Corso di Nuovi media 2008-2009

Sto definendo il programma del corso di Nuovi media per il prossimo anno. Spero di tenere il corso nel 1° semestre ma non è detto. Quest’anno ci viene richiesto di indicare per ogni insegnamento i cosiddetti “descrittori di Dublino” ovvero i risultati attesi. Ecco qua i risultati che mi attendo dal corso:

OBIETTIVI FORMATIVI

Il corso mira ad aumentare le capacità dei partecipanti nell’utilizzo delle informazioni testuali oggi disponibili in Internet. La 1ª parte (lezioni 1-12) fornisce saperi e saper fare utili per lavorare con i testi digitali. La 2ª parte (lezioni 13-24) è dedicata alla ricerca di informazioni on-line.

RISULTATI
Conoscenza e capacità di comprensione: visione d’insieme dei diversi tipi di testi digitali disponibili oggi su Internet e delle loro specificità rispetto ai testi cartacei tradizionali. Esame degli elementi di qualità del testo e loro standard.
Applicazione: Capacità di individuare le risorse web ottimali per il reperimento di testi digitali diversi (notizie, articoli peer reviewed, letteratura grigia, libri, user created content, ecc.). Capacità di svolgere ricerche avanzate con i motori di ricerca. Capacità di gestire i risultati delle ricerche on-line per il loro uso off-line. Capacità di creare digital collections a fini documentalistici.
Autonomia di giudizio: la conoscenza e l’utilizzo delle diverse risorse informative (quotidiani e periodici on-line, librerie virtuali, blog, ecc.) esplorate durante il corso aumentano la capacità di analisi critica degli studenti.
Abilità comunicative: realizzando una digital collection, gli studenti migliorano la propria capacità di organizzare le idee, rendono più produttivo e razionale il loro lavoro, realizzano prodotti intellettuali condivisibili. I prodotti realizzati durante il corso verranno presentati e analizzati in aula.

Al momento i temi oggetto delle singole lezioni sono i seguenti:

  1. Leggere file pdf
  2. Fotografare una videata
  3. Gestire file e cartelle
  4. Cercare i file
  5. Leggere le pagine web
  6. Salvare le pagine web
  7. Creare una digital collection
  8. Strutturare e ottimizzare una digital collection
  9. Quotidiani on-line
  10. Periodici on-line
  11. Strategie di ricerca
  12. Usare lo strumento giusto
  13. Ricerca avanzata con i motori
  14. Metarisorse e metamotori
  15. Tesi on-line
  16. Librerie virtuali

Come vedi si tratta di 16 argomenti, aggiungendo anche una lezione di presentazione e una di conclusione arrivo a 18 lezioni. Visto che il corso è di 24 lezioni (48 ore = 6 CFU) ne rimangono 6 disponibili.

? Cosa diresti se le dedicassi al tema “realizzare un blog“? Il grosso punto a favore è la totale gratuità del software necessario per i blog (questo blog non mi è costato nulla). Fammi avere la tua opinione sia che tu abbia già seguito il corso di Nuovi media o che tu debba ancora seguirlo.

26 Risposte a “Corso di Nuovi media 2008-2009”

  1. Luca Dice:

    Io penso che sia un ottima idea questa, infatti con alcuni compagni di corso stiamo pensando di costruire un blog sull’università con ampio spazio per gli studenti, un po’ come questo blog, magari con un interfaccia grafica accattivante.

    Io parlo per me, al corso di NM avrei visto volentieri la realizzazione di un blog, penso che sia divertente e utile, molto utile per il futuro, dato che tantissime persone si stanno costruendo un blog personale e saper farlo bene è importantissimo.

  2. Marco Sb Dice:

    L’idea del blog non è male, l’importante è che sia focalizzato su un argomento specifico; oggi è possibile realizzare anche blog scrivendo pochissimo (penso ai photo/video blog), grazie all’integrazione onnicomprensiva di YouTube.

