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Privacy per i voti ma non per i redditi

Pubblicato da cordef su Maggio 1, 2008

nel nostro simpatico paese un viceministro in caduta libera può decidere di pubblicare su internet i redditi di tutti i contribuenti italiani mentre è considerata violazione della privacy pubblicare i voti e i nomi degli studenti di un corso universitario.

Su questa ennesima pochade all’italiana:

20 Risposte a “Privacy per i voti ma non per i redditi”

  1. dap Dice:

    pubblicare i voti con nome e cognome è una kiara oscenità, ke qualcuno purtroppo continua a proporre in diverse università italiane. c’è ki utilizza il metodo del numero di matricola, ma anke qllo è da considerarsi antico e poco sicuro.
    in norvegia, per esempio, ogni studente ha un numero identificativo ke cambia ad ogni esame. lo si apprende accedendo alla propria pagina personale del portale dell’uni, e in qsto modo è praticamente impossibile riconoscere il proprio compagno di corso quando vengono esposti i risultati.

    sui redditi pubblici, c’è da sapere ke lo scandalo è scoppiato con la pubblicazione in rete.. ma in realtà è sempre stato possibile accedere a qsto tipo di informazioni privatissime, semplicemente recandosi all’ufficio delle entrate in città.
    quidni pubblicarle online semplifica semplicemente il lavoro ai curiosoni e alle mafie..

  2. Luca Dice:

    Io non condivido la scelta del Tesoro, ha ragione chi non vuole che vengano pubblicati perchè è un informazione segreta, che in alcuni casi potrebbe favorire estorsioni e sequestri.
    Si potrebbe pubblicare in internet, ma solo se il soggetto acconsente alla pubblicazione!

    Per quanto riguarda il discorso universitario, concordo pienamente con quello che dice Dap!

  3. cordef Dice:

    bah, prendo atto: quando ero studente i voti venivano affissi in bacheca e non ho mai pensato che fosse un problema anche quando prendevo un 18 o non passavo. La viscata di pubblicare i redditi perché così si combatte l’evasione fiscale mi sembra una totale fesseria. Comunque OK: male pubblicare i voti e bene pubblicare i redditi.

  4. Flavio Dice:

    A dire il vero anche io non capisco perché non si dovrebbero (potrebbero?) pubblicare i voti universitari con nome e cognome, cosa che peraltro accade in diverse forme fino alle scuole superiori. Forse mi sfugge qualcosa nel ragionamento: qualcuno saprebbe argomentare più dettagliatamente la propria posizione? Dire solo che è “una chiara oscenità” è un po’ debole a mio avviso.

    Sul fatto della pubblicazione dei redditi online mi riservo di rifletterci ancora un po’, anche se ho letto (distrattamente, lo ammetto) che altrove è una pratica diffusa da tempo e che non suscita così tanto clamore.

  5. Luca Dice:

    Io penso che il problema principale sia questo, per qualsiasi informazione di tipo personale deve esserci un autorizzazione da parte del soggetto interessato.
    Penso che sia un mio diritto non far sapere a terzi il mio voto o il mio reddito.
    Certo, sul discorso dell’ evasione dovremo parlarne a lungo,all’ estero è da anni che vengono pubblicati, forse perchè non c’è un evasione come la nostra.
    Però do ragione anche a chi sostiene che pubblicando i redditi, possano esserci problemi legati alla criminalità.

    Concludo dicendo che siamo un paese che su alcune cose è molto molto molto indietro, facciamo pena!

  6. lary1984 Dice:

    Non ci trovo nulla di sbagliato nel pubblicare i voti degli studenti, anzi credo sia un incentivo a migliorare la propria performance visto che diventa di pubblico dominio!!!

    Per quanto riguarda i redditi degli italiani credo che la questione della pubblicazione meriti un attimo di riflessione: ci sono certo svantaggi legati alla criminalità e alla privacy (quindi forse la pubblicazione online è un po’ troppo “aperta”), ma dall’altro lato credo che il fatto di rendere pubbliche le dichiarazioni possa essere uno strumento di “controllo morale” da parte dell’ambiente sociale. Per le persone in buona fede è riconosciuto dalla società il loro contributo al benessere dello Stato; per quelle in malafede o i cui redditi sono poco trasparenti può nascere una specie di “sanzione a livello sociale” che, forse, può spingere a una maggiore correttezza.

  7. Silvia M. Dice:

    Personalmente non avrei problemi a veder pubblicati i miei voti, al liceo i voti di tutti (con nome e cognome) erano posti in bacheca e chiunque poteva vederli e così anche per la maturità.
    Se ora, all’università, nome e cognome vengono rimpiazzati da un numero di matricola per me va bene uguale. Tanto i curiosoni se vogliono sapere il voto di una persona riescono comunque a scoprirlo. Se si decide di tenerli privati, tanto meglio, ma in ogni caso a me non cambierebbe proprio niente.
    Per la questione privacy sui voti: perchè vi è differenza tra i voti presi all’università e quelli del liceo?

