02/28/2009
è finita la prima settimana di lezione. Sono contento:
- in università non avevo mai fatto due lezioni di fila (3 ore complessive) con lo stesso gruppo: sembra funzionare e si arriva in fondo senza sbadigli e fughe
- la mancanza della tenda e la luce maledetta sullo schermo che mi impedivano di poter usare il proiettore sono state tamponate con una tenda di emergenza sulla finestra: arrampicato sull’inferriata della finestra mi sentivo come l’uomo ragno (→ guarda il video su YouTube)
- la creatività dei frequentanti di Editoria multimediale è già partita e mi sembra prendere forza come una valanga
- finalmente dopo anni riesco a fare tutte le lezioni nella stessa aula: WOW!
E poi: ho trovato sul cellulare un paio di chiamate di vicini/amici di La Magdeleine. Mi volevano dire che i ladri erano entrati in alcune case (del cantiere dell’impresa Orion - immobiliare Tantané → post Cosa mi auguro per il 2009) accanto a casa nostra: da noi tutto OK.
Note negative? Una sola: ieri sera alle 10 di sera avevamo 3 gradi sopra zero. Mi sa che oggi scendere a Zermatt per fare la spesa (→ post Fare la spesa a Zermatt) sarà una sciata di tipo pasquale.
Cose da fare per settimana prossina? Una importantissima: portare a Reggio Emilia un campione di fontina per il simpatico Corrado proprietario di Don Papi: l’ho convinto a fare una prova di tigelle con fontina…
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Pubblicato da cordef
02/27/2009
Mi segnalano questo infografico multimediale:

Jonathan Jarvis > The Crisis of Credit Visualized (video su Vimeo)
Bello, interessante, chiaro! E’ in inglese ma non avrai problemi a capirlo: potenza dell’immagine e, soprattutto, di un’ottima struttura espositiva!
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Pubblicato da cordef
02/26/2009
se devi usare il proiettore! Porca miseria, non avevo controllato le tende! Due settimane fa quando ho saputo che avrei fatto lezione in aula 1 mi sono preoccupato di controllare che tutto funzionasse:
- proiettore: OK
- connessione web: OK
- prese elettriche: OK
- schermo: OK
ma quel giorno era nuvoloso e l’aula era buia di suo quindi non mi è venuto in mente di controllare che la tenda funzionasse. Errore!
Oggi il sole entrava dalla finestra e mi baciava in fronte e poi finiva sullo schermo: OK adesso abbasso la tenda, mi sono detto. Storie: la tenda non scende. Un tempo mi sarebbe venuta la gastrite da ansia da prestazione mista a incazzatura. Se l’aula fosse stata affollata di potenziali clienti li avrei persi tutti. Per fortuna sono studenti e io non sto vendendo niente. Naturalmente tenere attente 100 persone per 3 ore senza poter fare vedere nulla sullo schermo è un bel casino che richiede il doppio di energia del solito.
Morale della favola: adesso sono stanco e corro in teleria a vedere se trovo 3 metri di tela nera da usare domattina come tenda di emergenza. Avrei bisogno di una scala ma in università non c’è. Vorrà dire che mi arrampicherò sull’inferriata sperando di non cascare giù. Come to Fantozzi’s country!
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Pubblicato da cordef
02/25/2009
Non ti piace il modo con cui i motori tradizionali come Google o Yahoo presentano i risultati delle ricerche? Ieri, ad esempio, volevo vedere cosa c’era sul web riguardo a una marca (Poc) di nuovi caschi da sci e con Google ho cercato “ski helmets poc“:

Google > ricerca "ski helmets poc" > risultati
Vuoi qualcosa di più visuale? Bene: dai un’occhiata ai risultati della stessa ricerca effettuata con Searchme