    Al limite si potrebbe dedicare qualche lezione anche alla fotografia (qualche trucco per ottenere risultati migliori, qualche piccolo consiglio per rimuovere le prime imperfezioni): essendo sbarcata prepotentemente sul digitale sarebbe in tema col corso…

    La possibilità della fotografia sul computer (sul video sarebbe pleonastico, esiste già il corso di Mazzetti) sarebbe nuovo, propedeutico anche per affrontare il discorso video: molti non sanno cos’è un grandangolo, una reflex, il diaframma…

    Marco
    Marco

  3. lary1984 Dice:

    Naturalmente io sono d’accordissimo sull’idea blog :) , tant’è che l’avevo proposta per il corso del prossimo anno di Editoria Multimediale, ma forse non sarebbe male proporla già nel corso di Nuovi Media visto che ormai siamo pienamente nell’era del Web 2.0 e il blog è uno strumento basilari di questa era.
    Saper costruire e tenere aggiornato un blog è una competenza multidisciplinare, infatti è necessario saper cercare le informazioni, saperle selezionare e organizzare, presentarle (spesso anche in modo multimediale come diceva Marco) e gestire i commenti altrui.
    Trovo che sia quindi un progetto comprensivo di diverse capacità imparate magari nelle lezioni precedenti. Si potrebbe fare anche un lavoro gruppi perchè no…

    @ Marco: la fotografia è importante nell’ambito dei nuovi media ma la tua idea sarebbe forse un po’ troppo estesa, va bene “accennare” alle tecniche di editing digitale (senza entrare nello specifico) ma diaframma, reflex e compagnia bella sono concetti che non competono al corso di Nuovi Media e vengono già trattati nei laboratori di Mazzetti (almeno per me è stato così)

  4. Flavio Dice:

    >> Cosa diresti se le dedicassi al tema “realizzare un blog“?

    Dipende dai punti di vista: sicuramente il tema “realizzare un blog“ rientra a pieno titolo in un corso di Nuovi Media, data anche la crescente importanza e autorevolezza che questo strumento di comunicazione sta guadagnando nel Web – ma non solo. Tuttavia può essere visto attualmente come una conoscenza e un saper fare di utilizzo più personale che altro, per cui (senza voler sminuire l’importanza dell’argomento, ci mancherebbe!) potrebbe risultare maggiormente utile apprendere un tema le cui conoscenze possano essere spese più facilmente in un ambito lavorativo.

  5. valechaos Dice:

    E’ sicuramente una buona idea, avvicinerebbe al mondo di internet molte persone che a stento sanno accendere un computer. Come argomento però lascerei libera scelta, in questo modo il blog può essere concepito non solo come un “compito” ma anche come un piacere e la sua gestione potrebbe proseguire anche una volta finito il corso.
    Tra l’altro una piattaforma blog come WordPress è utile: permette di integrare al testo anche file video e foto, è una palestra di scrittura e sintesi e anche questo è un saper fare che serve per il futuro.

    Se poi ci sono persone poco pratiche, si può costituire una piccola redazione che si occupa di un unico blog, così aumentano anche le competenze richieste: saper lavorare in gruppo, prendere decisioni insieme, gestirsi e dividersi i compiti.. Se si lavora con 3 o 4 amici si può pensare di creare un blog multitematico dove ogni persona si occupa di un argomento diverso, come un piccola testata giornalistica e di costume.

  6. lary1984 Dice:

    @ Flavio: è vero che il blog è spesso usato come strumento “personale”, ma non dimentichiamo che esso ha anche enormi possibilità di utilizzo in ambito aziendale (come forma di comunicazione e interazione con i clienti abbinata al sito) e didattico (come luogo di discussione e scambio di conoscenze e consigli fra studenti, fra studenti e docenti e anche con l’istituzione).
    Il discorso che Cordef dovrebbe decidere è se richiedere una progettazione di un blog su un determinato tema (di stampo ad es. didattico) ma questo porterebbe ad un probabile abbandono del blog dopo la valutazione dello stesso, oppure un blog di stampo personale a gruppi (come dice Valechaos anche multitematico) o per ogni singolo studente.
    Prenderei in considerazione la possibilità come dice Valechaos di metterlo facoltativo, perchè diventi un lavoro veramente sentito e non semplicemente un “compito”, ma temo che per risparmiare tempo, pochi studenti lo sceglierebbero (dipende cos’è l’alternativa).

