Pulizia commenti

08/30/2008

Forse ti sarai accorto/a che qualche tuo commento non c’è più. Ieri ho incominciato a fare un po’ di pulizia, eliminando commenti fuori tema: andando a ritroso nel tempo, ne ho cancellati diverse decine. Non ho tenuto conto (ci mancherebbe) della paternità dei commenti cancellati: comunque, stai sicuro, non erano SOLO i tuoi commenti.

Un blog didattico serve se permette di condividere informazioni e conoscenze e se gli interventi sono in tema con il post. Io la penso così. D’altronde gli studenti che leggeranno nei prossimi mesi i post dei corsi rischiavano di trovarsi discussioni di decine di commenti che nulla hanno a che fare con il tema del post (e quindi della lezione): sono certo che al mio posto avresti fatto lo stesso.

Purtroppo, come sappiamo da tempo, noi italiani siamo alquanti restii a seguire degli standard e a osservare un minimo di disciplina, nelle code come nei blog. E quando ci dicono di stare alle regole lo prendiamo come qualcosa di personale.

Non c’è proprio niente di personale ma casomai c’è solo una mia attenzione all’utilità sociale del blog: questo blog ha finalità didattiche e i commenti sono un’occasione per socializzare informazioni e conoscenze. I commenti fuori luogo o che mirano ad esprimere solo il proprio parere sono poco utili. Li accetto senza problemi per qualche giorno ma poi li cancello. Faccio così perché mi metto nei panni di chi ascolta: spesso i commenti a ruota libera fanno passare la voglia di andare avanti con la lettura. Un po’ come capita alla radio in certe trasmissioni a costo zero in cui ogni ascoltatore spara la sua in una conversazione senza capo né coda. Io dopo un po’ cambio frequenza.

Per concludere sarebbe bello se ogni commento fosse:

  • firmato
  • in tema
  • ben scritto
  • utile.

Chi l’ha detto che un blog deve contenere solo la prima cosa che ci passa per la testa?


Video di attrezzatura sportiva

08/27/2008

Sono abbonato da tempo a Outside un mensile americano dedicato agli sport all’aperto. Ieri, guardando il sito della rivista ho visto la sezione dedicata all’attrezzatura (gear). Beh, quello che mi è piaciuto e che voglio segnalarti è il fatto di essere basato su video:

Outside > Video

Outside > Video

In effetti, per molti prodotti, un video è assai più utile e immediato del solito articolo con una-due fotografie. Su questo piano, i migliori video (su prodotti) rimangono per me quelli di David Pogue per The New York Times. ( Video NYTimes > channel Technology). Forse, un mix di testo, foto e video sarebbe ancora meglio: una sorta di e-brochure in formato pdf. Chissà se prima o poi qualcuno ci penserà: ma forse ci hanno già pensato…


Members Project American Express

08/26/2008

Stamattina leggendo il Wall Street Journal online ho visto un banner “You decide”. Boh, andiamo a vedere di cosa si tratta. Sono finito su un sito di American Express dove trovi 1.190 progetti che potrebbero avere un impatto positivo nel mondo.

American Express > Members Project > About

American Express > Members Project > About

Ne ho visti un po’: questo, ad esempio, ha un titolo accattivante “Good food in schools“. Viste le schifezze che si mangiano nelle scuole (non solo Usa…) mi sembra buona l’idea di:

to bring fresh and healthy foods to school cafeterias across the United States. We can do this by creating links between the country’s 2 million farmers and their local schools, growing fresh food in school yards and teaching kids how to prepare and cook healthy and delicious food in school.

Il motivo per cui ti segnalo l’iniziativa è che la scheda di qualsiasi progetto è di esemplare chiarezza. In una videata trovi 4 sezioni:

  • My project
  • The problem
  • The impact
  • My inspiration

Perché non fai qualcosa di altrettanto chiaro anche quando prepari la scaletta di una tesina?

Per tornare al progetto di American Express: in complesso, i quattrini sono pochini (2,5 milioni $), eppure lor signori si rendono conto che:

  1. un sito così è un ottimo metodo per farsi pubblicità
  2. la selezione dei progetti può basarsi sui voti espressi da chi visita il sito.