    Per quanto riguarda i redditi online, per me è stato un atto di pura follia, volto ad attirare curiosi ed aumentare atti criminali.
    E’ vero all’estero i dati sono pubblici, ma chiunque si metta a visionarli viene IDENTIFICATO mediante un login, nel nostro caso questo non avveniva.
    In più anche se i dati nel sito sono stati bloccati, questi continuano a girare nelle reti “peer to peer”. Qui come ce la garantiscono la privacy?

  8. dap Dice:

    volevo aggiungere ke si è vero, pubblicare i redditi online è pericoloso. xò non dimentikiamoci ke il problema di fondo sta nella MENTALITA’ del popolo.

    http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/economia/redditi-online/finlandia-marrese/finlandia-marrese.html

    come testimonia qst’articolo de la repubblica, in FINLANDIA, paese Civile, x sapere il reddito del proprio vicino di casa non c’è neanke bisogno di connettersi: basta mandare un SMS all’agenzia delle entrate col nome e cognome della persona interessata. e automaticamente si riceve il messaggio con tutti i dati rikiesti.

    la differenza? è ke lì non esiste mafia, non esistono rapimenti di persona, e soprattutto la gente non nasconde niente a nessuno, xkè vige l’onestà.

    …proprio come in italia..

  9. Luca Dice:

    Bravissimo Dap, concordo con te con il tuo ultimo messaggio, hai perfettamente ragione, solo in Italia succedono queste cose, probabilmente perchè negli altri paesi non c’è così tanto sommerso.
    Che vergogna!

  10. Flavio Dice:

    E’ vero all’estero i dati sono pubblici, ma chiunque si metta a visionarli viene IDENTIFICATO mediante un login, nel nostro caso questo non avveniva.

    Questo però non è un grande fattore di sicurezza, data la facilità con cui in Internet ci si può creare una falsa identità; e se pure ci fosse un sistema sicuro per identificare le persone che accedono ai dati, in che modo ciò inciderebbe come deterrente su un eventuale intento criminale di tale accesso?

    Nel frattempo attendo ancora che qualcuno dei “proibizionisti del voto pubblico” mi spieghi le proprie ragioni.

  11. dap Dice:

    flavio, io sono un “proibizionista del voto pubblico”.

    potrei subito capovolgere la questione, dicendo: ma xkè c’è tutta sta voglia di avere i voti pubblici? l’esito di un esame è personale.. una volta ke si sa il proprio, a ke serve sbirciare quelli gli altri?
    una possibile risposta potrebbe essere “per sapere com’è andato in generale anke agli altri”, ma a quel punto, a ke serve mettere nome e cognome? voti e numero identificativo dello studente sono + ke necessari. o no?

    stessa cosa per il liceo,le medie e le elementari. il voto è privato, e sbandierare ai 4 venti le capacità di uno studente è, a mio avviso, solo controproducente; sia per lo studente ke diventa soggetto di banali critike e gratuiti pettegolezzi, sia per ki sbircia, xkè invece di migliorare se stesso, continua a kiedersi il xkè dei voti degli altri!

    o no?

  12. Luca Dice:

    Concordo sempre di più con quello che dice Dep, il discorso non è che se si mettono i cognomi alle superiori, si debbano mettere anche all’università.
    Dal mio punto di vista è sbagliato pubblicare i voti con nome e cognome, sia che questo avvenga alle superiori sia che avvenga all’ università, mi spiegate a cosa serve oscurare i voti di uno che venga bocciato alle superiori?A cosa serve?Mah!

    Per me ha ragione Dep quando dice che queste cose all’estero non accadono, ha perfettamente ragione, per forza, all’estero non si evade come dai noi.
    Per di più chi evade da noi, lo dice anche, si sente fiero!

    Concludo dicendo che i problemi dell’ Italia non sono questi e mi fa pena vedere che i telegiornali continuino con questa vicenda.
    Che pena davvero, si parla di privacy quando tante famiglie non arrivano alla fine del mese.

  13. Marco Sb Dice:

    I voti e il reddito sono dati sensibili e andrebbero tutelati.

    Per i voti (soprattutto alle superiori) c’è la gogna pubblica, per cui se vai bene regolarmente sei un secchione, se vai male e sei un leader parte il coro dei “poverino” altrimenti diventi un perdente (non carino e pure negato sui libri).

    Per il reddito se ne sono viste veramente delle belle.
    Grillo ora è stato rinnegato dai Grillini (i suoi adepti), la libertà da lui tanto invocata sulla Rete gli si è rivolta contro, il noto blogger ha incassato oltre 4 milioni di euro nel 2005 e vuole imboscare tutto: peccato che con il sistema P2P (Emule, Shareaza, Kazaa…) il file abbia già fatto il giro di tutto il mondo e ora sia fuori controllo (fonte e notizia completa: http://www.tgcom.mediaset.it/tgtech/articoli/articolo411749.shtml ).