  7. Federico Dice:

    Trovo che l’idea di realizzare un blog all’interno del corso sia oltre che interessante, davvero utile per gli studenti che fanno fatica ad avvicinarsi a questo mondo, un po’ per disinteresse e un po’ perché credono che serva a poco. Il fatto di avvicinarli e spingerli ad aprire un blog, aiuta lo studente (parlo per esperienza personale) a cercare di utilizzare uno strumento oramai diffusissimo, il creare e postare le notizie aiuta a migliorare nello scrivere e a cercare di utilizzare strumenti alternativi per arricchire le notizie stesse (ad es: i pdf da poter scaricare, i video da linkare, le immagini da modificare e inserire all’interno del testo). Sarà proprio il crescente numero di visite e l’incremento dei commenti ad appassionare gli stessi studenti a continuare in questa avventura anche una volta finito il corso.

    Inoltre, le piattaforme per creare il proprio blog sono diverse, quindi i ragazzi di sicuro non sceglieranno tutti la stessa e in più bisogna tenere conto che molti studenti ne avranno già uno personale, visto la grossa diffusione di questi anni. Proprio questa situazione potrebbe portare verso la fine del corso a creare una sorta di resoconto su quali pro e contro si possano riscontare sulle diverse piattaforme che forniscono il servizio, tabella creata dagli stessi studenti che si confrontano sulle eventuali difficoltà incontrate.

  8. Marco Sb Dice:

    Precisando che i laboratori di Mazzetti sono diversi dal corso di Teoria e tecnica, posto gli interventi sopra e mi riconfermo d’accordo con i blog. Tante teorie espressive, tante idee e altrettanti modi per farle (video/foto/musica/testo).

    Una bella idea davvero

    Marco

  9. cordef Dice:

    9.

    Sul tema del blog lascerei la massima libertà così come sul fatto di realizzare un blog personale o insieme con altri (3-4 persone max). L’unico vincolo è che il tema stia davvero a cuore di chi lo sceglie per il suo blog. Rispetto alla valenza lavorativa penso che ci sia: tutti gli “adulti” con cui parlo si dichiarano molto, molto interessati al tema e al suo utilizzo anche in ambito lavorativo. Aggiungo che se i post sono improntati ad un sano principio di granularità dell’informazione il blog si configura come uno splendido repository di informazioni a costo zero ad elevata interattività e a facile gestibilità.

  10. dap Dice:

    realizzare un blog come esercitazione e prova finale di un corso sarebbe un’ottima cosa, ammesso ke i limiti imposti allo studente siano poki, o meglio ancora.. nulli.

    blog vuol dire fantasia, ma soprattutto LIBERTA’ di espressione..

  11. mattia Dice:

    In caso si decidesse per il blog, credo che il prof dovrebbe però imporre un vincolo: il blog non deve nascere con l’inizio del corso e morire una volta ottenuto il voto dell’esame, sarebbe uno spreco di tempo e risorse. Un’idea potrebbe essere quella di un continuo passaggio del testimone tra chi inizia e chi finisce i corsi di Cordef, in modo che il blog evolva nel tempo…

  12. cordef Dice:

    Mmhhh… Propendo per una totale libertà di tema. E non penso sia utile imporre il blog come una condanna all’ergastolo: io stesso non posso sapere oggi se e quando andrò avanti…

  13. Mac Gyver Dice:

    ? Cosa diresti se le dedicassi al tema “realizzare un blog“?

