Coppia naif offresi

è vero, Bianca ed io siamo due tipici fessi convinti che nella vita esistano norme e buonsenso. E’ questa la conclusione cui sono arrivato dopo aver letto con occhio critico l’articolo (Il sogno della nostra vita prigioniero di un cantiere) equilibrato e preciso, che Daniela Giachino della Stampa ha dedicato alla nostra vicenda:

Daniela Giachino, Il sogno della nostra vita prigioniero di un cantiere, La Stampa, 28 giugno 2009, p. 57.

Daniela Giachino, Il sogno della nostra vita prigioniero di un cantiere, La Stampa, 28 giugno 2009, p. 57.

Norme? Pensa un po’: se vengo a fare la pipì davanti a casa tua arrivano i vigili e mi danno la multa, questi qui fanno fare la cacca alla loro betoniera davanti a casa mia e io non posso fare nulla.

Buonsenso? Alla fine, non rispettare le norme e fare imbestialire le persone non rende, anzi costa (così almeno continuo a sperare).

8 Risposte a “Coppia naif offresi”

  1. cobain86 Dice:

    Speriamo che con un articolo scritto da una giornalista della Stampa si muova qualcosa, Dopotutto anche voi avete diritto al vostro meritato relax (sareste in una delle più belle montagne e non in centro ad una città trafficata).

    In bocca al lupo per tutto

    Marco

  2. Montanari Michael Dice:

    Come indennizzo si faccia concedere la gestione dell’albergo che costruiranno :-p

  3. Terzi Tiziano Dice:

    Chiarissimo Professore,
    buon pomeriggio.
    In qualità di A.D. della T & T Costruzioni S.r.l., leggendo tutto quanto da Lei supposto ed argomentato in ordine alle questioni legate all’intervento edilizio di La Magdleine, Valle d’Aosta, mi corre obbligo, almeno, di significarLe quanto segue, restando, ovviamente, a Sua completa disposizione per quanto, eventualmente, occorrer dovesse.
    Mi limito ad una domanda: nell’istante in cui la S.V. ha proceduto all’acquisizione dell’immobile oggi “accerchiato” dalle costruzioni in corso di realizzazione (correva il 2006), il cedente la
    Sua attuale proprietà non l’aveva informata sul fatto che insisteva all’interno di un’area sulla quale si sarebbe, a breve, potuto costruire in forza di regolare PUD regionale approvato da svariati anni? Che genere di verifiche ha posto in essere in via aprioristica rispetto all’acquisizione dell’immobile? Piuttosto che rivolgersi agli attuali committenti ed appaltatori del cantiere realizzando, vedrei maggiormente intelligente rivolgersi al Suo venditore e, se del caso, alla pubblica amministrazione.
    Tanto dovevo.
    Con deferenza,
    Tiziano Terzi

  4. Bianca Dionisi Dice:

    Gentile signor Terzi,
    eravamo perfettamente informati del costruendo PUD. Ma non preparati a disagi del tipo:
    1- strada di accesso quasi impraticabile per fango e neve, e comunque a forte rischio di incidente perché priva di elementari misure di sicurezza sugli scavi rimasti aperti per mesi
    2- rientro o uscita da casa letteralmente impossibile per scavi eseguiti sulla strada (senza preavviso)
    3- episodica mancanza di acqua o di energia elettrica (senza preavviso)
    4- totale impossibilità all’uso del giardino per tutta l’estate a causa di polveroni sollevati dal transito di mezzi di cantiere
    5- molestie dovute ad orari di lavoro protratti oltre ogni limite ragionevole anche in giornate festive
    6- carichi sospesi che passano sulle nostre teste senza la dovuta “gabbia” di sicurezza e risate di scherno in risposta alle nostre rimostranze
    7- materiali inerti, ferraglia, cataste di legna dismesse, spazzatura varia e ruspe perennemente parcheggiate davanti a casa (come se non ci fosse altro posto nell’enorme area di cantiere a vostra disposizione…)

    Mi permetta di darle un suggerimento: chieda a sua moglie se sarebbe contenta di vivere per 3 anni (e chissà quanto ancora) in una simile situazione. E poi rifletta sulla sua risposta.
    Cordiali saluti
    Bianca Dionisi de Francesco

  5. cordef Dice:

    Caro AD Terzi, il punto non è la costruzione di edifici, ma la persistente e –temo- ricercata serie di molestie inutili cui siamo sottoposti da tempo.
    La chiusura della strada di accesso (impedendoci l’utilizzo di una servitù di passaggio), gli orari di lavoro difformi dalla norma, i comportamenti dei suoi sottoposti, la costante e pervicace mancanza di attenzione e rispetto per le esigenze dei vicini (noi) sono inaccettabili, tanto più a tre anni dall’inizio di lavori e malgrado le nostre ripetute segnalazioni e rimostranze. Sono certo che lei, al nostro posto, la penserebbe proprio come noi.

  6. Tiziano Terzi Dice:

    Chiarissimo Professore,
    Riscontro la Vostra risposta e, pertanto, in via ulteriore ma definitiva, mi corre obbligo di rispondere. Ben posso comprendere i Vostri fastidi e disagi, nonché le Vostre esigenze. Mi creda, anche la mia impresa, al Suo pari, non vede l’ora di poter concludere il cantiere al cui termine saremo/sareTe, Tutti, felici e contenti. Con buona pace Sua, di Sua moglie, nostra, della comunità di La Magdeleine e della Pubblica Amministrazione. Partendo, pertanto, da questi presupposti e dall’auspicio esplicitatoLe, ritengo un tantino pernicioso e strumentale (a cosa?) il Suo ripetuto accanimento sull’attività di costruzioni in corso. Riteniamo di essere azienda seria e preparata a gestire e realizzare interventi quali quello in questione, che opera, peraltro, nell’ambito e nel pieno rispetto della vigente legislazione. Concludo prendendo spunto dal Suo suggerimento: chieda Lei, a Sua moglie, se al termine dei lavori e del cantiere dovesse scoprire di aver acquistato un immobile, che si è rivalutato, in un posto ancora più bello e prestigioso di quello che pensava di aver individuato originariamente; e ciò grazie alle opere in corso di realizzazione. Sarebbe infastidita e disgustata come oggi? Distinti saluti.

  7. cordef Dice:

    caro AD Terzi, se la sua impresa lavorasse con la stessa attenzione che lei usa nelle sue mail noi non avremmo motivo di contendere. Anche noi, come lei, speriamo che i lavori finiscano il prima possibile e che voi tutti vi allontaniate per sempre dalle nostre vicinanze. Con immutata stima per il benessere e la prosperità che (a sentir lei) ci state procurando.

  8. Bianca Dionisi Dice:

    Gentile signor Terzi, quello che mi importa è che è stato rovinato per 3 anni (o 4, 5, 6…) il mio progetto di vita. Del “posto più bello e prestigioso”, francamente, non me ne frega niente, mi andava bene com’era. A non risentirci

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