Searchme > ricerca "ski helmets poc" > risultati
A sinistra appare l’elenco sintetico dei risultati. Al centro, le pagine trovate: la piccola lente in basso a destra della pagina permette di zoomare sulla pagina. Con un clic la pagina viene aperta in una nuova scheda. Le pagine trovate possono essere salvate in gruppi (stacks).
? Pensi che la presentazione dei risultati (trovati dai motori di ricerca) sia un tema da approfondire? In effetti lo è. Perché non lo consideri per una tesina? Di sicuro scopriresti cose interessanti e metteresti alla prova le tue capacità di comparazione, sintesi e comunicazione scritta e visuale. E stai certo, un mucchio di gente sarebbe interessata a leggere e vedere quanto hai trovato.
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Corso NM, Tesi e tesine - idee e spunti | Messo il tag: Searchme |
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Pubblicato da cordef
02/24/2009
Per fortuna vivo a 1.700 metri e ho più di 50 anni quindi sono molto più paziente e saggio di un tempo. Ma ci sono ancora varie cose che mi irritano (la mia prof delle medie non voleva che si usasse il verbo arrabbiare). Avevo già parlato (→ post Cosa mi faceva arrabbiare da studente) dei comportamenti dei docenti che, se fossi uno studente, mi darebbero fastidio. Ora ti dico quali comportamenti di uno studente trovo irritanti:
- domande inutili: chiede per e-mail informazioni disponibili nel sillabo
- sciatteria comunicativa: non cura il layout e l’aspetto grafico dei suoi documenti
- incapacità a scrivere: i testi che “firma” sono pieni di refusi e errori di punteggiatura, poco leggibili e con scarsa strutturazione logica
- scarsa puntualità: arriva a lezione già iniziata, se ne va quando gli fa comodo
- apatia informativa: non legge nulla e dice di voler fare il giornalista
- pressapochismo: copia e incolla la prima cosa che trova senza mai cercare una fonte attendibile e primaria
- non-frequenza: sta a casa e conosce solo l’esamificio
- attenzione al voto: è fissato con la media ma non gli interessa l’apprendimento
- disorganizzazione: non riesce a programmare stage, prova finale, esami e chiede aiuto dicendo “mi devo laureare“
- alibi: “mi si è rotto il computer“, “sono uno studente lavoratore“, “ho preso l’influenza“, e compagnia bella.
Che senso ha tutto ciò? Evitare di ridire infinite volte le stesse cose. Sapere cosa gli altri si aspettano da noi permette a tutti di lavorare meglio.
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Università | Messo il tag: Pessimo studente |
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Pubblicato da cordef
02/23/2009
Gmail non permette di organizzare le mail in folders come avviene con altri servizi di e-mail. Questa limitazione è ora superata grazie alla funzione di labels (etichette) con cui è possibile classificare le mail così come facciamo con le foto digitali.

Gmail > Labels
Una volta definite le etichette e attribuite le stesse alle nostre mail, con un clic su un label selezioniamo tutte le mail così classificate: una gran bella comodità!
Le labels sono un metodo di organizzazione decisamente superiore rispetto a indirizzari (folders o directories): ad una stessa mail possiamo infatti attribuire più etichette senza essere obbligati a duplicarla per collocarla in folders diversi come faremmo con i file.
Consiglio: visto che articoli di blog, mail, foto, video, documenti vari, possono essere classificati e organizzati non sarebbe male se tu incominciassi a fare ordine e a definire criteri standard di classificazione per tutte le tue informazioni…
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E-mail, Produttività | Messo il tag: gmail |
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Pubblicato da cordef
02/22/2009
è quello che hanno creato gli Svizzeri aprendo il nuovo bar ristorante al Klein Matterhorn (Piccolo Cervino). Ci hanno messo meno di un anno a tirare su la struttura e a coprirla di pannelli fotovoltaici (→ post Albergo a 3.883 metri). Il risultato potrà piacere o meno come accade per funivie, impianti e costruzioni in quota ma una cosa è certa: adesso a Zermatt ci sono 10 posti di lavoro in più. Ah questi svizzeri come sanno far fruttare la loro polvere bianca!

