei prossimi anni. Molti studenti non vengono a lezione, leggono (studiare è un’altra cosa) quello che credono (in genere poco) e seguono le indicazioni di lavoro in modo approssimativo. Ciononostante vogliono fare un bell’esame da cui uscire gratificati e con un bel voto. Un po’ come certi pensionati vanno dal medico di famiglia per avere una bella visita al termine della quale sentire la rassicurante frase “lei è sano come un pesce!“.
Il risultato di questo modo sgangherato di procedere è un interminabile rosario di esami in cui il docente corregge infinite volte gli stessi errori su cui si era soffermato a lezione. Dirai: ma con il blog si è a posto, visto che gli errori da evitare vengono segnalati lì. Vero: a patto che gli interessati leggano i relativi post pubblicati sul blog il che avviene più raramente del dovuto. Quali post vale la pena leggere per aumentare un pochino la produttività degli esami? Questi:
Leggo sui quotidiani che, per ridurre il fenomeno delle assenze, la segreteria di alcune scuole invia un SMS sul cellulare del genitore avvisandolo dell’assenza della sua creatura. Idea! Perché non sviluppare un programmino con cui, in automatico, ogni errore individuato dal docente viene segnalato all’autore tramite un SMS a carico del destinatario?
6 Commenti |
Didattica, Produttività |
Permalink
Pubblicato da cordef
11/17/2008
qualche giorno fa ho ricevuto una mail da uno studente fuori-corso che chiedeva lumi circa il programma di esame da preparare per uno dei miei corsi. In teoria chi mi scriveva avrebbe dovuto seguire il corso e sostenere l’esame nel lontano 2005. Caspita! Sono passati tre anni buoni da allora! Forse, la normativa universitaria, demenziale come tante leggi e leggine italiane, permette di “portare all’esame” il programma di allora ma il buon senso lo sconsiglia. Visto che anno dopo anno mi faccio il mazzo a migliorare i programmi mi sembra che sia nell’interesse dello studente prepararsi sul programma più recente. D’altronde i miei corsi non parlano del diritto romano o di teologia ma di faccende (web, software…) che cambiano di continuo e in fretta.
Ti dirò di più: se devi sostenere l’esame di uno dei miei corsi nell’appello di gennaio-febbraio 2009 a me va bene se, a tua scelta, decidi di prepararti sul programma 2008-09 invece che su quello 2007-08. In questo caso tieni solo presente che prevedo di completare la pubblicazione del sillabo (sillablog) 2008-09 nelle prossime settimane, diciamo entro la metà di dicembre.
Consiglio finale: nel caso degli esami universitari è buona regola scaramantica non lasciar passare troppo tempo prima di dare l’esame. Se il docente (io, ad esempio) finisce sotto una valanga sai che casino dare un esame come Editoria multimediale con un rimpiazzo?
1 Commento |
Corso EM, Corso NM, Didattica |
Permalink
Pubblicato da cordef
11/12/2008
Per diventare ricercatore ci sono esami scritti e una prova didattica. Per diventare professore associato c’è un colloquio sui titoli e una prova didattica. Per diventare professore ordinario c’è solo la valutazione dei titoli (pubblicazioni). In cosa consiste la prova didattica? Si tratta di tenere una lezione di un’ora davanti alla commissione (5 professori: 3 ordinari e 2 associati). Per preparare la lezione ci sono 24 ore di tempo. L’argomento viene scelto da ciascun concorrente tra tre preparati dalla commissione.
Quando ho fatto la mia prova didattica i commissari mi guardavano malino perché usavo PowerPoint: ho fatto tesoro di quegli sguardi e non lo uso più (sono un tipo molto obbediente). A distanza di qualche tempo (l’ho fatta 5 anni fa, o giù di lì) mi sorgono alcuni interrogativi:
- Perché non avere lì anche qualche studente, magari senza diritto di voto ma con diritto di parola?
- Perché non fornire ai concorrenti un videoclip di 10-15 minuti di ciascun commissario mentre fa lezione, così da capire che stile tenere?
- Perché non filmare la lezione di ciascun concorrente e mettere il video agli atti o, anzi, su YouTube?
- Perché non sottoporre alla prova didattica anche gli aspiranti ordinari?
Su quest’ultimo punto qualcuno potrà obiettare che loro (gli aspiranti ordinari) la prova didattica l’hanno già fatta per diventare associati. Ma a questa obiezione si può controbattere che si può diventare ordinari anche senza essere mai stati professori associati o ricercatori, e che comunque la capacità didattica non è costante nel tempo ma può aumentare o calare (lo so per diretta esperienza).
