prendo lo spunto e il titolo da questa news pubblicata su Discovery Alps per parlare dei Walser e dell’itinerario a piedi che puoi fare questa estate tra Italia, Svizzera e Austria. Perché te ne parlo? Per un motivo fondamentale: le case dei Walser sono le più belle costruzioni che abbia mai visto in montagna (→ Flickrfoto varie). Da bambino mi facevano sognare: non le vedevo come case ma come navi. Navi di legno alte anche 4-5 piani con balconi coperti che girano tutto intorno. E tetti di pietra di peso enorme che la struttura di legno tiene su a distanza di centinaia di anni. Sì perché le case Walser che trovi in piedi oggi sono state costruite anche nel 1500-1600 da popolazioni tedesche che scesero a colonizzare i pascoli alti delle Alpi.
Dove trovi i Walser e le loro magnifiche case? In tanti posti:
Valle d’Aosta: a Gressoney
Piemonte: in Val Sesia a Alagna, ma anche in valle Anzasca a Macugnaga, e in Val Formazza a Ponte e Salecchio
Svizzera: nel Vallese a Saas Fee e Zermatt
nota bene: i centri che ho appena citato sono quelli più importanti ma anche quelli dove lo sviluppo turistico ha stravolto la bellezza originaria degli insediamenti Walser. Se però cammini trovi innumerevoli villaggi rimasti incontaminati o quasi. E’ questo il senso dell’itinerario “Il grande sentiero dei Walser” che ti ho segnalato all’inizio.
L’itinerario completo richiede diverse settimane (→ Walser Alpstappe e dislivelli) ma puoi spezzarlo in vari modi. Ad esempio, invece che partire da Zermatt e salire a Trockener Steg con la funivia potresti iniziare da Valtournenche e da lì salire al Colle delle Cime Bianche per scendere nella valle di Champoluc.
Le tappe dell’itinerario prevedono la partenza e l’arrivo in fondovalle ma nulla vieta che tu ti faccia il giro con la tenda in spalla facendo sosta in quota e sfruttando il passaggio a fondovalle solo per prendere viveri o per scappare via in caso di maltempo insistente.
Bing,è il nuovo motore di ricerca di Microsoft: sarà disponibile tra breve (sembra il 3 giugno →www.bing.com). Per il momento puoi dare un’occhiata a un video di presentazione: la prima impressione è notevole. Vedremo se sarà così davvero.
vale sempre la pena leggerla. Dopo l’uscita dalla scena di Bill Gates è Ballmer che ha le redini di Microsoft. L’intervista pubblicata su New York Times si intitola Meetings, version 2.0 at Microsoft per sottolineare il cambio di strategia nell’impostazione delle riunioni: “[...] most meetings nowadays, you send me the materials and I read them in advance“. Un approccio che farebbero bene a copiare molti nelle nostre università (→ post Come organizzare una riunione nel 2010).
Ma interessante anche il modo con cui il CEO di Microsoft seleziona i candidati: “I try to figure out sort of a combination of I.Q. and passion. I just ask somebody to tell me what they’ve done that they are really proud of and tell me about it.“
E alla domanda “Fill in the blank. You want the culture of your company to be more _____ ?” la risposta è secca “Efficient“.
Devo confessare: mi piace una persona che parla così.
perbacco, il campeggio vicino ad Aigues Mortes (Camargue, Francia) è ora pieno: ieri sera ho avuto il mio dafare a spiegare ai miei vicini di tenda olandesi che avevo bisogno di una presa elettrica per ricaricare il MacBook. Gli olandesi non parlavano né inglese né francese, i francesi che si offrivano come mediatori come al solito parlavano solo francese quindi la loro comunicazione era solo con me ma non gli olandesi. Se c’è questo pieno al 28 maggio figuriamoci ad agosto. Quindi deciso: quest’estate il campeggio lo faremo itinerante e in quota sopra i 2.000 metri ad almeno 2 ore di cammino dal primo paese. Neanche a farlo apposta, stamattina nella posta trovo questo articolo di Outside dedicato proprio all’attrezzatura ultraleggera da camping:
Outside > 05.2009 > ultralight backpacking
Pesare i grammi di ogni singolo pezzo può sembrare esagerato ma ti assicuro che se non lo fai ti trovi come ridere con 20 kg in spalla. Quindi occhio alla bilancia!