Klein Matterhorn cafe
A dirla tutta i posti di lavoro sono solo 9 visto che prima c’era già una persona nella baracca di metallo del Rote Nase Cafe che vedi ancora uscendo da questo post high tech:

Klein Matterhorn > Rote Nase cafe
a me piaceva di più ma lì ci lavorava solo una persona. Mi consolo pensando che magari tra qualche settimana l’elicottero l’aggancerà per riportarla a casa: Rote Nase è un fantastico luogo sulla cresta morenica tra i ghiacciai di Findel e di Gorner (ma di questo posto ti dirò un’altra volta).
? € Ah già dimenticavo! Come vedi, al café ristorante svizzero i piatti sono rappresentati da belle fotografie con solo un numero (il costo in franchi svizzeri). Cosa ci vuole a proporre ai ristoratori emiliani dei bei menu fotografici ad uso degli stranieri (termine che comprende anche milanesi, toscani, e compagnia bella)? Non sarebbe un bel lavoro per uno studente di Comunicazione? E se poi oltre al prezzo in euro di un piatto di tigelle e gnocco fritto con affettati, stracchino e lardo ci fosse anche il numero di calorie non sarebbe male. Dai, già che ne parliamo, perché non pensi ad un e-book multimediale che presenti i piatti del territorio (Reggio Emilia, Parma, Modena) e che ti valga come prova finale? (→ post La prova finale della laurea triennale). Certo, non sarà la classica tesi di laurea ma chi fa mai una vera tesi per la laurea triennale?
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Idee per guadagnare, Montagna, Tesi e tesine - idee e spunti | Messo il tag: Piccolo Cervino, Zermatt |
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Pubblicato da cordef
02/21/2009
questo il succo del discorso di Barry Schwartz a TED Conferences (→ video). E’ la saggezza che fa la differenza nel lavoro: l’esempio è quello dell’inserviente di ospedale che sa quando e come fare eccezioni e non seguire alla lettera le regole. Pensa a quando hai visitato qualche parente o amico in ospedale e capirai cosa vuol dire Schwartz. Ma lo stesso discorso si potrebbe fare per l’università o qualsiasi altro contesto. Una persona saggia sa quando e come si può fare un’eccezione alle regole. Ma soprattutto: non si nasce saggi, si diventa saggi. Parole sante!
L’attualità di quanto dice Schwartz è lampante: la crisi in cui siamo precipitati deriva da una perdita di saggezza. Si è pensato che bastassero regole e incentivi. No: ci vogliono moral heroes. Nel mare di vacuità televisiva i video di TED Conferences sono una vera ancora di salvezza.
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02/20/2009
stiamo parlando degli USA: per motivi che non è il caso di andare a sviscerare, in quel paese è normale andare via da casa per frequentare l’università. E siccome là (a differenza che in Italia) le università sono tantissime e molto diverse tra loro capisci come mai il problema della scelta da parte di milioni di studenti abbia stimolato (da tanto tempo) un business floridissimo fatto di guide, siti web, ecc. Pensa che nel 2005 gli iscritti a college e università erano più di 17 milioni (→ US Department of Education, Fast Facts)
Il sito che ti segnalo oggi si chiama Unigo (→ sito web) e ha la caratteristica di essere gestito da studenti. Ovvio quindi che dia molto spazio a video e foto. Su questa linea (video) c’era già un altro sito: Theu (→ sito web). Ma Unigo non si limita ai video. Ci sono reviews scritte da studenti in cui vengono a galla i pro e contro di infinite università (> 250) e facoltà. Molto interessante anche per capire le differenze tra l’esperienza universitaria che stai facendo qui e quella che faresti là.

Unigo > Brown University > review
Il ritaglio che vedi è una review di sintesi relativa a Brown University: il redattore che l’ha scritta ha usato ampiamente le opinioni di altri studenti (le vedi in blu) con un click puoi leggere la recensione da cui la frase citata è stata estrapolata. Bel modo di lavorare!
Chi c’è dietro Unigo? Un tale di 26 anni e una quindicina di giovani redattori (pagati). Come si regge? Sulla pubblicità. Potrebbe funzionare qualcosa di simile in Italia? Chissà… Ma forse no: molti da noi scelgono l’università sotto casa: una ragione di più, poi, per trovarla una noia mortale che non vale proprio la pena frequentare.
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Università, User-created content | Messo il tag: Unigo, Università USA |
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Pubblicato da cordef
02/19/2009
è il titolo di un libro che ho scritto qualche anno fa con Giovanni Delli Zotti (→ FrancoAngeli scheda libro). Il libro è adesso disponibile (limited preview) con Google Book Search. Ad esempio, se vado su Google e cerco “siti web per cercare libri” trovo la pagina in cui c’è questa frase.

