è quello che si propone Pipl (che starebbe per people): a differenza dei motori classici e di altre risorse come Whozat (→ post Un metamotore per cercare persone), Pipl (→ sito web) scandaglia il deep web per presentarti, organizzato in categorie informative, tutto quello che c’è su una persona. Oltre che in base a nome e cognome puoi fare ricerche anche conoscendo solo l’indirizzo di e-mail. Mi sembra notevole e quindi te lo segnalo.
Times Reader è il quotidiano digitale
10/30/2009altrove ho parlato delle versioni digitali dei quotidiani italiani (→ post Quotidiani su carta o su file?). OK: le uso quando la rivendita giornali di La Magdeleine è chiusa ma devo riconoscere che non mi soddisfano al 100%. Perché? Per vari motivi:
- sono file pdf che riproducono la pagina del giornale cartaceo e quindi appaiono poco leggibili a video anche impostando Acrobat nella modalità “Fit to width” (adatta alla larghezza).
- sono pieni di pubblicità: pagine su pagine che vorrei evitare di vedere e che invece mi fanno premere la barra spaziatrice come un forsennato (per andare avanti)
- le foto sono a bassa risoluzione
- non contengono elementi multimediali (video, audio)
- non ci sono link
- i contenuti sono quello che sono (pastone politico, sport, cronaca nera e TV non mi interessano…).
New York Times e il suo Times Reader sono un’altra cosa: in primis per i contenuti che trovo ben realizzati e molto interessanti (non a caso ne parlo spesso nei miei post). Ma anche per le soluzioni tecniche adottate. Parliamo allora di Times Reader: è un’applicazione (basata su Acrobat Air) che devi scaricare e installare. Gratis puoi scaricare una versione ridotta del quotidiano (di cui parlo in questo post), a 15$ mese puoi invece abbonarti all’edizione completa: in questo caso puoi accedere al testo completo degli articoli di tutte le sezioni e non solo di alcune (Front page, Business, News in Pictures, News in Video, Most E-Mailed, Latest News). Le pagine del quotidiano che vedi sono state ripensato rispetto all’edizione cartacea, la pubblicità è stata eliminata, la navigabilità è eccellente grazie a sommari testuali e visuali, le foto sono nitide, ci sono video e link, in più la versione che scarico contiene un’intera settimana!
Mi piace molto l’idea di poter sfogliare il giornale partendo dalle foto:
E ancora di più mi attira la quantità di video:
Se vuoi saperne → FAQ di Times Reader.
Qualcuno dirà, come già è avvenuto per Kindle, “Ma vuoi mettere il piacere di sfogliare un quotidiano fresco di stampa?“. Sante parole: come avrei potuto oggi dare l’impregnante alle finestre se non avessi avuto un po’ di giornali di carta da usare come tappeto?
Sempre meno lettori per i quotidiani USA
10/29/2009il calo di lettori per i quotidiani USA non è una novità (→ post Quotidiani: una specie a rischio), la novità è l’ampiezza del calo (- 10,6% nel semestre aprile-settembre 2009 rispetto al 2008). Eccezioni? Una rilevante: il Wall Street Journal ha aumentato la diffusione superando i due milioni di copie giornaliere. Tutta colpa del web? Forse: ma il WSJ ha anche il record di 400.000 abbonati (paganti) alla propria edizione on-line… Questi e altri dati nell’articolo U.S. Newspaper Circulation Falls 10% (di Richard Perez-Pena per New York Times).
Un house stager fa vendere le case
10/28/2009Chiunque abbia provato a cercare casa sa quanto sia importante la prima impressione. Una casa arredata in modo banale o addirittura sciatto porta con sé un’impressione negativa. E non vi è dubbio che una casa desolatamente vuota colpisca meno di una casa ben arredata. E’ su queste banali considerazioni che negli USA si è diffusa l’attività di house stager ovvero una sorta di scenografo che arreda le case (soprattutto quelle di alto valore) per facilitarne la vendita: questo e altro nell’interessante articolo → The Story Teller di Mark Oppenheimer per New York Times.