E per gli acquisti? In Europa c’è l’ottimo Vieux Campeur (→sito web): per gli italiani il più vicino si trova a Sallanches a un quarto d’ora dall’uscita del tunnel del Monte Bianco. Sabato mattina rientrando a casa ci passiamo di sicuro.
è quello che si domandano torme di turisti dopo aver lasciato la macchina al parcheggio di Cadaqués (Spagna):
Cadaqués > il prezzo del parcheggio
la scelta dell’amministrazione comunale di Cadaqués mi sembra ottima:
obbliga l’automobilista e la sua famiglia a ripassare le tabelline
la conoscenza o meno delle stesse induce i soggetti in questione a ritenere che il parcheggio sia molto economico o molto costoso, avvalorando una volta di più le loro credenze (stereotipi) sul parcheggio in Spagna.
Scherzi a parte, a Cadaqués centro si parcheggia a 2,4 € all’ora ne risulta un paese splendido da girare a piedi, lontano anni luce dalle situazioni sgradevoli che ben conosciamo altrove. Ma non si può posteggiare dove capita come siamo abituati a fare a casa nostra? Puoi provare e spiegare alla Guardia Civil il concetto di “un attimino“. Magari non ti mette le ganasce alla macchina e ti fa solo il verbale.
Infine, il costo (caruccio) del parcheggio va insieme con il cartello (uno solo) posto all’ingresso del paese: “comercio ambulante prohibido en todo el territorio comunal“. Va bene, lo so, il mio spagnolo va migliorato ma il concetto lo hai afferrato lo stesso. Chissà quando troverò due approcci simili anche in qualche comune che conosco.
in Svizzera. E’ quello che penso tutte le volte che sfoglio la pubblicazione Prices and Earnings di UBS (Unione di Banche Svizzere): a p. 44 leggo, infatti, che a Ginevra un maestro elementare nel 2006 guadagnava 51.500 $ netti all’anno. Un sacco di soldi in più rispetto ai 18.300 del suo collega di Milano. Certo, è anche vero che l’orario di lavoro dello svizzero è di 40 ore settimanali contro le 28 dell’italiano. Però la differenza rimane. Tutto ciò per consigliarti questa pubblicazione che puoi scaricare gratis in formato pdf (→scheda). Naturalmente bisogna tener conto del costo della vita nei diversi paesi: i ricercatori di UBS ci hanno pensato e nella prima parte presentano dati per 122 beni e servizi in 71 città di tutto il mondo. Una risorsa eccellente per evitare di dire fesserie quando, in vacanza, incontriamo uno straniero che fa il nostro stesso lavoro e ci lamentiamo di quanto guadagna lui rispetto a noi pur facendo lo stesso lavoro.
[segnalo] questo articolo/indagine http://www.pitelefonia.it/p.aspx?i=2242134 su un argomento che mi sta molto a cuore, ovvero quello del WiFi nelle Università italiane, con numerose testimonianze dirette degli studenti di tutt’Italia (ma Reggio Emilia se non ho letto male manca, e si potrebbe colmare in qualche modo questa lacuna) sul tema.
Ho tenuto questo commento nel cassetto per qualche mese. Ma adesso mi è tornato di attualità. Un paio di giorni fa ho letto che, grazie al terremoto, gli studenti dell’università dell’Aquila avranno (entro tre mesi) una rete wi-fi gratuita! Wow! Non mi auguro il terremoto per avere altrettanto nelle altre università italiane, Reggio Emilia inclusa. Mi domando solo come mai nei campeggi dove sto girando in questo periodo il wi-fi c’è nel 90% dei casi. Di solito è gratis, in qualche caso a pagamento: questo che sto usando adesso è lo stesso servizio che mi ero già trovato in un albergo a Venezia (3 euro per 1 ora, ottimo segnale e buona velocità). Mah.