Se sei arrivato fin qui avrai capito che questa storia della prova didattica mi intriga un po’. Ti voglio dire la verità. Avevo dato la mia disponibilità a “essere votato” come membro di una commissione concorsuale per professori associati perché almeno una volta nella vita (accademica) volevo vedere siffatta prova da commissario e sentire un po’ i criteri di valutazione considerati far passare il vincitore.
PS: il decreto legge pubblicato lunedì 10 novembre sulla Gazzetta Ufficiale (→ scheda sito Governo) prevede che i professori associati (come me) non facciano più parte delle commissioni giudicatrici per i posti di professore associato. La commissione sarà composta solo da professori ordinari. Per ridurre i rischi di nepotismo et similia verranno eletti 12 ordinari e tra questi ne saranno sorteggiati 4. Fantastico! Non ci tenevo proprio a tornare a Milano a fare questo ennesimo gioco delle parti.
Lascia un commento » |
Didattica, Università | Messo il tag: concorsi universitari, prova didattica |
Permalink
Pubblicato da cordef
10/06/2008
Nella pagina Esami trovi le date degli appelli di esame per i miei corsi.
Dopo aver pubblicato su Dolly gli orari ho pensato che era meglio pubblicarli anche qui sul blog. Perché? Semplice: questo post può essere la destinazione di un link che inserisco in una mail o in qualsiasi testo, con Dolly non avrei la possibilità (visto che c’è sempre da fare un login e da inserire una password). Inoltre là le informazioni sugli esami sono separate su tre sezioni diverse (una per insegnamento qui no). A partire dall’appello di novembre pubblicherò qui (sul blog) l’elenco degli iscritti all’appello e l’ora cui presentarsi (per evitare di far perdere tempo ad aspettare il proprio turno).
Lascia un commento » |
Corso DT, Corso EM, Corso NM, Didattica, Università | Messo il tag: appelli di esame |
Permalink
Pubblicato da cordef
10/01/2008
Azioni considerate “solide” (in Italia, Unicredit) che perdono il 20% in un giorno o due, banche di investimento, compagnie di assicurazioni e società varie che, sull’orlo del fallimento, vengono rilevate da qualcuno o nazionalizzate in fretta e furia: penso a Fannie Mae, Freddie Mac, Lehman Brothers, Morgan Stanley, Merrill Lynch, AIG, HBOS, Wachovia, ecc. Calo di consumi: non solo auto e seconde case ma anche spese sanitarie e alimentari, aumento della disoccupazione in tutti i principali paesi. La crisi non è uno spettro ma una realtà che si sviluppa giorno per giorno in modi e intensità impreviste.
Cosa fare all’università? Me lo domando senza nessuna pretesa di avere una risposta generale ma pensando solo al mio microcosmo fatto di corsi, esami, tesi e tesine, stage. Me lo domando pensando cosa mi aspetterei se fossi uno studente. Al momento non trovo altro che due cose da fare: trasmettere energia positiva e capacità utili.
- energia positiva: da ipercritico farò una gran fatica a cercare di esserlo di meno ma farò lo sforzo. Trasmettere energia positiva per me, vista anche la mia età, significa rimettere in circolo quella degli studenti: dare loro visibilità, riconoscere la bravura, cercare in tutti i modi di far emergere la creatività individuale nei diversi ambiti in cui questa si presenta in ciascuno. E se non ce n’è? Beh mostrando continuamente quella di altri più fortunati, farò almeno passare delle ore interessanti e, perché no, divertenti a tutti.
- capacità utili: le cose di cui mi occupo sono pratiche e concrete, nei limiti di ciò che si fa nel lavoro intellettuale. Saper cercare le informazioni, valutarne la qualità, gestirle, produrne di nuove, diffonderle in forma di e-book. Mi sono inventato questi contenuti concreti per due discipline che come Nuovi media e Editoria multimediale potevano essere un campo di dibattito teorico. Continuerò così, anche se i teorici mi guardano dall’alto in basso.
Consigli, suggerimenti per la didattica in un’università davanti alla maggiore crisi economica dell’età contemporanea?
1 Commento |
Didattica, Università | Messo il tag: crisi, Didattica, Università |
Permalink
Pubblicato da cordef
09/23/2008
Ho aperto questo blog con l’obiettivo, tra l’altro, di

Bene, questo obiettivo è stato raggiunto. Su cosa mi baso per dirlo? Sul numero di download raggiunto dagli e-book degli studenti: 213 per Hong Kong di Mattia Bacchetti e 173 per Thailandia di Roberta Guerzoni. Ma stanno sopra i 100 anche gli e-book di Sara Serluca e Andrea Bovaia. E non pensare che gli ultimi arrivati (anzi, pubblicati) stiano a guardare: New York di Valentina Rossetti in una settimana è a quota 50 e Viaggio di rinascita di Valentina Genovese è già a 45.