Potrebbe avere spazio anche da noi? Guardando lo squallore degli arredamenti di molte case e seconde case offerte dalle agenzie immobiliari c’è da pensare di sì.
Dimenticavo, questo è il sito web dell’agenzia di house staging di Meredith Baer:
Dai un’occhiata alla sezione “Tour Our Homes” dove trovi una ventina di case “Dressed to sell” e in vendita presso diverse agenzie immobiliari: è un’occasione per vedere come le agenzie di fascia alta usano web, immagini e layout. Pensa un po’: ogni casa in vendita ha il suo bravo sito web! E poi, se non l’hai già fatto, torna al New York Times e leggiti la parte dell’articolo in cui si racconta la storia di Meredith.
Commenti solo scritti a mano
10/27/2009ovviamente con una bella stilografica su della bella carta da lettera intestata, magari quella classica di Pettinaroli di Milano o, alla peggio, di Raimondi o anche Pineider. Pensa un po’ che bello sarebbe se i commenti ad un blog (al mio) arrivassero tramite posta! Di sicuro il costo del francobollo farebbe sì che il mittente ci pensasse su un po’ prima di scribacchiare la prima fesseria che gli/le passa per la testa. E poi, come sai, prima di chiudere la busta era buona prassi rileggere quello che si era scritto: con i commenti no, click e l’ennesima aria fritta va in giro per il mondo. Infine, l’uso della corrispondenza privata concentrerebbe le missive nella casella postale: per me sarebbe magnifico dover scendere a piedi fino all’ufficio postale di Antey, fare quattro chiacchiere con la simpatica impiegata Daniela e tornarmene su a piedi guardando il colore delle foglie d’autunno. Oggi, come si capisce, mi sento davvero luddista…
Uno sci da 1700 grammi
10/25/2009impressionante la resistenza di questo sci da 1700 grammi al paio:
sto parlando del Black Powder (→ pagina web): uno sci in carbonio che appare come il sogno di qualsiasi sci alpinista: il peso incredibile, unito ai suoi 120 mm di spatola mi fanno venire una gran voglia di provarlo…
Kindle a La Magdeleine
10/24/2009l’altroieri è arrivato puntuale il corriere UPS con il pacco contenente Kindle: eravamo a Venezia per la Biennale e ha lasciato il tutto ai ragazzi dell’Agip di Antey. Ieri risalendo in valle siamo passati a fare gasolio e abbiamo ritirato il pacchetto:
- prima considerazione “ma com’è leggero!“.
- Apertura del pacchetto: “Ma guarda, sembra un prodotto Apple tanto è curato l’imballo!“.
- Oggetto: piccolo e ben fatto, “Bello!“
- Alimentazione: a rete (la spina è quella USA e ci vuole un adattatore) o tramite la porta USB.
- Registrazione del prodotto sul sito di Amazon.
- Acquisto di un numero di quotidiano italiano (La Stampa) e download del primo capitolo di un paio di libri.
- Connessione wireless: veloce e gratuita
- Lettura ad alta voce: chiara e mi sembra un ottimo modo per imparare l’inglese visto che puoi seguire il testo sul video.
Conclusione: mi emoziona l’idea che l’oggetto, pesante come un’agendina, possa contenere più di un migliaio di libri. L’attuale versione (schermo monocromatico) non è adatta per libri fotografici o con illustrazioni, ma è già ottima per libri di narrativa e di saggistica.
Cosa ne penso? I libri di carta sono con noi da più di 500 anni: era ora che si incominciasse a intravvedere l’inizio di una nuova fase nella diffusione della conoscenza.