La Barre des Ecrins è una magnifica montagna di 4103 m. nel Delfinato (Francia), il 4.000 più a sud delle Alpi (→foto, Summit Post).
TLC Production > Barre des Ecrins
Il 29 aprile 2009 Nicolas Bonnet et Mattéo Eydallin l’hanno salita a sci in 2h e 51′ seguiti da un team di videoperatori di Team Les Collets (→scheda). Ne è uscito un gran bel video che ti dà un’idea della salita e ti fa venire la voglia di andarci (magari in due giorni visto che si tratta di 2.230 m. di dislivello).
E’ la domanda che spesso ci facciamo. Non lo sappiamo. In Italia i dati sul reddito sono tenuti gelosamente nascosti anche se sarebbero attendibili e facilmente disponibili almeno per quanto riguarda i lavoratori dipendenti: sarebbe sufficiente che l’Agenzia delle Entrate (→sito web) si desse una mossa e incominciasse a rendere pubblici i dati raccolti con la dichiarazione dei redditi. In mancanza di dati per il nostro paese può essere interessante dare un’occhiata ai dati USA. Mi riferisco a Occupational Employment and Wages 2007 (→file pdf 230 Kb) del Bureau of Labor Statistics (→sito web). Di 800 occupazioni qui puoi sapere quanti erano gli occupati nel 2007, quali erano i loro redditi medi annui e orari (valori medi e mediani). NB: i valori si riferiscono ai redditi lordi (su cui poi si pagano le tasse).
BTW: se vuoi fare un confronto con l’Italia ci sono da tenere presenti vari altri aspetti come ferie, giornate effettive di lavoro, anzianità, ecc. Sul tema dei confronti internazionali tornerò fra qualche giorno.
penserà Bertinotti (ti ricordi chi era?) leggendo l’articolo At Estates of the Fabulously Rich Gilded Era is Going, Going, Gone (Wall Street Journal, 19.05.2009) dedicato ad una coppia di americani che ha deciso di mettere all’asta i propri beni, carabattole comprese, per un salutare downsizing dello stile di vita seguito sino ad ora. Guarda lo slideshow e pensa se anche tu avresti comprato tutta quella roba:
qui al nord, dove siamo adesso, tutti rispettano i limiti di velocità
le strade (di montagna) sono davvero belle e assai ben tenute
hai sempre l’idea chiara di dove ti trovi: un’indicazione ogni km
trovi campeggi sparsi qua e là e non concentrati come da noi
siamo arrivati a Pamplona senza dover fare un km di autostrada
ma soprattutto il gasolio ai distributori normali costa 86 cents al litro! E pensare che sembrava di spendere poco quando in Francia ai centri di grande distribuzione pagavamo 95 cents…
Ma pensa un po’ come è cambiato il viaggiare rispetto a pochi anni fa, non parlo della preparazione del viaggio e della quantità di informazioni disponibile sul web grazie a siti come Lonely Planet o Trip Advisor e non parlo neanche dell’acquisto di biglietti aerei o di voucher alberghieri e noleggi auto tramite siti tipo Expedia. No, parlo di due altre cose come:
continuare a lavorare grazie a e-mail e blog
leggere i quotidiani in formato pdf spendendo mezzo euro invece dei soliti 2-3 euro a copia per un giornale del giorno prima (quando va bene).
E tutto ciò viaggiando nel modo più economico possibile ovvero dormendo nei campeggi. Certo, dirai tu, gli Internet Café c’erano già 10 anni fa. Vero, li ho usati un sacco ma le tastiere erano sempre unticce e poi si pagava. Il viaggiatore business osserverà che gli alberghi che usa lui offrono da anni la connessione compresa nel prezzo. Vero, ma io non voglio andare nel solito albergo da catena USA: abbiamo deciso per un viaggio al risparmio e di alberghi non ne vogliamo usare neanche uno. Vuoi mettere l’incredibile comodità di trovare una connessione wireless anche nel camping in mezzo alle montagne e di poter navigare davanti alla tenda senza dover pagare nulla?
CdF in campeggio
Tu dirai: ma perché non stare seduto al tavolo? Troppe domande e poi, credimi, sul parafango si sta seduti benissimo e il segnale arriva più forte.