Certo, trattandosi di e-book visuali abbiamo il vento a favore. Ma sono certo che in qualsiasi corso ci siano prodotti intellettuali realizzati dagli studenti che varrebbe la pena mettere on-line e che, spero, qualcuno si è preso la briga di fare. Ennesimo tema per una tesina giornalistica, da realizzare, ça va sans dire, in forma di e-book.
Lascia un commento » |
Blog, Didattica |
Permalink
Pubblicato da cordef
09/22/2008
è il titolo di un articolo pubblicato su Lavoce.info:

La voce.info > Lotteria Italia degli esami > abstract
I tre autori (Paolo Balduzzi, Andrea Monticini e Matteo Rizzolli) rilevano con dati e precisione l’anomalia italiana degli infiniti esami. L’articolo e i commenti che ha ricevuto sono esemplari della distanza che ci separa da altri paesi. Segnalo anche la risposta che i tre autori hanno dato ai numerosi commenti ricevuti.
Ho classificato questo post con il tag “Esami universitari“: toh, se fai click sul tag esce una gran quantità di post. Guarda bene: in gran parte questi post sono orridi pastrocchi pubblicitari di certi tizi che fanno soldi sugli esami. Se preparano agli esami con la stessa competenza che mostrano nello scrivere c’è da stare attenti.
15 Commenti |
Didattica, Università | Messo il tag: Esami universitari, LaVoce.info |
Permalink
Pubblicato da cordef
09/20/2008
Sono capitato per caso su questo video di pochi minuti con cui Mario Garcia ti spiega ciò che devi sapere prima di scegliere un font.

Mario Garcia > Typography 1 (video)
Il video mi è piaciuto non solo per la sua chiarezza espositiva ma anche per come è realizzato: la videocamera inquadra il video del pc, Mario parla (bene e chiaro) fuori campo, la sua matita si muove sulla slide, le slide sono essenziali. Wow!
PS: che distanza tra queste slide e quelle che mi capita di vedere alle 5 di mattina quando, per disperazione da indigestione alimentare reggiana, finisco sui corsi a distanza che Uninettuno (→ catalogo videolezioni) trasmette per TV ad uso di custodi e guardie notturne insonni.
1 Commento |
Didattica | Messo il tag: Typography, Video di lezioni |
Permalink
Pubblicato da cordef
09/05/2008
che vorrei scrivere ad uno studente di EM è questa:

l
To’ guarda, oggi sono riuscito a scriverla davvero! Bella giornata da annotare sul calendario!
6 Commenti |
Corso EM, Didattica |
Permalink
Pubblicato da cordef
09/04/2008
quando scrivi qualcosa il primo capoverso (incipit) ha una grandissima importanza. E’ come quando ti presenti per la prima volta a qualcuno che non ti conosce: è la prima impressione quella che conta. Molta gente non ci fa caso e poi si stupisce per le reazioni suscitate nei loro interlocutori. Male. Guarda un po’ questo inizio e dimmi un po’ tu che reazioni istintive avresti avuto al mio posto:

EM 2008 > Incipit > punteggiatura
Capisci adesso perché ogni tanto ho la sensazione di spingere in salita un carretto pieno di pietre? Uno studente di terzo anno di Comunicazione (le scienze lasciamole perdere) ha questi communication skills? Stiamo freschi… Ma nessun insegnante si è mai preso la briga di bloccare questo/a analfabeta di ritorno?
Vediamo un po’ se l’interessato/a legge il blog (non penso) e invece di venire all’appello di mercoledì se ne rimarrà a casa a sistemare la punteggiatura.
9 Commenti |
Didattica, Produttività, Università |
Permalink
Pubblicato da cordef
08/23/2008
come è noto i corsi universitari (insegnamenti) prevedono un carico di lavoro espresso in CFU (crediti formativi universitari). Convenzionalmente, nelle università italiane come in tutte le università europee, 1 CFU equivale a 25 ore di impegno complessivo da parte dello studente. A Unimore, di queste 25 ore 8 erano di didattica frontale (lezioni in aula). Un corso da 6 CFU equivaleva sino al 2007-2008 a 48 ore di lezione (24 lezioni di due ore). Ho usato l’imperfetto perché dal prossimo a.a. 2008-09 ad ogni CFU corrisponderanno 7 ore di didattica frontale (lezioni).
- Come docente sono contento: invece che fare 24 lezioni ne farò 21, terminerò il corso una settimana prima. E visto che di corsi ne ho 2, da 48 lezioni passo a 42 (-12,5%).
- Come studente sono contento: meno giorni vincolati dalle lezioni, maggiore flessibilità nell’uso del mio tempo.
- Come università sono contenta: ho trovato un modo per coprire più corsi con gli stessi docenti e le stesse aule e senza aggravio di spesa.