    Sarebbe sicuramente uno strumento in più rispetto agli altri.
    Molto utile per quel che riguarda la comunicazione alternativa.
    In un contesto lavorativo lo si potrebbe prendere in considerazione, con dei limiti ovvio, non tutti mestieri possono essere integrati da un blog.
    In altri contesti darebbe libero sfogo alla fantasia, con anche in questo caso dei limiti.
    Personalmente navigando sono passato su molti blog, alcuni anche di qualche ragazzo che scrive su questo blog, e, in alcuni casi, si denota che non tutti attirano l’interesse delle persone…io li chiamo blog “a ruota libera”: calderoni di idee, di temi, di post incoerenti l’uno con l’altro, argomenti su argomenti, zero commenti in 70 post e oltre, voti personalizzati dall’utente autore del blog ecc ecc… Insomma, dedicati a se stessi, dunque dei diari personali in rete!
    Senza l’interazione diretta con gli altri utenti tramite commenti, l’utilità del blog diventa nulla.
    Questa è perdita di tempo…credo.

  14. lary1984 Dice:

    @ Marco Sb: “Precisando che i laboratori di Mazzetti sono diversi dal corso di Teoria e tecnica”…io intendevo i laboratori entro il corso di Teoria e Tecnica del Linguaggio Radiotelevisivo, cioè le ore in cui venivano a parlare gli assistenti che si occupavano di montaggio, regia ecc… Non ho fatto altri corsi con Mazzetti!!!

    @ Mac Gyver: blog come calderoni di idee? si è vero spesso il blog diventa una fabbrica delle idee perchè non tutti sono interessati ad uno e un solo argomento…ma con l’uso delle categorie e dei tag il tutto può risultare comunque ordinato e ricercabile! Credo che la capacità di spaziare da un argomento all’altro non sia da vedere in modo negativo, ma come una dimostrazione di competenze multiple e svariati interessi.

    Sono d’accordo sul lasciare ampia libertà ma trovo poi difficile seguire un criterio standard di valutazione (presenza/assenza di aspetti chiave del blog?!), questo è un aspetto che andrebbe considerato.

  15. Guido Dice:

    L’idea è affascinante, tutte le creazioni effettuate durante il corso, tutti i file pdf, le foto e le ricerche online possono finire all’interno del blog.
    Sono d’accordo con Dap sulla totale libertà di questo, invoglierebbe lo studente a farlo su qualcosa di interessante: “se non ci sono vincoli, beh, allora lo faccio su quello che mi piace, unisco l’utile al dilettevole” (come poi è stato per l’Ebook)
    Pensavo che nell’era moderna, oltre all’inglese, essendo internet l’abc delle aziende, se dovessi creare un curriculum, la parte sul blog potrebbe rivelare molte cose.
    Se ho un blog significa che con internet ci so fare,
    se ho un blog mi piace parlare di me, quindi ho buone capacità relazionali,
    se ho un blog sono intraprendente, appassionato, e se ce l’ho pure graficamente interessante, ho anche delle doti giornalistiche o pubblicitarie.
    Ecco perchè sarebbe estremamente interessante proporre la creazione di un blog all’interno di un corso universitario. Stimolerebbe la fantasia (che all’interno della comunicazione è solo fondamentale) e metterebbe passione nella frequenza del corso e nella realizzazione del progetto.

  16. Marco Sb Dice:

    Dal corso di Nuovi Media ricordo con affetto l’incessante ricerca del prof verso motori “visuali”, che mostrassero i contenuti a vista più che con miliardi di scritte.

    PicLens ( https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/5579 ), un addon disponibile per vari browser (il collegamento è valido per chi utilizza Mozilla Firefox) rende la navigazione sensazionale.

    I risultati vengono presentati come anteprime su un immaginario sfondo tridimensionale dove, con un clic del mouse, possiamo far ruotare a destra o a sinistra i risultati, esattamente come si faceva con i vecchi faldoni (o con l’iPod Touch).

    Cliccando vediamo un risultato ingrandito con una qualità fotografica più che soddisfacente: sotto compare il link per raggiungere il sito da cui proviene l’immagine.

    Una vera rivoluzione, provare per credere, incredibile che sia ancora gratuito. Approfittatene!