BTW: Sono partito che ne avevo fin sopra i capelli: pian pianino mi accorgo che le idee si stanno smatassando e prendono forma. Con il Mac sotto mano le fisso subito. E’ sempre stato così: quando lavoravo a Parigi mi pagavano benissimo ma mi chiedevano di pensare dalle 9 alle 17 stando seduto ad una scrivania. Ho resistito un anno e poi me ne sono andato. Era tanto tempo fa ma sono contento di averlo fatto.
sul Defender abbiamo montato una Maggiolina Airlander: una tenda che si alza a manovella. Sembrava un bel prodotto: lo è davvero anzi è uno splendido prodotto! L’abbiamo testata al mare sotto un vero diluvio: non ha fatto una piega! Niente capillarità e, malgrado il vento per tutta la notte, dalle finestrine di aereazione non è entrata neanche una goccia.
Maggiolina Airlander su Defender: che coppia!
Pensa un po’ la Maggiolina è un brevetto italiano! Per il 50° anniversario facevano lo sconto e così l’abbiamo comprata (→sitoAutohome). Difetti? Nessuno: se di notte devi scendere ricordati solo che le porte sono due ma la scaletta è una sola!
quante volte capita di dover spiegare cosa occorre fare per svolgere una certa funzione con un software. Se uso Acrobat e voglio indicare come si fa a inserire i metadati posso scrivere: File > Properties > Description. Un altro modo è quello di fotografare la sequenza dei menu. Con Snagit posso farlo facilmente:
SNAGIT > Menu capture
Per inciso, la grande chiarezza con cui SnagIt spiega le sue funzioni (→Welcome to SnagIt) è un modello da seguire quando fai i tuoi ritagli: impara da loro!
fra non molto arriverò a quota 600 post: tanti, forse troppi. Questo blog richiede un sacco di tempo e non produce niente di concreto come la maggior parte dei blog: ma questa è la società dell’informazione, dicono. Come tutti i blogger, anch’io ricevo commenti che c’entrano come i cavoli a merenda: scrivo un post surreale o ironico e mi arrivano dei commenti iper-seri come se avessi scritto un disegno di legge. Valla a capire la gente.
Sono di pessimo umore: gli speculatori immobiliari o benefattori (dipende dai punti di vista) che cementificano tutto intorno a casa (→ tag Immobiliare Tantané) hanno incominciato stamattina a tirare su i loro fottutissimi pilastri per l’ennesima seconda casa destinata a rimanere vuota per 300 giorni all’anno e a toglierci la vista del monte Meabé che prima vedevamo. Domani partiamo e per un po’ di giorni cercherò di rimuoverli mentalmente senza pensare a quando ritorneremo e rivedremo i loro cumuli di terra, spazzatura e materiali vari.
Comunque, non la faccio tanto lunga. Per un paio di settimane siamo in giro con la tenda sulla macchina e va a sapere se sui Pirenei o dove saremo ci sarà sempre un accesso Internet: di schedine USB a pagamento non se ne parla visto che costano un sacco e nessuno mi rimborsa un cent. Quindi da domani non ti aspettare la frittatina del giorno come è stato finora. Se posso ci sarà, se no saprai perché che sto zitto.
Istat (Istituto Nazionale di Statistica) ha pubblicato la nuova edizione di Italia in cifre: 35 pagine di dati da conoscere sul tuo paese (→Scheda e file pdf). Come studente di Comunicazione qui trovi un sacco di dati interessanti e utili per acquisire quella “cultura da laureato” che spesso manca ai laureati nostrani: leggono un articolo che riporta dei dati sballati e non sono in grado di accorgersene. Non hanno la minima idea dei principali dati del paese in cui vivono.
Tu dirai: ma a che me ne frega? Purtroppo ci sono dati che ti riguardano fin troppo. Non ci credi? Guarda ad esempio la piramide demografica della popolazione italiana per sesso e età e capirai che bel pasticcio sarà per i giovani di oggi pagare le pensioni ai loro genitori e insegnanti:
Fonte: ISTAT, Italia in cifre 2009, p. 4.