? Chissà se fanno qualcosa del genere anche le nostre beneamate fondazioni bancarie che ogni anno, grazie agli utili delle rispettive banche, finanziano migliaia di progetti con molte centinaia di milioni di euro? Tengono conto, ad esempio, di come la pensano i correntisti? Ammesso e non concesso che l’elenco dei progetti finanziati sia pubblico, non potrebbe essere un bel tema da esplorare con una tesi?


1 CFU = 7 ore in aula

08/23/2008

come è noto i corsi universitari (insegnamenti) prevedono un carico di lavoro espresso in CFU (crediti formativi universitari). Convenzionalmente, nelle università italiane come in tutte le università europee, 1 CFU equivale a 25 ore di impegno complessivo da parte dello studente. A Unimore, di queste 25 ore 8 erano di didattica frontale (lezioni in aula). Un corso da 6 CFU equivaleva sino al 2007-2008 a 48 ore di lezione (24 lezioni di due ore). Ho usato l’imperfetto perché dal prossimo a.a. 2008-09 ad ogni CFU corrisponderanno 7 ore di didattica frontale (lezioni).

  • Come docente sono contento: invece che fare 24 lezioni ne farò 21, terminerò il corso una settimana prima. E visto che di corsi ne ho 2, da 48 lezioni passo a 42 (-12,5%).
  • Come studente sono contento: meno giorni vincolati dalle lezioni, maggiore flessibilità nell’uso del mio tempo.
  • Come università sono contenta: ho trovato un modo per coprire più corsi con gli stessi docenti e le stesse aule e senza aggravio di spesa.

? Tutto bene quindi: in questo modo aumenterà la produttività del sistema universitario? Se è così, curioso che qualcuno non ci abbia pensato prima.


Libri scolastici digitali

08/22/2008

La legge 6 agosto 2008 n. 133 ( testo), all’articolo 15 (Costo dei libri scolastici) recita (il grassetto è mio):

  1. A partire dall’anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della normativa vigente e fatta salva l’autonomia didattica nell’adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuto conto dell’organizzazione didattica esistente, i competenti organi individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete Internet. Gli studenti accedono ai testi disponibili tramite Internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente.
  2. Al fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un triennio, a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione, di cui al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n.59, e per gli istituti di istruzione secondaria superiore
    sono prodotti nelle versioni a stampa, online scaricabile da Internet, e mista. A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da Internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili.
  3. I libri di testo sviluppano i contenuti essenziali delle Indicazioni nazionali dei piani di
    studio e possono essere realizzati in sezioni tematiche, corrispondenti a unità di apprendimento, di costo contenuto e suscettibili di successivi aggiornamenti e integrazioni. Con decreto di natura non regolamentare del ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, sono determinati
    a) le caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso;
    b) le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nelle versioni online e mista;
  4. Le Università e le Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della propria autonomia, adottano linee di indirizzo ispirate ai principi di cui ai commi 1, 2 e 3.
    ( testo commentato pubblicato da Il Sole 24 Ore; pagina sulla manovra economica 2009 sul sito del Governo)

Commenti? Beh sentiamo un po’ i vostri. Ah già, per quanto riguarda l’eterno dibattito tra cartacei e digitali ti segnalo il post Stamperesti su carta i numeri del cellulare.


Foto e diari di salita su SummitPost

08/21/2008

SummitPost è un magnifico sito di user created content dedicato alla montagna: immagini, diari di salita (trip reports), forum su tanti temi, attrezzatura (gear). La sezione immagini permette ricerche in base alla categoria (skiing, climbing, ecc.) e in base alla distanza da un luogo:

Summitpost > Images

Summitpost > Images

Nella sezione people hai l’elenco degli oltre 40.000 utenti registrati: pensa un po’ gli italiani sono 651!  Per ciascun utente hai le foto e le relazioni inviate: è davvero un piacere vedere con quale passione e attenzione gli utenti di questo sito inviano foto e testi!


