Correggere gli errori

o lasciar perdere? E’ una domanda che mi sono posto tante volte: ci sono colleghi che dicono “non sono mica la maestra!“. Vero: neppure io sono un maestro elementare. Ma ci sono tanti, troppi studenti che, a quanto pare, non hanno mai avuto un maestro/a elementare che leggesse e correggesse i loro errori. Questo andazzo è continuato anche nelle medie inferiori, poi alle superiori e infine all’università: certi errori ripetuti con pervicacia più volte (ad es. “un’altro”, “un altra”) mi fanno pensare che nessun adulto preposto all’insegnamento abbia mai letto i testi di quella persona.

Refusi degli studenti

Quindi mi sono adattato all’idea che correggere sia un male necessario e che gli errori vadano sanzionati. Come? Per ora posso solo togliere qualche punto da votazioni comunque inflazionate. In futuro mi piacerebbe che ogni refuso implicasse il versamento di 10 € in un fondo per l’acquisto occhiali (non da sole) dei docenti.

10 Risposte a “Correggere gli errori”

  1. Marco Sb Dice:

    L’errore segue una logica perversa.

    Ci sono errori che sono fomentati e che la comunità riconosce come identificativi di sè stessi (vedi alcuni parlanti del Nord che mettono gli e la davanti ai nomi propri di persone) e altri che andrebbero bloccati sul nascere (cito Severgnini: se una parola non la sai in inglese scrivila in italiano o fatti capire, sempre meglio che produrre refusi).

    Degli errori citati da lei vedo anche il famoso pò: l’hanno inserito nell’ultimo esame di Semiotica del testo come opposto al po’ (giusto, troncamento della parola poco) e molti sono andati nel pallone (per poi scoprire che non esisteva).

    Addirittura c’è chi ha osato scrivere che pò sarebbe il fiume… no comment.

    Questi errori andrebbero bloccati e segnati subito; altrimenti si corre il rischio (come visto in una lettura del corso di Francese) di ritrovarsi manager di un’azienda e sbagliare i tempi verbali (una specie di Fantozzi francofono), facendo una figura colossale e dovendo far corsi di recupero in gran segreto.

    Marco

  2. Marco Sb Dice:

    Per rimanere in tema con il tema odierno segnalo questo sito ( http://www.grammaticaviva.it/solitierrori.htm ): spiegano gli errori grammaticali più comuni e rispondono a nuovi quesiti via mail. Un bel servizio, niente da dire.

    Marco

  3. Guido Dice:

    Parla uno che ha osato scrivere che il Pò è un fiume e che dovebbe già un versamento di 10€.

    Il primo punto è questo: se ogni errore sono 10€, piuttosto che gli occhiali il fondo professori potrebbe prevedere Ferrari o Chrysler, vista l’incredibile mole e frequenza con cui si vedono.

    Perchè succede?

    A mio parere per 2 motivi:
    1- Il futuro non è scritto a mano, è a video. Se i programmi (citandone uno a caso: Word) hanno ormai un correttore automatico quasi ineccepibile, è logico che il povero studente disimpara, anche se acquista una notevole velocità di scrittura…Cosa è meglio?

    2- Almeno ai miei tempi, a scuola non esisteva la materia “correzioni”, ma solo l’odiatissima grammatica. La pecca è che non viene insegnata la parola scritta, ma il significato semantico, grammaticale, semiotico, infrasemiotico, avverbiale, nominale, preposizionale, paratattico eccetera. A cosa serve?
    Ti vedevi correggere le cose solo con una linea rossa.
    Logico che si impara dagli errori, ma se nessuno te li dice…insomma, se nessuno TE LI IMPARA…

  4. lary1984 Dice:

    Io credo che, oltre all’ignoranza, ci sia da tenere conto anche della nuova modalità di scrittura influenzata dal Web e dalle nuove tecnologie: velocità (in particolare nella comunicazione sincrona delle chat), sintesi, uso delle emoticon, hanno semplificato spesso negativamente il linguaggio.
    Con questo non voglio difendere gli errori gravissimi che vedo sopra e che mi farebbero imbestialire ma cerco solo di trovare una spiegazione logica che vada oltre alla cattiva educazione ricevuta nell’infanzia. Io non mi voglio lamentare dei miei vecchi insegnanti, ho imparato diverse cose, soprattutto quando dovevo rifare i compiti per gli errori di grammatica!