? Tutto bene quindi: in questo modo aumenterà la produttività del sistema universitario? Se è così, curioso che qualcuno non ci abbia pensato prima.
1 Commento |
Didattica, Produttività, Università | Messo il tag: CFU, Ore di didattica frontale |
Permalink
Pubblicato da cordef
07/28/2008
Tutte le volte che faccio esami, sia per i corsi della laurea triennale che per quelli della cosiddetta specialistica o magistrale mi trovo a fare il precettore con studenti (non tutti, beninteso) che in aula non c’erano e se c’erano dormivano. Mi mandano i loro file e mi rendo conto che non hanno capito un accidenti. Così glielo spiego passo passo: sempre le stesse cose dette in aula e ripetute individualmente come si usava nelle famiglie nobili di un tempo che fu. Non gli passa per la mente che la frequenza alle lezioni serve proprio a evitare questa colossale perdita di tempo e di produttività. Sono contenti così: loro si devono laureare ma hanno anche tante altre cose da fare.
Dai loro sguardi traspare spesso incredulità e stupore come se pensassero: “ma che mi sta a dire, a me mi interessa il voto“. Lo so, anche al Ministero interessa che venga ridotto il fenomeno degli abbandoni e che si laurei più gente si può. Quindi, mi faccio forza e do l’ennesimo 18 pro-forma. Esagero? Ma no, leggi qui:
io sinceramente sapevo che dovevo mandare il materiale 10 giorni prima e poi lei dava un giudizio invece da quello che ho capito con l’ultimo e-mail da lei mandato io dovrò sostenere anche l’esame orale, però essendo che mi mancano 2 esami per la laurea, gentilmente anche se lei valuta il mio materiale con un 18 a me mi va bene.
E lo scatto d’orgoglio di cui parlava il presidente Ciampi? E il declino in cui siamo avvitati? Boh!
C’è qualcosa da fare? Il sillablog può essere una soluzione, altra possibilità è replicare il modello Reggio Children anche all’università: ma su questo punto ci torno fra qualche giorno dopo gli esami…
12 Commenti |
Didattica, Produttività, Università | Messo il tag: Esami universitari |
Permalink
Pubblicato da cordef
07/26/2008
Quando l’università mi deprime (abbastanza spesso) cerco conforto nell’orticello delle idee. Era un po’ di tempo che rigiravo intorno al problema di mettermi a scrivere i sillabi di Nuovi media e Editoria multimediale per il 2009. Di solito, quando giro intorno a un lavoro senza decidermi a farlo vuol dire che non sono convinto. In effetti ieri, camminando in montagna, ho rimuginato varie cose:
- ha senso scrivere a luglio 2008 i sillabi per corsi che terrò a marzo 2009?
- ha senso cristallizzare in un testo (anche se pdf) qualcosa che è in continua evoluzione?
- ha senso un testo digitale senza immagini (se no diventa troppo pesante)?
- ha senso limitare i link ai post di questo blog?
- ha senso rinunciare all’interattività e ai commenti?
- ha senso sprecare l’occasione di stimolo e valutazione che un blog può dare?
La risposta è NO. Quindi, la decisione è presa: per i corsi 2009 non predisporrò un sillabo classico ma un sillablog con queste caratteristiche:
- finiti gli esami di questa settimana, incomincio a preparare articoli su ogni singola lezione dei miei corsi 2009
- ciascun articolo rimane draft (bozza) sino alla settimana prima della lezione così ho tutto il tempo per aggiornarlo sino quasi all’ultimo momento
- gli articoli di un corso potranno essere riuniti in una sequenza grazie alla categoria (NM 2009, EM 2009)
- il primo articolo sarà un calendario in cui compariranno i titoli delle singole lezioni con i link ai singoli articoli
- l’articolo di ciascuna lezione manterrà la struttura che ho collaudato nei sillabi di questi anni:
- titolo
- descrizione
- saperi
- saper fare
- testi
- software
- siti web
- esercizi
- ove necessario l’articolo relativo ad una lezione potrà contenere link a articoli del blog già pubblicati
- i commenti inviati dagli studenti costituiranno un elemento di valutazione, di particolare utilità per lavoratori-studenti e non frequentanti
- grazie alla sua granularità ogni articolo del sillablog potrà essere la destinazione di link nelle e-mail e, in generale, in qualsiasi testo elettronico.
Tutto chiaro, tutto nuovo, tutto interessante: adesso sì che ho voglia di mettermi al lavoro!
? Devo ricordarmi di registrare il marchio sillablog prima che qualcuno mi freghi l’idea?
1 Commento |
Corso EM, Corso NM, Didattica | Messo il tag: sillabi, sillablog |
Permalink
Pubblicato da cordef