Amazon sa come fidelizzare i clienti
10/23/2009Ma guarda un po’ la mail che ho ricevuto ieri da Amazon:
ma lo sai che una cosa del genere non mi era mai capitata prima? E non sono il solo (→ commento di Luana C.)
Libri scolastici digitali su Scuolabook
10/22/2009Pian pianino qualcosina si muove nell’editoria scolastica italiana: ecco Scuolabook un portale (ino ino) che ospita i primi libri di testo per la scuola secondaria in formato pdf (protetto). Per il momento gli editori sono tre e i testi sono una sessantina. Non siamo ancora agli e-book ma almeno è un inizio…
Apple aumenta utili e fatturato
10/21/2009Apple continua ad aumentare fatturato, quote di mercato e utili (→ press release). Nel 3° trimestre 2009 gli affari sono andati ancora meglio che nel 1° trimestre (→ post La crisi non tocca Apple):
- fatturato 9,9 miliardi $ (+24% sul 3° trimestre 2008)
- utili 1,7 miliardi $
- 10,2 milioni iPod
- 7,4 milioni iPhone
- 3 milioni di Mac (+17%).
E le prospettive per il prossimo trimestre sono ottime: il 30 ottobre l’iPhone arriverà sul mercato cinese, un grande evento per un’azienda che realizza all’estero il 46% delle proprie vendite…
Un post invece di un avviso sulla porta
10/20/2009un tempo, quando capitava un evento in grado di influire sulla vita quotidiana era prassi mettere un cartello sulla porta dell’ufficio: 20 anni fa avrei dovuto fare così. Oggi abbiamo altri mezzi a disposizione: alcuni mandano una mail a amici-conoscenti-colleghi, altri usano gli SMS. Altri ancora non dicono nulla e producono fraintendimenti: “Chissà perché non risponde…“, “Ma dove è finito?“, ecc. Io ho preferito usare un post → I crepacci della vita): in questo modo sono convinto di aver informato tutti quelli che in qualche modo sono interessati a me e a quello che faccio. Vantaggio dei blog.
A tutti quelli che hanno inviato commenti o hanno espresso i loro sentimenti un grazie sincero.
Se lavori in un open space usa le cuffie
10/19/2009e sentiti della buona musica: la tua produttività aumenterà. Questo è uno dei consigli che dà Julian Treasure nel suo intervento di soli 5 minuti alle TED Conferences: → The four ways sound affects us. Julian lavora in un settore molto, molto particolare della consulenza: assiste aziende e organizzazioni su come usare il suono. Il sito web della sua società (→ Sound Agency sito web) merita un’occhiata e un ascolto.
BTW: il video offre l’occasione per riflettere su quante cose intelligenti e interessanti si possono dire in soli 5 minuti a patto di avere qualcosa da dire e essere essenziali.
Medici e dati dei pazienti
10/17/2009sono un paziente paziente ma neanche troppo. Ci sono delle cose che non sopporto. Una è accorgermi che il medico che ho davanti per la seconda volta non ha nessun dato su di me anche se l’altra volta mi aveva già interrogato e visitato. Chiaro indizio di sciatteria e scarsa professionalità. Non voglio che abbia un computer acceso davanti agli occhi, mi basta una scheda di carta. Quando mi capita uno che mi fa ripetere le cose due volte perché non le ha scritte da nessuna parte mi dico: “questo qui non mi vedrà mai più”.
Questa introduzione per dirti che ho letto con interesse il post di David Pogue (New York Times) Computerized Health Records. Nell’articolo ci sono brani di interviste fatte da Pogue:
- We found that about 17 percent of physicians in 2008 had adopted an electronic health record, and about ten percent of hospitals.
- … every American will have the benefit of an electronic record by 2014.
Quando l’ho letto non ci credevo! E ho apprezzato una volta di più il mio medico di base qui in val d’Aosta che pesca subito la mia cartella clinica sul suo notebook e la aggiorna con i dati della visita.