    Dò atto a Grillo dell’enorme lavoro che fa e me ne compiaccio, ma questo volersi nascondere ha scatenato diverse reazioni contrarie; se il Web è libero dev’esser libero d’esser rivelatore/contrario nei tuoi confronti no?

    Marco

  14. Marco Sb Dice:

    Errata corrige:
    Grillo non vuole imboscare il suo reddito (tant’è che i 4 milioni e passa di euro sono stati regolarmente dichiarati) ma voleva (come tanti, del resto) nascondere il proprio.

    Il problema è che su Internet (e le reti P2P sono nate per questo) tutto è immediatamente condivisibile e quindi ormai la notizia è di dominio pubblico.

    Credo che i Grillini si siano scagliati contro di lui per una mancanza di coerenza: lo smascheratore delle truffe si scopre che guadagna enormemente (e meritatamente, visto che tanti lo seguono e vanno ai suoi spettacoli) e questo cozza con gli ideali del “vendicatore povero”.

    Il reddito è un dato talmente privato che nei questionari viene espresso in fasce (1.000-5.000 euro, 5.001-9.000 euro e così via…); fate un po’ voi…

    Marco

  15. Flavio Dice:

    Ovviamente quella dei “proibizionisti del voto pubblico” era una provocazione. Se ci guardi infatti non ho mai detto che i voti debbano per forza essere pubblici: era solo un’eventualità che, nel caso dovesse verificarsi, non accoglierei con grida di scandalo. Nel frattempo però (nel valutare la questione nella sua globalità) mi chiedevo come mai una certa parte di commentatori difendesse con tanta insistenza la privacy scolastica.

    Per la questione dei redditi vedo dei pro e dei contro nella loro pubblicazione online, fermo restando che anche senza il Web si tratta comunque di dati ugualmente accessibili offline (certo, magari non con la stessa facilità/velocità, però il risultato finale è lo stesso).

  16. Marco Sb Dice:

    Vorrei riportare un caso successo a Scienze della Comunicazione due anni fa.

    Un docente ebbe la geniale idea di pubblicare sul portale nella sezione NEWS (quindi accessibile da tutti anche senza loggarsi) i voti dell’esame con numero di matricola, nome e cognome.

    Mi ricordo la bagarre, un vero e proprio putiferio come violazione della privacy e via dicendo.

    Ma, alla fine, riflettiamo sulla vicenda: se sei andato bene gli altri possono invidiarti, se anche non l’avessi passato cosa possono dirti? Ridere? Chissà quanti esami non hanno passato loro!

    La rabbia c’è stata per il numero di matricola reso pubblico: ma attenzione, non è il codice di una carta di credito, è solo un numero, senza password non vale nulla.

    Secondo me non ci si dovrebbe vergognare della propria carriera scolastica, basta un po’ di maturità per capire che, nel bene o nel male, è uguale a tante altre, con voti da applausi e con insuccessi.

    L’amico ti consolerà e chi ti trova antipatico ti deriderà: ma se i voti sono veramente pubblici la cosa gli si ritorcerà contro (quando gli capiterà) e capirà cosa vuol dire.

    Marco

  17. dap Dice:

    volevo PRECISARE ke grillo non ha mai detto di essere povero, e non c’era bisogno della pubblicazione dei redditi per immaginare quanto possa guadagnarci con gli spettacoli SEMPRE “SOLD OUT” ke fa. purtroppo in italia se uno è ricco è costretto ad andare in giro col mercedes..sennò è un bugiardo che cerca di nascondere le proprie rikkezze..

    e poi non c’è stata nessuna rivolta dei grillini. semplicemente qualcuno sul suo blog gli si è scagliato contro, senza capire i motivi ke hanno spinto grillo ha denunciare qst’oscenità di visco; bisognerebbe RICORDARSI KE ki scrive sul suo blog non sempre è un suo sostenitore, visto che kiunque può lasciare un commento senza bisogno di login o C-E-N-S-U-R-E varie…

    ma ascoltando i tg e leggendo i giornali corrotti, è facile capire tutto al contrario.

  18. Marco Sb Dice:

    Il TG.COM può esser fazioso, non sto dicendo il contrario, ho solamente riportato una notizia.
    Ognuno la legge come gli pare; secondo me con i soldi che ha fa bene a goderseli, il problema è che molti hanno aspettative sbagliate.
    Marco

  19. Marco Sb Dice:

    Per parità d’informazione riporto link a vari giornali online sull’argomento privacy e reddito Grillo

    Corriere della Sera: http://www.corriere.it/economia/08_aprile_30/grillo_redditi_170188ea-16b6-11dd-8b67-00144f02aabc.shtml

    PrimaDiNoi (con analisi ai commenti dei grillini):
    http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=15104

    Il Giornale:
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=258729

    Marco

  20. Mac Gyver Dice:

    Wikipedia definisce il termine privacy in questo modo:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Privacy

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