Adobe Acrobat Pro 9 in versione prova

08/20/2008

Da luglio Adobe Acrobat Pro 9 ( post 7.06.2008) è scaricabile in versione demo 30 giorni (un file da 327 Mb, solo in versione Windows). Per scaricarlo devi prima registrarti: non ci vuole molto. La versione prova non è disponibile in italiano ma solo in inglese, francese, tedesco e olandese. Come mai manca l’italiano? Bella domanda cui puoi provare a dare una risposta.

Lo segnalo per i soliti ritardatari che oggi, 19 agosto, mi hanno scritto dicendo che non trovano Acrobat Professional 8 per preparare l’esame di Editoria multimediale (appello del 10 settembre). Il problema è che lor signori si muovono con una certa lentezza visto che all’esame mancano meno di tre settimane e che il loro e-book mi deve pervenire almeno 10 giorni prima dell’appello. Comunque niente paura: mamma università ha stabilito che ci sarà un ennesimo ulteriore appello di esami a novembre in tempo utile per la sessione di laurea di dicembre.

Sei così imbranato/a che non riesci a scaricare il programma? Mandami una mail con nome, cognome e indirizzo e ti spedisco il CD: poi all’esame mi darai il CD e i francobolli.


Valdostani paperoni d’Italia

08/19/2008

così il titolo di un’agenzia ANSA ( ANSA 18.08.2008). La notizia riguarda dati elaborati per il Sole 24 Ore: lo sapevo che facevo bene a trasferirmi in val d’Aosta. Ma c’è di più: leggo che ad Ayas (la valle di fianco a quella dove vivo) il reddito medio è di 66.000 ( Ricchezza locale: i più ricchi e i più poveri, il Sole 24 Ore 18.08.2008): caspita, domani scavallo e vado là. Poi la stessa ANSA si rende conto dell’idiozia e dice che il dato è “merito anche della residenza presa dal fondatore di Fastweb Silvio Scaglia“. Parlare di merito è davvero fuori luogo: temo che sia solo l’ennesimo caso di residenti fasulli che prendono la residenza dove hanno le loro fottutissime seconde case per non pagare quattro soldi di ICI. In Svizzera lo sanno e così ai turisti travestiti da montanari controllano i consumi di acqua e luce per vedere se dicono balle.

Detto ciò, spero che fra un mese il vigile di Ayas vada a controllare se il sig. Scaglia vive davvero lì o fa solo finta. Nel frattempo chissà se a quei geni del Sole 24 Ore non verrà in mente che dati così fuorvianti potevano essere evitati se solo avessero preso in considerazione il reddito mediano invece del reddito medio: a statistica insegnano che, a differenza della media, la mediana è meno influenzata dai valori estremi di una distribuzione.


Con Songza hai gratis la musica che vuoi

08/18/2008

Con Songza cerchi qualsiasi brano musicale, lo ascolti dall’inizio alla fine e se vuoi lo aggiungi alla tua playlist. Per ascoltarlo devi però essere collegato visto che Songza non ti lascia scaricare i file audio.

search results

Songza: search results

Certo, Itunes è molto, molto più ricco di funzionalità ma se non paghi ti lascia ascoltare solo 30″ e non l’intero brano.


Gita di ferragosto 2008 al bivacco Bobba

08/16/2008

qua sotto vedi una cartolina, meglio, una e-card, che abbiamo appena preparato per mandarla a zie, nonne, suocere e compagnia bella. Un bel modo per abituarle a usare la posta elettronica e i file pdf. Per noi un’ottima soluzione per risparmiare un sacco di soldi prima buttati nel cesso sottoforma di cartoline e francobolli. Vuoi mettere?

CDF, Cartolina di ferragodto 2008

La gita di ferragosto 2008 (e-card pdf 244 Kb)


Viaggio in Birmania a due facce

08/12/2008

Danila De Girolamo (Laurea specialistica in Nuovi media e comunicazione multimediale) ripercorre nel suo e-book un viaggio in Birmania. Per Danila il viaggio è stato un’occasione di dialogo con sé stessa: nelle pagine due io narranti commentano luoghi, persone e sensazioni.

Welcome to the golden land, e-book di Danila De Girolamo, p. 22

Welcome to the golden land, e-book di Danila De Girolamo, p. 22

L’e-book è ricco di spunti grafici ed è un vero piacere da sfogliare: un ulteriore esempio di cosa può scaturire dalla creatività unita all’impegno. Ah, dimenticavo: un così bel lavoro occupa solo 6 Mb!