Google > ricerca di "siti web per cercare libri"
a questo punto con un clic sul link arrivo alla pagina del mio libro dove compare la frase cercata:

de Francesco & Delli Zotti, Tesi e tesine con PC e web, 2005, p. 72.
Come vedi, questa funzionalità apre scenari davvero interessanti: i link che creiamo nei nostri documenti elettronici possono avere come destinazione anche testi originariamente stampati su carta e ora disponibili in formato digitale.
Forse, il fatto di poter disporre di questi ritagli elettronici per i riferimenti e le citazioni che un laureando vuole avere nella sua tesi o tesina ridurrà la tendenza (che molti laureandi anno) a copiare blocchi di testo dai libri altrui: in questo caso il blocco di testo apparirà come un ritaglio preso da un testo altrui. Vedremo…
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Produttività, Tesi e tesine - risorse | Messo il tag: Google Book Search |
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Pubblicato da cordef
02/18/2009
Tu cosa ti aspetteresti da chi si laurea in Comunicazione? Me lo domando sempre. Penso a quando avevo un’aziendina e dovevo assumere qualcuno. Se oggi dovessi assumere un laureato (magari in Comunicazione) vorrei che sapesse scrivere in modo corretto e chiaro (→ post Francesco Alberoni scrive chiaro). E invece mi trovo a perdere tempo a correggere infiniti errori nelle tesi e tesi(ne) di troppi laureandi (→ post La prova finale della laurea triennale). Mi dirai: ma ne hai già parlato! (→ post Correggere gli errori). Vero! Ma lor signori non hanno letto il post. E scherzano con il fuoco: in un mercato del lavoro drammatico come quello che si sta aprendo davanti a loro basterà una virgola fuori posto per finire fuori dalla porta (che non avranno neppure aperto). Quindi, sii saggio: se scrivi qualcosa per gli altri, quando hai finito fai lo sforzo di rileggere ad alta voce quello che hai scritto prima di inviarlo a chicchessia. Basta così poco per evitare di fare brutta figura!
Ho classificato questo post nella categoria Produttività. Come mai? Ovvio: se l’università italiana è notoriamente poco produttiva (come del resto il sistema paese nel suo complesso) è proprio per questa tendenza di molti a sprecare inutilmente il proprio tempo e, soprattutto, il tempo altrui. Conclusione: in un paese normale un laureando sarebbe capace di scrivere in modo corretto. Da noi no (vedi i post della categoria bullshit).
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Produttività, Università | Messo il tag: Laureati in comunicazione |
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Pubblicato da cordef
02/17/2009
Il ministero della difesa degli USA (US Department of Defense) ha un sito (→ Defense Imagery.mil) dedicato ad accogliere immagini e video prodotti dai militari USA. Lo segnalo per gli aspetti di metodo nella denominazione e classificazione dei file:
- criteri di denominazione: tutte le immagini devono essere denominate in base ad un → VIRIN (Visual Information Record Identification Number: data, corpo di appartenenza del militare, identificazione dell’autore, numero progressivo)
- criteri di classificazione: le immagini e i video devono essere classificate in base a → metadata ed essere associate ad una didascalia (→ caption) che ne descriva il contenuto in base ai tre principi di accuratezza, brevità e chiarezza.
Come mai ti segnalo questo sito? Non solo per i motivi suindicati ma anche per il suo contenuto. Ieri sera ho visto un film che mi ha colpito molto: The Hurt Locker di Kathryn Bigelow (→ scheda IMDB). Di cosa parla? Di cos’è la giornata di un artificere a Baghdad e della dipendenza da adrenalina. Stile da documentario. Magnifico! Chissà se la regista si è documentata anche sul sito del Department of Defense?
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User-created content | Messo il tag: Classificare le foto |
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Pubblicato da cordef
02/16/2009
sono l’ammontare del pacchetto di finanziamenti vari che il presidente Obama è riuscito a far approvare da Camera e Senato degli USA. Lasciando in sospeso la domanda se questo intervento servirà a contenere la crisi in atto rimane valida l’altra domanda: dove andrà a finire questa montagna di soldi?
Per cercare di dare una riposta puoi guardare questo grafico (con un click lo scarichi in formato pdf):