    Marco

  17. Mac Gyver Dice:

    Lary1984, visto il tuo tentativo di blog, capisco il tuo spassionato amore per l’argomento ma forse bisogna chiarire un paio di cose:

    - avere tag e categorie mi sembra uno strumento implicitamente funzionale all’esistenza del blog stesso, se no dov’è il valore aggiunto del non scrivere su carta?!?!?

    -scrivere su un blog personale e trattare argomenti disparati, presuppone anche la capacità di saper esporre temi che stimolino l’interesse e la partecipazione di altri utenti.
    E, come conseguenza, dovrebbero presentarsi i cosiddetti commenti (invisibili nel 90% dei blog che ho trovato in rete).
    Altrimenti ognuno si scrive il proprio diario segreto giorno per giorno e se lo tiene nascosto nel comodino o sotto il materasso (o con word se odiamo la carta).

    E’ vero, rendere le cose appettibili non ce lo insegna nessuno, qualche cosa la si impara, ma il resto, bisogna un pò avercelo dentro…credo!
    Ecco cosa intendo per “calderone di idee” accennato poco sopra… tradotto, a volte, anche in perdita di tempo!

    Non te la prendere Lary1984, non ho preso in esame nessun caso specifico… ;-)

  18. lary1984 Dice:

    @ Mac Gyver:

    Io non so se tu abbia o meno un blog (visto che non hai nessun link nel nome, posso ipotizzare che tu non ce l’abbia o che tu non lo voglia rendere pubblico…), comunque il fatto che siano o meno presenti commenti non significa che un post sia o meno letto. Spesso gli utenti del Web capitano sul blog, leggono e non rilasciano alcun commento…Personalmente mi è capitato con tantissimi post (Twilight, Lavagna interattiva multimediale, Progetto EcoCasa tanto per citarteli) che vengano letti da tantissime persone (con veri e propri picchi di visite) ma nessuno abbia lasciato segno del suo passaggio. Posso ipotizzare che le ragioni siano svariate: il fatto di non volersi esporre dichiarando le proprie idee, timidezza (e ti assicuro che mi è stata confermata questa ipotesi da un’amica che conosco ma si vergogna a scrivere sul blog), poca volontà e poco spirito di partecipazione.

    Anche se nella mia tesi ho già preso in considerazione il fatto che la presenza e il numero di commenti sarà una variabile da considerare riguardo la qualità del blog, so benissimo che si tratta di una variabile che da sola non può essere considerata attendibile. Per sapere realmente quanto è di qualità un blog, occorrerebbe visualizzare le statistiche.

    Ti sembrerà strano ma i post più letti (nel mio caso personale) sono i post riguardanti gli appunti di esame (e immagino che tu ti riferissi proprio a quelli parlando di perdita di tempo e di poca stimolazione di interesse altrui) e molti altri post che NON contengono commenti.

  19. Mac Gyver Dice:

    Lary1984 non c’è bisogno che mi dichiari il fatto che nessuno commenta i vari post del tuo blog e che mi esponi le ragioni per le quali gli utenti non rilasciano i propri pensieri in reazione ai tuoi argomenti…Lo vedo da solo.
    Ma grazie della tua spiegazione…Non mi serviva.

    Comunque, credo ti sia persa l’ultima frase:

    “Non te la prendere Lary1984, non ho preso in esame nessun caso specifico… ;-)”

    che semplicemente significa che non sto parlando del TUO…ma invece, sto parlando della mole di blog che ho visto di recente e non…

    Abbiamo la coda di paglia o mi sbaglio?

  20. lary1984 Dice:

    @ Mac Gyver (ma anche per la discussione in generale):

    Non mi sembra il caso di aprire una discussione così infantile qui in questo blog, se hai consigli o giudizi da dare in riferimento a me e al mio blog, fallo sul MIO blog cortesemente. Eviteremmo di andare fuori discussione e di non essere che fastidiosi per gli altri.