Welcome to the golden land. Dialogo con me stessa sul mio viaggio in Birmania di Danila De Girolamo (file pdf 6 Mb)


Le università ricche: Harvard = 35 miliardi $

08/09/2008

Harvard University ( www.harvard.edu) dispone di un patrimonio di 35 miliardi $: un sacco di soldi raccolto grazie a generose donazioni e alla capacità di farlo rendere. In un anno difficile come il 2007 il fondo di investimento dell’università ha reso tra il 7 e il 9%: un valore assai superiore alla media ( Harvard Endowment Aces a Brutal Year, Wall Street Journal 07.08.2008).

Una ricchezza equivalente a un decimo di quella di Harvard sarebbe il sogno di qualsiasi università italiana. Fra un paio d’anni vedremo se l’istituzione delle fondazioni universitarie avrà permesso agli atenei nostrani di muovere i primi passi in quella direzione.

Ah già, dimenticavo, a Harvard sono parsimoniosi: con 35 miliardi $ disponibili, nel 2006 le spese complessive dell’ateneo sono state di 3 miliardi, pari cioé al reddito disponibile ( Harvard at a glance).

Altri post sulle università USA:


I precari e gli zingari? Ghe pensi mi!

08/08/2008

Beh, è quello che da ex milanese ho pensato quando ho letto il testo del comunicato del Consiglio dei ministri del 1° agosto 2008:

Il Presidente Berlusconi ha informato il Consiglio circa due importanti decreti da lui adottati. Il primo ripristina la somma di 10 milioni di euro annui in favore dell’istituto San Gallicano, impegnato nella tutela della salute delle popolazioni migranti, senza fissa dimora, nomadi e a rischio di emarginazione. Il secondo garantisce, con un budget di 55 milioni di euro annui, la stabilizzazione dei 3.200 precari ASU del comune di Palermo, nonché dei 182 dipendenti di “Palermo lavora”. Una ulteriore prova della sensibilità manifestata dal Governo Berlusconi, da sempre vicino alle problematiche occupazionali della Regione Sicilia ed in particolare della città di Palermo. Il Presidente ha sottolineato l’impegno del sindaco Diego Cammarata, che ha consentito l’avvio del percorso di stabilizzazione degli oltre seimila precari ereditati dalle Amministrazioni precedenti.” ( comunicato).

L’Istituto San Gallicano di sicuro meritava un occhio di attenzione. Che ci fossero tutti questi precari al Comune di Palermo pure non sapevo: chissà poi quanti sono quelli della Provincia di Palermo e della Regione Sicilia. A quando un annuncio simile anche per i poveracci dell’università di Palermo: dottorandi, ricercatori, assegnisti, precari vari? Ma i ministri competenti che ci stanno a fare?


Morte dell’università

08/04/2008

è il titolo chiaro e secco di un post che, qualche giorno fa, mi sono trovato tra i commenti. Il post spiega le implicazioni delle norme contenute nel decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico) che oggi 5 agosto ha ricevuto l’approvazione definitiva alla Camera (Camera). Per me, docente universitario, ci sono due chiare conseguenze negative:

  • guadagnerò di meno visto che gli scatti di anzianità da biennali diventano triennali: il mio scatto di 122 euro in più al mese lo avrò non a dicembre 2009 ma a dicembre 2010, e via così per i successivi.
  • lavorerò di più visto che per mantenere inalterata l’offerta didattica le facoltà dovranno usare meno docenti a contratto (causa la riduzione dei fondi assegnati alle università) e rimpiazzare solo un quinto dei docenti che vanno in pensione. Questa tegola mi è già arrivata sulla testa sotto forma di 90 studenti (di un altro corso di laurea) che nel 2008-2009 che sosterranno il mio esame di Nuovi media al posto di Comunicazione e società visto che non ci sono 4.000 € per pagare il docente a contratto di quell’insegnamento.