Wall Street Journal > 13.02.2009 (file pdf 80 Kb)
Se vuoi vedere con precisione anche i rigagnoli su cui questo fiume di denaro si riverserà guarda l’elenco che, con santa pazienza, Wall Street Journal ha ricostruito.
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Economia |
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Pubblicato da cordef
02/15/2009
Lunedì 9 febbraio Alberto è salito per la prima volta a La Magdeleine.
Stella, uno dei quattro cani di casa, lo stava aspettando da tempo:

La Magdeleine > Stella
Stella guarda verso casa per vedere se Alberto sta arrivando.
Io non ho mai invidiato nessuno ma quando ho visto Alberto a casa sua un po’ di invidia l’ho avuta. Alberto è il bambino più fortunato del mondo: abita nel posto che da bambino avrei sempre sognato. A casa, fra un po’, avrà miele alla nocciola, lecca lecca e gelato al miele (→ post Dai mulini al miele). Quattro cani con cui giocare! Una strada per arrivare a casa che è un tuffo nella natura. Una mamma che il giorno dopo il parto sembrava tornata da una gita in montagna, felice e abbronzata. Un papà che sta già pensando a come sistemare due sci sotto la carrozzina.
Oggi, domenica 15 febbraio Alberto compie 9 giorni di vita: ben arrivato!
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La Magdeleine |
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Pubblicato da cordef
02/14/2009
è una cosa da evitare: non è mai simpatico trovarsi nella mail-box e-mail con allegati di diversi megabyte (diciamo > 3 Mb). Molto meglio ricevere una mail che contiene un link da cui scaricare il file. Le soluzioni sono tante:
Se hai già un blog, che magari usi come contenitore di informazioni digitali sempre disponibili (→ post Un blog come taccuino degli appunti), e devi inviare un file (dimensione max 75 Mb, formato jpg, jpeg, png, gif, pdf, doc, ppt, odt) puoi fare così:
- crea un post
- inserisci il file nel post con “Aggiungi media file”.

WordPress > aggiungi media
- Quando scegli “Inserisci nell’articolo” verrà aggiunto il nome del file con il link: nell’esempio qui sopra il file si chiamava xx3_parmiggiani_cesare_fonti
- definisci una password per il post
- salva il post e, dopo un clic sul titolo, copiane l’indirizzo (Ctrl+C)
- scrivi una mail al destinatario inserendo il link al post (Ctrl+V) e la password
- anche se il blog è aperto a tutti il post in questione apparirà “protetto” → esempio.
E per finire: nella mail, di fianco al link da cui scaricare il file, indica la dimensione del file.
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Blog, Produttività | Messo il tag: Inviare file, Wordpress |
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Pubblicato da cordef
02/13/2009
A leggere i lanci di agenzia ripresi dal sito Finanza Repubblica.it (→ sito web) cui continuo a pagare un abbonamento per siffatto servizio, è impossibile capire come stiano davvero le cose:

Repubblica.it > 12.02.2009 > Vendite al dettaglio negli USA
Come puoi notare, alle 14.43 hanno pubblicato due notizie sullo stesso argomento già pubblicato alle 14.31. Facendo lo spareggio (due notizie parlano di aumento contro una che parla di calo) se ne può dedurre che forse le vendite al dettaglio sono aumentate. In effetti, se si va a vedere un sito più serio, ad esempio Bloomberg si legge che:

