L’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) ha appena pubblicato Evoluzione e nuove tendenze dell’instabilità coniugale (→ scheda). Puoi scaricare il volume (gratuito) in formato pdf (non protetto). Se fossi il ministro della pubblica istruzione lo farei leggere nelle scuole secondarie per rendere edotti gli studenti della crescente probabilità di incocciare in un fallimento matrimoniale:
“se nel 1995 in una coorte di mille matrimoni si verificavano circa 158 separazioni e 80 divorzi, dieci anni dopo le proporzioni sono cresciute, arrivando rispettivamente a 272 separazioni e a 151 divorzi ogni mille matrimoni” (Istat, cit., p. 34).
Ne consegue una forte crescita del numero di giovani coinvolti in una separazione o in un divorzio:
“Nel 2005 sono stati 99.257 i figli coinvolti in un procedimento di separazione e 44.848 quelli che hanno vissuto l’esperienza del divorzio dei propri genitori.” (Istat, cit., p. 91).
Un dato importante che, se conosciuto, diminuirebbe lo stigma che ancora oggi molti figli di separati e divorziati sentono su di sé.
Pubblicato da cordef