Sin qui il provvedimento mi dà quindi fastidio anche se non è nulla di davvero insopportabile. E’ incontestabile che aumenti la produttività dell’università italiana, visto che, almeno sulla carta, l’esamificio produrrà lo stesso numero di esami e tesi con meno soldi. Che la qualità rimanga invariata dipenderà ovviamente dalla volontà dei singoli docenti di fare in modo che ciò accada. In ogni caso sopporterei meglio l’aumento del mio carico di lavoro e la riduzione del mio reddito futuro se il legislatore avesse la cortesia di dirmi che fine faranno i soldi che gli ho fatto risparmiare. Ho, invece, il timore che i risparmi chiesti ai docenti servano a coprire le crescenti spese della Camera e del Senato, l’attivazione di nuove province, il mantenimento di micro comuni, comunità montane e altre iniziative “cui non si può derogare” come, ad esempio, le costosissime operazioni di peacekeeping all’estero.

Sul fatto che le università per sopperire a questi tagli vengano spinte a trasformarsi in fondazioni ho le idee confuse. Quella baracca monolitica che da sempre è l’università italiana non mi è mai piaciuta. Che vengano introdotti elementi di concorrenza e differenziazione mi sta solo bene. Che venga altresì stimolata la raccolta di fondi da società private mi sembra pure positivo: ho sempre invidiato questa capacità delle università USA.

Per concludere, mi lascia un po’ perplesso il titolo “morte dell’università” per una realtà che è morta da tempo e che per molti, troppi studenti (e docenti) si riduce ad un demenziale esamificio di pura facciata, senza premi e senza sanzioni. In conclusione, sono scettico che il provvedimento in questione possa far resuscitare l’università come talvolta avviene con l’elettroshock su un corpo in arresto cardiaco.


Un viaggio gastronomico in Scozia

08/03/2008

è il tema dello slideshow di Frank Bruni per The New York Times.

New York Times 27.07.2008 > Frank Bruni's Scotland

New York Times 27.07.2008 > Frank Bruni's Scotland

Bello! Offre tanti spunti per e-book fantastici sul viaggiare e il mangiare:

  • belli i piatti fotografati su fondo scuro
  • piene di vitalità le foto di chef e ristoratori
  • curati e estetici gli interni
  • poco testo narrato e una giusta musica di fondo.

? Cosa sarebbe un e-book sul tema del viaggiare/mangiare? Splendido! E poi, dai, l’Italia è il posto in cui si mangia meglio al mondo: lì sì che c’è bisogno di comunicatori! Perché diavolo non si è fatto ancora vivo nessuno a proporre una tesina della triennale sul tema della cucina e del mangiare? Non siamo in Emilia Romagna dove regna la religione cross parties del mangiare?


Scrivere on-line con Buzzword

08/02/2008

Buzzword di Adobe ti permette di scrivere testi on-line, condividerli e modificarli. I file che crei rimangono sul server remoto e per scrivere non devi installare alcun software. Ma c’è di più: rispetto all’incredibile complicazione di Word Vista, Buzzword è di una semplicità davvero foolproof !

Scrivere con Buzzword

Scrivere con Buzzword

Difetti? Beh, qui non trovi stili di carattere e di paragrafo e le funzionalità sono ridotte all’osso: niente mappa del documento, briciole, sommari, indici, campi, OLE e così via. Non ha quindi senso ricorrere a questa applicazione per scrivere un documento lungo e complesso come un manuale, un rapporto di ricerca o una tesi. Detto ciò trovo eccezionale la possibilità di condividere i documenti, di far lavorare più persone sullo stesso testo e di conservarne le versioni precedenti.

Per saperne di più.


Foto mosaici come sommari visuali

08/01/2008

Con Acrobat è uno scherzo creare mosaici di foto. Naturalmente puoi anche usare un editor grafico. Il risultato è comunque sempre molto attraente. Guarda un po’ quanti ce ne sono su Flickr nel pool Photo Mosaics:

Flickr > Photo mosaics

Flickr > Photo mosaics

Nel tuo e-book un foto mosaico può essere non solo un elemento visuale ma anche una risorsa di navigazione: visto che Acrobat ti permette di avere su un’immagine molteplici link, perché non usare un mosaico come sommario visuale?