Francesco Alberoni scrive chiaro
Pubblicato da cordef su Maggio 8, 2008
e per questo motivo leggo volentieri i suoi corsivi sul Corriere della Sera del lunedì. Li consiglio a tutti gli studenti di Comunicazione: per imparare a scrivere non c’è niente di meglio che leggere chi sa scrivere in modo chiaro. E poi, spesso, Alberoni mette il dito nella piaga:
“…senza una meta, senza un progetto, senza la guida della volontà, il fuoco della passione diventa cenere. Questo è il problema educativo della nostra epoca. Accendere e conservare negli adolescenti e nei giovani la passione, ma dar loro una meta, una disciplina, trasformarla in vocazione.”(→ Il fuoco della passione è cenere se manca una disciplina, Corriere della Sera, 5.05.2008, p. 1).
Ah già: la disciplina… Da militare odiavo la disciplina fine a sé stessa. Da docente tocco con mano la mancanza di disciplina nello scrivere: la grande maggioranza degli studenti che incontro non sa scrivere in modo corretto. Come mai? Semplice, nessuno si è mai preso la briga di correggerli. A farlo si perde un casino di tempo: segnalare ai 16 studenti di Editoria i refusi presenti nei loro e-book mi ha richiesto una decina di ore. La disciplina fa perdere tempo a chi la impone. Hai capito adesso perché c’è poca disciplina nelle università italiane e come mai troppi laureati non sanno scrivere?
Maggio 8, 2008 a 10:06 am
Sulla scrittura e il rapporto con l’attualità, costituita dai nuovi media, segnalo un interessante articolo di Bianca Ruggeri, “Scrittura e Nuovi Media”.
In particolare quello che riguarda il cambiamento del concetto di scrittura con l’entrata in scena dei nuovi media:…la rimediazione della scrittura fatta dalle nuove tecnologie mette in crisi il paradigma classico del testo e dunque dell’insegnamento e i riferimenti alla scrittura mediante weblog: Duccio Demetrio (Università di Milano Bicocca) auspica la diffusione di un particolare tipo di scrittura, quella autobiografica - e di cui già il web offre peculiari varianti cfr. blog, webcam - perché essenziale esercizio cognitivo di registrazione del sé, ripensamento della memoria e di quell’interiorità opalescente così difficile da decodificare. La scrittura autobiografica implica un progetto autoformativo e pedagogico di ristrutturazione del pensiero e della coscienza.
Maggio 8, 2008 a 12:39 pm
un articolo che mi lascia di sasso per la sua fantastica chiarezza: corro subito a leggerlo! Rimediazione, paradigma, esercizio cognitivo, interiorità opalescente: caspita!
Maggio 9, 2008 a 9:34 am
Volevo precisare a Billy che l’articolo che ho segnalato non riguardava la “chiarezza” ma l’insegnamento e la diffusione della scrittura all’interno dell’ambiente universitario, nel rapporto tra studenti e docenti (seconda parte del post di Cordef).Il fatto che si utilizzino termini complessi non significa che il concetto che viene trasferito non sia chiaro, basta leggere con attenzione.