    Ho letto perfettamente ciò che hai scritto nel penultimo commento e so che non ti riferivi esplicitamente a me ma in generale a tutti i blogger, però ho sentito il bisogno di parlare della mia esperienza perchè è quella che conosco. E credo di essere rimasta in tema con la discussione visto che ho parlato dei commenti, di come vengono usati e del loro utilizzo come variabile di giudizio in relazione allo strumento.
    La mia puntualizzazione in merito ai commenti era legata al fatto di valutare in sede di esame di Nuovi Media un blog: credo che bisogna stare attenti a prendere i commenti come metro di valutazione e su questo vorrei sentire anche l’opinione di Cordef…

  21. Mac Gyver Dice:

    Nessuno ha chiesto di aprire discussioni infantili Lary1984.
    o mi sono perso qualcosa?
    Il tuo blog non necessita una mia risposta…Consigli non te ne devo dare di certo io, non sono un moderatore…
    Non ho criticato niente del tuo modo di esporre gli argomenti e non mi sono mai permesso di entrare nel merito del tuo diario on-line.
    Mi sono sempre mantenuto su una linea di critiche COSTRUTTIVE se non ci eravamo ancora intesi…Ma la coda di paglia pare bruciare sempre di più. Ho semplicemente esposto il mio punto di vista per quello che è la MIA esperienza da navigatore.

    I commenti sono un importantissimo metro di valutazione di un blog, ne dipende la sua rilevanza in rete…Altrimenti che ci sta a fare sulla rete!?!?

  22. cordef Dice:

    ohibò: grazie a Marco Monti e a Lara Barilli per la mole di commenti che mi fanno guadagnare punti in termini di statistiche di “utilità”. Ho però l’impressione che stiate andando fuori tema: il post cercava di avere i commenti degli studenti (passati e futuri) circa la presenza di alcune lezioni/incontri sul tema blog nel corso di Nuovi media 2008-2009. A parte ciò ho l’impressione che vi stiate scaldando troppo: un bravo studente di comunicazione deve riuscire a mantenere un aplomb da vecchio inglese anche quando vorrebbe prendere per il collo l’interlocutore. Quindi, per cortesia, commenti cortesi scritti per fare del bene a chi legge.

  23. Mac Gyver Dice:

    Prego prof, non mi è costato nulla…
    Secondo me si sbaglia, io non sono andato fuori tema, ho solo presentato ciò che ritengo rilevante per un soggetto che si impegna a scrivere un blog, senza entrare nel merito personale di nessuno.
    Semplici botta e risposta tra chi consigli/propone e chi evidentemente non tiene il sangue freddo e si sente preso in causa senza motivo.

    Peace&Love
    ;-)

  24. Marco Sb Dice:

    Anche a me tempo fa è successa una guerra di commenti (sia qui che sul mio blog personale).

    Alla fine il consiglio migliore è: lasciar perdere e, senza perdere le staffe, motivare con serietà ed argomenti validi le proprie ragioni.

    Chi urla più forte non ha per forza ragione.

    Marco

  25. Flavio Dice:

    Il fatto è che, caro Mac, in quasi ogni tuo commento fai prima la parte del commentatore innocente per poi piazzare, qua e là, qualche stoccatina e frecciatina nemmeno troppo velata.

    Detto questo, e tornando IT, quella del blog è tutto sommato una buona idea e non intendevo screditarla col mio primo commento: ma a questo punto bisognerebbe fissare delle direttive, altrimenti il corso insegnerebbe a costruire un “semplice” blog personale – che è cosa ben diversa rispetto ad un blog aziendale (e dato che, a memoria, il corso di NM ha un’impronta molto ben orientata al “saper fare”, torno a ribadire che a mio giudizio le lezioni ancora da coprire andrebbero occupate con qualcosa spendibile successivamente nel mondo del lavoro)

  26. micaela Dice:

    Mi pare un’ottima idea… il blog non è così facile nè da gestire nè da costruire, e le capacità comunicative dell’autore sono un plus!

Lascia una Risposta