BTW: il discorso fatto per i medici vale anche per tanti altri professionisti: avvocati, consulenti, giornalisti, architetti, ecc. ecc. Per non parlare poi degli insegnanti e dei docenti universitari…
50 lavori in 50 stati in 50 settimane
10/16/2009e così un laureato disoccupato USA è finito sui giornali di tutto il mondo e, sono certo, ha trovato la sua strada per un posto al sole. Io ho letto la sua storia su La Stampa, ma se fai una ricerca su Google News vedrai che un sacco di media parlano di Daniel Seddiqui e del suo sito web Living the Map:
Se fossi la ministra Gelmini (si fa per dire) lo inviterei per un ciclo di conferenze nelle università italiote da cui da sempre escono torme di gente alla ricerca perenne di un posto da laureato.
La Fiera del Libro di Francoforte
10/15/2009o, se preferisci la Frankurter Buchmesse o in inglese Frankurt Book Fair (Francoforte, 14-18 ottobre 2009) è un evento di portata mondiale dove affluiscono migliaia di editori da tutto il mondo. Guarda il blog: troverai tanti articoli su temi interessanti (se ti interessano i libri). E poi mi sembra da segnalare la sezione in cui trovi concisi ma completi reports sul mercato editoriale di tanti paesi, tra cui l’Italia, ecc.
Ennesima risorsa utile per una tesina della laurea triennale.
Appello di esami di novembre
10/14/2009vedo stamattina le date che la segreteria ha fissato per il mese di novembre 2009 (→ sessione Novembre 2008-09):
I crepacci della vita
10/13/2009oggi non rispondo a commenti e mail varie, la spiegazione (che ho scritto ieri) è qui sotto:
Domenica mattina verso le 9 Bianca ed io eravamo sul ghiacciaio di Plateau Rosa: prima neve (poca), sole e vento. Molti crepacci. Risalendo sullo skilift svizzero sentivo il cellulare vibrare nella tasca della giacca a vento. Chi scoccia alla domenica? Ho fatto una discesa e mi sono fermato a vedere: “chiamata non risposta” da MdF Marche. La sigla indica mio fratello che sta nelle Marche. Il campo andava e veniva e così siamo risaliti in cima quasi sulla Gobba di Rollin dove il segnale era più forte. L’ho chiamato. Nostro fratello Tim aveva avuto un infarto all’alba e se n’era andato all’improvviso. Mi sono fermato a guardare i crepacci e il mare di nubi che copriva la valle in basso: era bello sentire il vento sulla faccia, mi dava l’idea che anche i pensieri volassero via. Dopo cinque minuti siamo volati giù alla funivia per scendere: in cabina il conduttore ci ha guardati con una faccia… Avrà pensato ma perché scendono adesso? Poi di corsa a Milano: la domenica più triste della mia vita. Il giorno dopo era lunedì: un po’ di ore se ne sono andate con infinite telefonate. Al pomeriggio è salito il vento: dalle creste la tormenta ha portato i primi fiocchi di neve. C’era una luce magnifica e ho pensato che sarebbe stato bello se fosse stato così il giorno dei funerali. Oggi (martedì) siamo scesi a Milano per accompagnare poi Tim nel suo ultimo viaggio fino a Pallanza. Tim non è mai andato su un ghiacciaio ma il suo crepaccio l’ha trovato all’improvviso sotto piedi. Tanti penseranno che è stato fortunato così.