Bloomberg > 12.02.2009 > vendite al dettaglio negli USA
OK. Gli americani, sembra, hanno aumentato un pochino i loro comportamenti di acquisto. Per saperne di più puoi andare sul sito della fonte primaria indicato da Bloomberg: il Department of Commerce (→ sito web).
Tornando a noi: se ritorni con l’occhio al ritaglio di Repubblica.it noterai che, oltre all’errore grossolano, si può rilevare la sciatteria comunicativa nell’uso del maiuscolo (un po’ sì e un po’ no) e la mancanza di standard nella titolazione.
Ma prima di chiudere spero che avrai anche notato l’assurdità di tre titoli relativi all’andamento delle richieste di sussidi di disoccupazione negli USA:
- il 1° titolo (partendo dall’alto) dice “Lieve aumento dei sussidi di disoccupazione“
- il 2° titolo dice: “Sussidi di disoccupazione calano meno del previsto“
- il 3° titolo dice: “Usa: richieste sussidi alla disoccupazione +481.000 a 11.000“
anche in questo caso la logica e il buonsenso non esistono per lo sciagurato redattore. Il terzo titolo è poi totalmente assurdo. Qual è la verità? Usiamo ancora Bloomberg:
“The number of Americans collecting unemployment benefits rose for a fourth straight week, reaching a record, as companies accelerated firings. The total number of recipients rose to 4.81 million in the week ended Jan. 31 from 4.8 million the prior week, the Labor Department said today in Washington. First-time unemployment applications fell by 8,000 to 623,000 last week, a smaller drop than economists expected.” (Bloomberg 12.02.2009).
A quanto pare a Repubblica Finanza hanno fatto un po’ di confusione con i due numeri: 4,81 milioni di percettori di sussidi e +11.000 (l’aumento dei percettori rispetto alla settimana precedente). Ma tanto che differenza fa?
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Pubblicato da cordef
02/12/2009
è quello che ho pensato leggendo questa notizia su Ansa:

ANSA > 10.02.2009 > UBS
Hai già trovato l’errore? No? Ma dai non mi dire che sei disattento come il laureato che ha scritto questa notizia. Non ti sei accorto che ha scritto Ups (logotipo di United Parcel Service → sito web) al posto di Ubs (logotipo di Unione di Banche Svizzere → sito web)? E’ un errorino? Certo, per un comunicatore all’italiana è un errorino, all’estero sarebbe solo un errore, da non fare.
Il titolo questa volta, almeno, è informativo. Rimane da capire quale sia il senso di usare gli arrotondamenti in quattro modi diversi:
- 19,697 miliardi Frs di perdita
- 85,8 miliardi di Frs di uscite nette nell’ultimo trimestre
- 226 miliardi di Frs di uscite nel 2008
- 17,67 miliardi Frs la perdita 2008 prevista dagli analisti.
Non potevano limitarsi a 1 decimale per tutti (19,7, 85,8, 226, 17,7) o addirittura lasciare a casa i decimali (20, 86, 226, 18)?
Detto ciò, chissà perché all’ANSA non prendono la buona abitudine di inserire un link alla fonte primaria della notizia, in questo caso al comunicato stampa di UBS (→ UBS press release 10.02.2009).
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02/11/2009