Come vedi, la popolazione di 40-45 anni è ben più numerosa di quella di 20-24 anni… Sai che pasticcio fra 20 anni quando sarai sulla quarantina e incominceranno ad andare in pensione gli attuali quarantenni?
Ah già: Italia in cifre è una pubblicazioncella divulgativa pensata per gli studenti delle medie inferiori. Se vuoi qualcosa di un po’ più serio c’è sempre l’Annuario Statistico Italiano: 858 pagine che non costano neanche un euro (→post ).
A New York c’è un gruppo di tizi che va in giro a valutare il miglior hamburger. Il New York Times ha dedicato un servizio alla faccenda con tanto di foto dei finalisti (→articolo con video):
New York Times > burgers
Guardando le foto mi è passato l’appetito e, anzi, mi è venuta un po’ di nausea: alcune ricordano quella roba che i cani lasciano sui marciapiedi. Se poi guardi il pane che contiene ti viene da ringraziare il cielo di vivere in un paese (l’Italia) dove il pane è un’altra cosa. Vivendo poi in val d’Aosta dove c’è un formaggio fantastico (la Fontina) puoi immaginare la mia reazione davanti a quella fetta di plastica gialla appiccicata alla polpetta. E infine, fai caso alla presentazione del burger: confrontala con l’aspetto assai più attraente dei nostri panini. Viva l’Italia!
Up to one-third of last year’s 5.6 million university graduates are still looking for work, and this year will see another 6.1 million hit the labor market.
In 1998, 3.4 million Chinese attended university. By last year, the number was 21.5 million.
While experts say the country needs midlevel technical staff, many of these universities have tended to lure tuition-paying students with programs such as English, tourism, government, journalism and law. These are cheap — no large outlays for equipment are necessary — and appeal to Chinese sensibilities, which see education as a path to a government or other white-collar position, and not as training for a technical job.
Nicholas Belli ci ha lasciato tutti di stucco! La sua creatività è outstanding: ho paura che se rimane troppo in università la perderà un po’ in cambio di non so che cosa. Per il corso di Editoria multimediale Nicholas ha realizzato un e-book portfolio sulla sua passione di disegnatore: fantastico! Quando l’ho fatto vedere in aula ha suscitato un applauso spontaneo.
Qui sotto ti mostro quattro sue pagine che non sono presenti nei file cumulativi che ho pubblicato nei giorni scorsi.
Chi sono
Come nasce un disegno
Sommario
Storyboard
Guarda il videoclip che ha incorporato nella pagina Chi sono del suo e-book e che gli ho chiesto di mettere sul solito YouTube in modo da avere la massima visibilità:
Kindle DX (→scheda con video e slideshow) ha uno schermo di 10″ e permette una migliore lettura di periodici, quotidiani e libri rispetto al modello base. Certo, lo schermo rimane monocromatico ma adesso la lettura di libri, quotidiani e periodici diventa più agevole. Come con il modello base anche con questo il download di libri, quotidiani e periodici avviene tramite wireless: un libro in 60′.
La capacità è di 3,3 Gb per un totale di 3.500 file. Pochi? Mah: di sicuro c’è lo spazio per contenere tutti i libri, articoli e documenti vari che uno studente legge in 3-4 anni di università. E in effetti queste considerazioni hanno indotto 5 università USA a sperimentare l’adozione di Kindle DX nel prossimo anno accademico (→press release).
Al momento Kindle DX è disponibile solo negli USA.
sulla base dei file pervenuti e della partecipazione in aula questa è la mia valutazione dei seguenti studenti:
321 30
21596 28
21648 30
21720 22
21732 33
21830 30
21974 28
22038 28
22067 26
22085 30
22279 28
22314 26
22338 28
22421 28
22479 28
22659 28
22775 30 e lode
22809 24
22824 30 e lode
22825 24
22842 30 e lode
23027 24
23069 30 e lode
23080 28
23146 20
23269 26
23444 24
23447 28
23516 30
23585 30
23632 30 e lode
23656 24
24292 30 e lode
24664 30 e lode
25263 30 e lode
25316 28
25319 30
25395 30 e lode
25508 20
25567 24
26656 30 e lode
se il tuo nome compare nell’elenco hai due opzioni:
accetti il voto: comunicamelo via e-mail e iscriviti ad un appello di esame tramite Esse3, la registrazione verrà effettuata on-line e NON dovrai presentarti.
non accetti il voto: iscriviti ad un appello e presentati per sostenere il colloquio orale che farà media con la valutazione qui indicata; se vuoi presenta un nuovo e-book che porterai con te all’appello e che verrà esaminato e valutato ex-novo.