Erasmus e convalida esami
10/12/2009ogni tanto mi chiama la segreteria didattica per chiedermi di convalidare esami sostenuti durante un periodo Erasmus di studi all’estero. Devo confessare che la prima tentazione è di dire sempre “sì, va bene“: un esame orale in meno è un piacere visto che, tra una cosa e l’altra, si tratta di più di un’ora per Editoria multimediale e più di mezz’ora per Nuovi media. La mia pronta disponibilità di raffredda alquanto quando sbircio i programmi che lo studente avrebbe seguito all’estero. In alcuni casi già il titolo dice che si tratta di tutt’altro, in altri casi il contenuto è ben lontano da quello dei miei corsi. E così tentenno…
Alcuni studenti hanno intuito questo rischio e quindi chiedono un’approvazione preventiva. In questo caso la cosa migliore sarebbe che, dopo aver visto il sillabo del mio corso (Nuovi media → sillabo o Editoria multimediale → sillabo), mi inviassero il programma del corso che intendono seguire come equipollente.
Una nota finale: se hai presente i programmi dei miei corsi ti sarai reso conto che hanno un taglio pragmatico e utile. Forse non si fa un grande affare a rimpiazzarli con l’ennesimo corso di taglio “teorico”… Ma se sai già quello di cui parlo in aula dimmelo e sarò felice di non vederti all’esame.
Gli e-book secondo Il Mulino
10/10/2009Il termine e-book (o ebook) ha significati diversi per soggetti diversi. Per gli editori cartacei significa sic et simpliciter la versione digitale di un libro cartaceo. E’ già qualcosa: un libro in formato pdf non è di per sé un e-book vero e proprio ma almeno è ricercabile, annotabile e trasportabile facilmente. E’ questa la strada che, ad esempio, ha seguito in Italia FrancoAngeli (→ post Gli e-book di FrancoAngeli): una soluzione di questo tipo permette di realizzare con Acrobat Pro digital collections personali (→ post Creare una digital collection).
Diversa invece la soluzione su cui si sta muovendo Il Mulino (→ sito web): il loro progetto Darwin Books (→ info) prevede solo la lettura on-line dei volumi. Non è prevista la possibilità di acquistare la versione digitale del volume. Al momento il progetto permette l’accesso a circa 300 titoli: su questi posso cercare full-text o su singole parti (note, figure, titoli, ecc.). Quando faccio una ricerca i risultati sono presentati occorrenza per occorrenza invece che aggregati per volume (nell’immagine che segue vedi che lo stesso volume compare due volte di seguito) e non sono riordinabili (in base a volume, autore, anno…).
E infine, ohibò, in questa fase per accedere ai risultati devo essere fisicamente in università. Bizzarro modo di procedere che limita ulteriormente l’utilità e usabilità dell’iniziativa. Perché non hanno optato per la soluzione del formato pdf così come, del resto, avevano già fatto per l’archivio degli articoli (→ Riviste web)? In quel caso l’utente ha la possibilità, se vuole, di fare il download del file pdf dell’articolo (6€ l’uno).
In conclusione DarwinBooks mi sembra un’iniziativa lodevole ma limitata. Chissà che prima o poi non appaia sul mercato editoriale italiano un soggetto capace di svolgere quel ruolo di integrazione oggi svolto solo da Google con Google Books e Google Scholar.
In pensione a 70 anni
10/09/2009Leggo qualche giorno fa su La Stampa un articolino “Il Regno Unito deve alzare l’età della pensione“. Mr. Hugo Dixon (peraltro autorevole giornalista → bio) dice le stesse cose che diciamo in Italia: la gente vive più a lungo e quindi è necessario farla lavorare di più prima di mandarla in pensione. OK Quello che non mi piace è la considerazione finale:
Lavorare più a lungo può essere necessario per tenere a galla la spesa pensionistica ma non si dica che renda felici tutti gli interessati. Anche nel Regno Unito ci sarà qualche potenziale pensionato capace di passare felicemente il tempo senza guardare la TV: o no? Con buona pace di mr. Dixon che è liberissimo di lavorare sino al giorno prima di scendere sottoterra.