Geithner presenta il nuovo financial stability plan
Magari non sai che è il Treasury Secretary degli Stati Uniti (→ sito web): diciamo l’equivalente del nostro ministro dell’economia. E’ forse la persona più importante al mondo per quanto riguarda la crisi in corso. Se non lo hai mai sentito parlare penso che sarebbe la volta buona per farlo. Guarda il video in cui presenta le linee guida del piano di intervento per dare stabilità al sistema finanziario degli USA. Guarda come parla, ascolta ciò che dice, se non capisci tutto tieni a lato il testo (→ testo di presentazione del Financial Stability Plan). Pensa all’impressione finale che ti dà e confrontala con quella che ricavi da tanti politici nostrani che conosci e che vedi troppo spesso alla televisione.
Tutto bene? No. Molti hanno criticato Geithner per la mancanza di dettagli
→ Market Pans Bank Rescue Plan, Wall Street Journal, 11.02.2009.
→ Geithner Leaves Questions on Bank Plan and Markets Make Him Pay, Bloomberg, 11.02.2009.
E dopo il discorso di Geithner la borsa USA ha subito un forte calo (chiusura dell’10.02.2009: Dow Jones -4,6%, Nasdaq -4,1%).
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Economia, La passione si sente | Messo il tag: Timothy Geithner |
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02/10/2009
è diverso da quanto avveniva con la prima versione di Kindle (→ post Kindle di Amazon). L’oggetto è molto più attraente di prima, come puoi vedere dai video e dalle descrizioni:
- Kindle 2 è più sottile e leggero
- i libri scaricabili sono ora 230.000
- leggibilità e autonomia sono aumentate
- la capacità è salita a 1,4Gb (1.500 libri).

Come già avveniva per la prima versione:
- il download di un libro avviene in circa 1 minuto
- il primo capitolo dei libri è gratis
- lo schermo è monocromatico (16 sfumature di grigio).
NB: il prodotto (359 $) non è venduto al di fuori degli USA.
Quanti Kindle ha venduto Amazon in questi due anni? Loro nel comunicato stampa (→ press release 9.02.2009) non lo dicono, c’è chi parla di 500.000 (→ Amazon Unveils Slimmer Kindle Wall Street Journal 9.02.2009). Lo stesso articolo riferisce che dei 230.000 libri disponibili in versione cartacea e anche elettronica le copie vendute per Kindle rappresentano il 10%. Poco o tanto? Dipende dai punti di vista. Fra 10 anni vedrai che lo scenario sarà ben diverso: non è stato così anche per i personal computer e con i telefoni portatili?
Se Kindle ti interessa dai anche un’occhiata all’articolo recensione di David Pogue per New York Times:→ The Kindle: Good Before, Better Now.
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Pubblicato da cordef
02/09/2009
Stamattina leggo su Ansa (→ sito) la notizia che vedi:

Ansa > 9.02.2009 > Aiuti all'auto in Francia
La notizia contiene un evidente refuso. Non lo trovi? OK guarda l’articolo su Les Echos che quelli dell’Ansa hanno ripreso. L’hai trovato? No? Forse è meglio che eviti di orientarti su lavori che richiedano di essere attenti e aggiornati: trovare errori di questo tipo è immediato se conosci il tema di cui si parla e il tuo cervello è abituato a verificare costantemente la congruità di quanto leggi o ascolti.

Les Echos > 9.02.2009 > Plan de sauvegarde > Titolo e sommario
Eh va bè cosa vuoi che siano un po’ di zeri… Vuoi vedere se hanno corretto la notizia? Vediamo. Ah già: il titolo fa davvero schifo, non è per nulla informativo: non potrebbe riferirsi a qualsiasi paese?
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02/07/2009
a non ripetere i suoi errori: questo il succo dell’articolo Japan’s Big-Works Stimulus Is Lesson che leggo sul New York Times (5.02.2009). Di cosa parla? Dell’esperienza che il Giappone ha fatto negli ultimi 20 anni per superare la crisi della bolla immobiliare degli anni 80′. Un’esperienza di opere pubbliche (strade, ponti, aeroporti, ecc.) che ha portato il debito pubblico di quel paese a quasi il doppio (180%) del suo PIL creando una spaventosa zavorra finanziaria per le future generazioni. Problema di quell’approccio? Come dice un intervistato “roads and bridges are attractive, but they create jobs only during construction”.
Cosa mi viene in mente? Il ponte di Messina. Cosa vorrei invece? Che a me, lavoratore dipendente, diminuissero le tasse: preferirei essere io a decidere dove spendere i miei soldi. E stai sicuro, se avessi una riduzione di tasse oggi, quei soldi li spenderei domani non fra qualche anno come avverrebbe con un programma di opere pubbliche.
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Economia |
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Pubblicato da cordef
02/06/2009
Uno dei difetti (davvero pochi) di Gmail (→ post Gmail) era il fatto di aver bisogno di una connessione attiva per poter usare la posta elettronica. Con il programma di posta elettronica che usavo prima ero abituato a scrivere le mail senza dover essere collegato: molto comodo, ad esempio, se uno viaggia (in treno o in aereo). Altro vantaggio era anche quello di avere sempre con me copia dei messaggi (ricevuti e inviati). Bene, adesso è possibile lavorare così anche con Gmail. Per poter usare questa modalità occorre andare nella finestra Settings di Gmail e lì scegliere Labs