    PS: un plauso comunque all’esame di Calabrese (semiotica/semiologia del testo) che ha un’intera sezione dedicata alla grammatica e all’ortografia (libro di Serianni) e che ha recuperato molti errori gravi….

  5. Marco Sb Dice:

    Approvando pienamente i discorsi di Guido e Lara riconosco ahimè che, in 5 anni di superiori, di grammatica si è parlato ben poco: la scusante è sempre la stessa, “l’avete già fatta alle medie”.

    Io avevo una prof alle medie che ci faceva redigere un tema a settimana e fare l’analisi grammaticale ma quanti hanno avuto le stesse opportunità? La mia classe era composta da 5 medie diverse e quindi vi lascio immaginare.

    É stata data giusta importanza, nelle ore italiche, a Manzoni e Dante (d’accordissimo, fanno parte della nostra cultura) ma credo che un piccolo escursus sugli errori più comuni da evitare (magari fatto con un sorriso) non avrebbe fatto male a nessuno, anzi…

    Tornando al discorso del pò devo postare Lara: noi esseri umani ragioniamo per euristiche (scorciatoie) di pensiero, per cui se possiamo premere un tasto anziché due non ci pensiamo troppo e via, anche se questo comporta un errore.

    Marco

  6. mixiaoyu Dice:

    Anche io sono d’accordo con quello che dicono Lara, Guido e Marco Sb.

    Anzi, confermo le peggiori ipotesi: io grammatica l’ho studiata per l’ultima volta in 5°elementare.
    Anche per questo mi sento anch’io di di ringraziare il Professor Calabrese.

    Aggiungo anche una riflessione sull’evoluzione della lingua, presa sempre dal corso di Calabrese: se adesso si può scrivere sia “familiare” che “famigliare”, sia “obiettare” che “obbiettare”, in futuro alcune di queste forme scompariranno per quel fenomeno di semplificazione per cui gli utilizzatori della lingua tendono all’adozione delle forme più semplici (le prime).

    Seguendo questo ragionamento però succederà che anche alcune parole che adesso sono errate diventeranno giuste. Una di quelle più vicino ad effettuare questo passaggio è “daccordo”, tutto attaccato e senza apostrofo.

    Bene? Male? Io non lo so dire. Da una parte è l’evoluzione della lingua, e quindi non mi sento di dire che sia sbagliata, ma dall’altra mi dispiace per la scomparsa di tutta una serie di sfumature che arricchivano la lingua e che se ne vanno in nome della semplificazione.

    Infine vorrei dire che, secondo me, gli errori vanno anche al di la della grammatica: ad esempio molta gente usa le forme “uscire fuori” e “entrare dentro” con assoluta scioltezza.

  7. Luca Dice:

    Io ringrazio Cordef e non mi vergogno a dire che dopo una virgola serve lo spazio, se ho imparato a scrivere decentemente una mail o un documento è grazie a lui che mi ha insegnato le regole principali della punteggiatura e ripeto, non mi vergogno a dirlo perchè gli studenti come me, sono molti, tanti, anzi troppi!

  8. Marco Sb Dice:

    Volevo postare un utility del browser davvero comoda: il dizionario.

    Mozilla Firefox può integrare dizionari di varie lingue e fungere da Word quando scrivete le vostre inserzioni, commenti sui blog, i vostri post, riempite moduli, ecc…

    É gratuito ma è un addon che pochi conoscono: io stesso l’ho scoperto pochi giorni fa…

    Se volete rimuovere i vostri dubbi ecco il link ( https://addons.mozilla.org/it/firefox/browse/type:3 ) anche se, ricordatevi, che l’arma più potente è il vostro innato buonsenso.

    Marco

  9. Flavio Dice:

    Non è obbligatorio, anzi (molto) teoricamente uno studente di scienze della comunicazione dovrebbe possedere un livello grammaticale/sintattico quantomeno accettabile: tuttavia, vista anche la lista postata, la situazione non pare così rosea. Cosa fare? Beh, l’ultima parola tocca probabilmente alla sua coscienza: se si sente di fare questo tipo di correzioni, evidentemente così necessarie in certi casi, i suoi studenti non potranno che trarne giovamento (e voti migliori).
    Lo stipendio rimarrà probabilmente lo stesso, ma vuol mettere l’orgoglio di sapere d’essere stato così utile alla causa? E magari ci scappa anche qualche ringraziamento, chissà.

  10. M. Giovanna G. Dice:

    Le è mai capitato “falzo”? e “coefficenti”? Insegno matematica ma ho il vezzo di correggere anche l’italiano dei miei studenti.

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