La disoccupazione negli USA dal 1948 ad oggi
10/08/2009Il tasso disoccupazione (disoccupati e persone in cerca di prima occupazione come percentuale della forza lavoro) è l’indicatore principale dello stato del mercato del lavoro. Per gli USA disponiamo del dato (comparabile) a partire dal 1948. L’infografico che ho visto su Wall Street Journal mostra l’evoluzione dell’indicatore, mese per mese:
A colpo d’occhio vediamo i periodi di elevata disoccupazione e la loro durata: ad esempio nel biennio 1982-1983 il tasso didisoccupazione ha oscillato tra il 9 e il 10%. I livelli elevati attuali (9.8% nel settembre 2009) non sono dunque un fenomeno eccezionale.
Kindle arriva in Italia
10/07/2009Kindle, il lettore di libri e periodici digitali di Amazon (→ post Leggere i libri con Kindle) diventa disponibile anche in Italia (dal 19 ottobre) al prezzo di 259$ (→ pagina web): a questo importo devi però aggiungere spese di spedizione (21$ per corriere espresso), IVA e dazi doganali (70$). Il prezzo finale sale così a 352$ ovvero 248€.
In Italia la connessione wireless di Kindle è quella di 3G. Il costo dei libri oscilla da 6 a 14$ (IVA inclusa). Così come per altri 99 paesi al di fuori degli USA il Kindle disponibile da noi è il modello base con schermo da 6″ e non il DX da 10″ (→ post Kindle DX per leggere quotidiani e periodici).
Occhio agli hamburger
10/06/2009e attenzione alle polpette. Mi viene proprio da dirlo dopo aver letto l’articolo esemplare E. Coli Path Shows Flaws in Beef Inspection di Michael Moss (→ articolo e video New York Times, 3.10.2009) dedicato ad un caso di intossicazione alimentare che un paio di anni ha lasciato Stephanie Smith sulla sedia a rotelle. A quanto leggo nell’articolo il problema non è tanto la carne di manzo in sé ma il fatto che la carne macinata usata per hamburger e polpette varie è un amalgama di componenti provenienti da fonti diverse: basta che una delle componenti sia contaminata e…
Così è stata per la polpetta che ha paralizzato Stephanie: conteneva il malefico batterio Escherichia coli (→ Wikipedia voce). Gli avvocati hanno rintracciato l’origine delle componenti del fatale hamburger mangiato non in un fastfood ma a casa della mamma. C’era dentro di tutto: Anatomy of a Burger. Come mai? Semplice, usare ingredienti diversi permette di abbattere i costi.
A distanza di trent’anni mi sono tornate in mente le polpette che Patrizia, la mia vicina di casa a Berkeley in California, faceva con carne macinata comprata ai discounts: il prezzo le piaceva molto, il comportamento di quella roba in padella meno. Appena incominciava a friggere si riduceva di volume a vista d’occhio e rimaneva un liquido schifoso nella padella. Ma si sa i borsisti (come suo marito e il sottoscritto) avevano (ed hanno) pochi soldi e così mangiavano quella robaccia. Ci è andata bene.
Conclusione? D’ora in avanti, se proprio vuoi mangiarti un hamburger compra della carne e tritatela tu.
MIT fa marketing con i blog degli studenti
10/05/2009Leggo su New York Times (→ articolo di Tamar Lewin M.I.T. Taking Student Blogs to Nth Degree) che il MIT usa i blog dei suoi studenti come strumento di marketing:
Non è un caso isolato:
Dozens of colleges — including Amherst, Bates, Carleton, Colby, Vassar, Wellesley and Yale — are embracing student blogs on their Web sites, seeing them as a powerful marketing tool for high school students, who these days are less interested in official messages and statistics than in first-hand narratives and direct interaction with current students. (cit.)
Mi sembra un’idea interessante che varrebbe la pena copiare: ma forse qualcuno che tu sai lo fa già. Ah dimenticavo: al MIT gli studenti bloggers vengono pagati 10$ all’ora per 4 ore alla settimana. Se hai un blog che pubblica contenuti interessanti perché non ti proponi alla preside per l’anno prossimo?

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