Gmail > Settings > Labs > Offline
La prima volta Gmail scaricherà dal server tutti i messaggi che hai ricevuto/inviato sino a quel momento (inclusi gli attachments). In seguito Gmail opererà una sincronizzazione tutte le volte che sceglierai la modalità offline. Potrai scrivere i messaggi off-line: quando sarai di nuovo collegato gli stessi verranno inviati ai loro destinatari. Una bella comodità!
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E-mail, Produttività | Messo il tag: E-mail off-line |
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Pubblicato da cordef
02/05/2009
Hai un pc e una fotocamera digitale. Ti sarà capitato di inserire le foto in un testo scritto con Word e avrai notato che la foto è grande, troppo grande rispetto a quanto avevi in mente: nessun problema, sarai andato sul bordo dell’immagine e trascinando il cursore avrai visto che le dimensioni diminuiscono. E magari avrai fatto lo stesso anche per tutte le altre tue foto da 5, 6 o 8 megapixel. Tutto bene. Ma c’è un problema: le dimensioni del tuo file aumentano rapidamente anche se ridimensioni le immagini. Succede questo perché Word conserva i file delle immagini nella loro risoluzione originale anche se tu le rimpicciolisci notevolmente. Se vuoi ridurre al massimo le dimensioni di un file Word che contiene immagini una soluzione c’è:
- apri il documento Word
- imposta la visualizzazione con uno zoom al 100%
- vai sulla pagina con la prima immagine
- fotografa l’immagine con SnagIt
- cancella l’immagine originale
- inserisci al suo posto il file jpg creato con SnagIt
- segui questo procedimento per tutte le immagini del documento.
Naturalmente c’è anche una soluzione più veloce, se non ti interessa mantenere il formato Word al documento: convertilo in pdf con Acrobat!
E come sempre, c’è anche un’altra soluzione, più professionale:
- utilizza un editor grafico (PhotoShop, PhotoShop Elements o simili) per caricare la tua foto originale
- di questa foto fai una versione piccola (larga, ad esempio, 5 cm) a 300 dpi (dot per inch) da utilizzare nei documenti
- ai due file dai lo stesso nome aggiungendo semplicemente “small” a quella piccola.
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Acrobat Professional, Hardware & Software, Produttività |
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Pubblicato da cordef
02/04/2009
è una domanda che mi pongo spesso così come se la pongono molti studenti. Mi riferisco ai laureati in Comunicazione (laurea triennale) e in Nuovi media e comunicazione multimediale (laurea specialistica) usciti da Unimore nel 2008 e che hanno incominciato a lavorare dopo la laurea. Se appartieni ad uno di questi due gruppi sarebbe utile sapere:
- che lavoro fai?
- come ti trovi a fare quel lavoro? (aspetti positivi e aspetti negativi)
- alla luce della tua esperienza hai suggerimenti da fare per la didattica (contenuti e metodi)?
? Mi dirai: ma per sapere queste cose c’è AlmaLaurea! Lo so. Il problema è che AlmaLaurea mi dice oggi (febbraio 2009) cosa fanno i laureati del 2006 (→ indagine 2007 sui laureati 2006). E poi, con tutto il rispetto per le indagini statistiche, non fa parlare i laureati. Qui non ho nessuna ambizione di rappresentatività statistica ma solo il desiderio di sentire la voce dei laureati che lavorano. E poi, perché no, di metterli in contatto con gli studenti che sono interessati al lavoro che ciascun laureato fa.
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Università | Messo il tag: Lavoro dei laureati |
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