E’ il tema di un dibattito che si è sviluppato sul blog di David Pogue, personal technology columnist di New York Times:
La questione è di attualità anche per noi italiani visto che anche il nostro paese, pian pianino, sta andando in direzione degli e-book o quanto meno dei libri in versione digitale: guarda, ad esempio, il testo dell’accordo siglato il 18 giugno 2008 tra MIUR e AIE (→ Ufficio stampa AIE – Associazione Italiana Editori):
Già: la bassa qualità del file pdf prodotto dal MIUR fa intravvedere ampie opportunità per chi sa usare Acrobat. Una domanda: ma perché si ostinano a usare il fax nell’epoca dell’e-mail? Saranno davvero capaci di introdurre gli e-book nella scuola e nell’università?


06/21/2008 alle 9:45 am
Ottimo post Cordef, io vedo un cambiamento, ok che si procede piano, ma il cambiamento c’è e già da settembre molti studenti delle superiori avranno gli e-book al posto dei libri costosi, pesanti e ingombranti.
Mi fa pensare che per ora all’università abbia visto e usato un solo e-book, strano, molto strano perchè l’università dovrebbe essere il trampolino di lancio per sperimentare nuove tecnologie e nuovi strumenti o per lo meno, in stati seri penso che funzioni così!
Quel “documento” prodotto il PDF dal MIUR mi fa capire che le opportunità di lavoro non mancano, basta avere creatività, passione e conoscenze.
Con calma, con anni e anni di ritardo arriva anche il Bel Paese, è solo questione di anni :)
06/21/2008 alle 10:08 am
Cordef pone questa domanda: “ma perché si ostinano a usare il fax nell’epoca dell’e-mail? “
Purtroppo il fax ha ancora un valore probatorio e ufficiale maggiore delle e-mail. Le e-mail che non utilizzano infatti un sistema di firma digitale o di autentificazione non possono essere considerate affidabili soprattutto per quanto riguarda la trasmissione di documenti di una certa importanza.
In Italia, il sistema di firma digitale autenticata sulle e-mail non è ancora molto diffuso e questo provoca la preferenza per altri strumenti magari più vecchiotti: mi capita a lavoro (io lavoro presso una commercialista) e tutti i documenti che esibiscono firme o valore legale vengono ancora inviati via fax. L’e-mail è solo uno strumento di supporto per invii meno importanti o accessori.
Devo però ammettere che negli ultimi anni sempre più meccanismi sono diventati digitali, penso ad esempio alle assunzioni, alle comunicazioni all’Agenzia delle Entrate, alle denunce (basti vedere come funziona il meccanismo delle denunce online del dipartimento metropolitano di Londra), ai pagamenti degli F24 e all’invio dei modelli delle dichiarazioni.
L’unica cosa che non cambia è l’uso dei manuali, che tuttora rimangono in cartaceo e sono solamente affiancati da una versione in pdf che nessuno guarda.
Ho dato un’occhiata ultimamente alla versione in pdf con le principali regole di compilazione del Modello 770, ha ancora moltissime strade di miglioramento davanti ma potrebbe presto diventare più “usabile” del suo equivalente cartaceo.
In ambito scolastico e universitario vedo ancora difficoltà nel passaggio dalla carta all’e-book (a parte i corsi di Cordef si intende), potrei sbagliarmi ma a volte mi sembra che il mondo dell’istruzione stia evolvendo più lentamente di quello lavorativo. Meno male che esistono i blog didattici che permettono comunque ai giovani in età scolare di entrare in connessione con le possibilità fornite dalle nuove tecnologie.
06/21/2008 alle 5:51 pm
lo so anch’io che per contratti e atti FIRMATI in Italia si DEVE usare il fax anche se esiste la posta elettronica certificata. Il fatto è che la firma nel comunicato del MIUR NON c’è.
06/22/2008 alle 10:04 am
Probabilmente è solo questione di voler dare un’aria di maggiore ufficialità al documento inviandolo via fax… in stage i comunicati stampa li inviavamo sempre nelle due modalità: via fax e poi (solo come modalità accessoria, visto che spesso le e-mail venivano cancellate senza essere lette) via e-mail.
In Italia c’è questa tendenza a voler rendere tutto più burocratico e ufficiale, credo sia una questione di mentalità :)
06/24/2008 alle 7:26 am
Il fax si sta avviando ad una lenta decomposizione, diventerà un cimelio storico al pari delle vecchie musicassette e dei Super 8.
Purtroppo le istituzioni, anziché esser un passo avanti, s’ancorano al passo indietro, costringendo le persone ad una marea di lavoro in più.
Mi ricordo ancora il mio stage alla Confcommercio: per ogni blocco fotocopiato altre 2 copie a fini archivistici. Visto che gli archivi sono oramai database virtuali perché non passarli direttamente al computer e fare tanti CD o DVD?
Quello che può sembrare un tecnicismo pernicioso mostra enormi vantaggi: pensate a quanti libri si possono immagazzinare in un CD (e al peso del supporto ottico), senza contare lo spazio recuperato e l’ordine guadagnato.
Marco