BTW: questo corso mi è piaciuto molto. I partecipanti hanno lavorato bene e dando spazio a tutta la loro creatività. Diversi e-book sono davvero belli: e quello di Belli ha suggellato un percorso che per me è stato coinvolgente e appassionante. Grazie a tutti!
Aurora Ghini (→profiloLinkedin) sarà oggi (venerdì 8 maggio) alle 12 in aula 1 (Facoltà di Scienze della Comunicazione e dell’Economia, viale Allegri 9, Reggio Emilia) per partecipare alla conclusione del corso di Editoria multimediale e parlare di “Lavorare nel web“. Aurora è giovane ma in questi dieci anni ha fatto un sacco di cose nel web e con il web: sono sicuro che sarà interessante sentire la sua esperienza.
Alla fine del suo intervento e del dibattito, verso le 13.30, ci trasferiremo ai giardini di fronte alla facoltà per un pic-nic (→ post Il potluck di fine corso).
se il tuo nome compare nell’elenco hai due opzioni:
accetti il voto: comunicamelo via e-mail e iscriviti ad un appello di esame tramite Esse3, la registrazione verrà effettuata on-line e NON dovrai presentarti.
non accetti il voto: iscriviti ad un appello e presentati per sostenere il colloquio orale che farà media con la valutazione qui indicata; se preferisci, puoi preparare un nuovo file fonti: lo porterai con te all’appello e in quella sede lo esaminerò e valuterò ex-novo.
Già, all’inizio avevo in mente di creare un file cumulativo che riunisse tutti gli e-book consegnati prima della fine del corso di Editoria multimediale. Il file l’ho creato: a dire il vero con qualche problema a causa di un pdf che, aggiunto agli altri, non permetteva il salvataggio. Individuato il file l’ho lasciato a parte e ho potuto salvare il file dei 38 e-book: 960 pagine per complessivi 856 Mb. La soluzione più semplice a questo piunto è di metterlo su una chiavetta USB e di passarlo giovedì 7 a chi vuole.
Facendo questo lavoro, mentre il Mac impacchettava tutta sta’ roba, avevo tempo per pensare e sono arrivato alla conclusione che fosse meglio fare dei pdf dedicati a singoli aspetti del lavoro: copertina, sommario, pagina autore. E così ho fatto. Poi, per stimolare una volta di più il confronto ho pensato che fosse utile riunire in un file cumulativo due pagine di ciascun e-book: ho scelto le pagine che mi sembravano più interessanti escludendo copertina, sommario e CV già riunite negli altri file di sintesi.
EM 2009 > E-book > pagine scelte
Il file pdf che ne risulta contiene i link e gli eventuali filmati e quindi pesa parecchio (51 Mb). Perché non ho creato un pdf che riunisse due pagine su un singolo foglio? Semplice: in fase di stampa appariva un messaggio di errore dovuto all’uso di font non embedded e non sostituibili e la stampa si bloccava.
Molti dei 38 e-book prodotti dagli studenti di Editoria multimediale 2009 contengono una pagina di presentazione in cui l’autore/autrice dice qualcosa di sé. Non si tratta di CV veri e propri ma sono un modo per stabilire un primo contatto con l’interlocutore/lettore. Anche in questo caso la fantasia è andata a briglia sciolta: era proprio quello che volevo.
EM 2009 > E-book degli studenti > L. Alberici
Non tutti i 38 e-book avevano una pagina di presentazione dell’autore/autrici. Il file Pdf (4,4 Mb) riunisce quelli che c’erano.