“I luoghi comuni della sinistra «politicamente corretta» sono diffusi in modo leggero ma capillare. Per molti cittadini progressisti o illuminati se voti Forza Italia come minimo sei un affarista, un mafioso, o un abbindolato. Se voti Lega sei una persona rozza, egoista e intollerante. Se voti i post-fascisti non hai diritto di sedere al desco dei veri democratici. Se sei di sinistra e ti capita di comprare il Giornale ti guardano come se avessi acquistato un rotocalco pornografico (è successo a me).”
Così scrive Luca Ricolfi (→ Sondaggi e “partiti maledetti” La Stampa 17.04.2008 ) per spiegare l’errore di previsione dei risultati elettorali: gli intervistati si sarebbero vergognati di confessare che avrebbero votato per il PDL.
BTW: ammesso e non concesso che la cosa ti interessi io, qui in VdA, ho votato per “Il Galletto” (che cos’è? Cerca sul web).
04/18/2008 alle 9:42 am
Non conoscevo il partito con il simbolo del gallo, curioso!
Ho letto l’articolo di Ricolfi, non nego che ci sia una parte di verità in quello che dice, anche se quest’anno, a differenza del 2006, si è notata meno la smania del sondaggio e dell’exit-pool, forse a causa dei risultati tragici di due anni fa, che hanno messo in bilico la credibilità della statistica in ambito politico, ma si sa (e ne parlavo giusto due giorni fa con la prof. di statistica) il metodo usato durante l’elezioni non è propriamente corretto, si fa confusione fra intenzione di voto e comportamento di voto. Se si volessero fare le cose bene, occorrerebbe fare “rivotare” gli elettori che escono dalle urne di nuovo in cabina come se stessero rifacendo ciò che hanno appena fatto in via ufficiale.
Ma credo che piuttosto che parlare dei luoghi comuni che influenzano la risposta ai sondaggi, meriti una riflessione il discorso sul processo di americanizzazione in parlamento. Credo sarebbe meglio spostare il discorso a cosa effettivamente si è votato.
E’ indubbio che il bipartitismo nato in modo ufficiale in Italia con queste elezioni, abbia creato una situazione alquanto “innovativa” in Parlamento, una situazione a cui noi italiani non eravamo abituati: l’amputazione degli estremi (ne ho parlato anche sul mio blog >> vedi i commenti al post sulle Elezioni 2008), di partiti come l’estrema sinistra che in Italia (e in particolare in Emilia Romagna) sono storici.
Credo che il dibattito dovrebbe concentrarsi sul chiedersi se effettivamente sia logico e rappresentativo degli interessi del Paese un simile processo.
Questo potrebbe essere argomento di un post a sè stante.
04/18/2008 alle 1:18 pm
Sono d’accordo con Ricolfi quando parla della “desiderabilità sociale” come fattore che spinge una percentuale dei votanti a mentire sul proprio voto. Ma perchè la maggioranza degli aventi diritto si lascia condizionare così tanto da una minoranza di intellettuali di sinistra che tra l’altro non siede nemmeno più in Parlamento?
Io sposterei leggermente la discussione verso l’incapacità di replicare alle accuse di quella minoranza. Come difendere la propria opinione davanti alla evidenza delle condanne passate in giudicato o prescritte del leader di Forza Italia? Come si può non sentire che il pluralismo è in pericolo se lo stesso uomo possiede TV e giornali e comanda in Parlamento? Il conflitto di interessi è sotto gli occhi anche dei forz’italioti, che sicuramente avranno letto, visto o sentito parlare di Grande Fratello e Quarto Potere. Lo stesso vale per le leggi ad personam come la depenalizzazione del falso in bilancio. Quale cittadino potrebbe difendere certi provvedimenti?
Eppure, nonostante le critiche di una sinistra troppo elitaria e la consapevolezza dell’inconsistenza di certi partiti, il popolo ha deciso per Berlusconi. Perchè? Perchè nonostante tutto, il vero potere di persuasione non ce l’ha la sinistra ma i mass media, che appiattiscono lo spirito critico e il senso di cittadinanza attiva e che, semplicemente, ti vendono un sogno, esattamente come le splendide pubblicità emozionali della Barilla, o dei profumi, che puntano a sollecitare la parte istintuale e irrazionale di noi per spingere all’acquisto.
E allora, se quella maggioranza di cittadini si vergogna ad ammetere che vota per Forza Italia, non è perchè si sente giudicata dalla sinistra ma perchè un barlume di coscienza ancora sopravvive nel mare di emozionalità e irragionevolezza che affoga le coscienze.
04/18/2008 alle 1:53 pm
La desiderabilità sociale può essere un motivo, ma in ambiente politico è anche diffusa la pratica di mentire ai sondaggisti, semplicemente per far risultare un dato che poi verrà (a sorpresa!) smentito.
Non credo che gli elettori di centrodestra si vergognino di ciò che votano, ma prima di tutto è probabile che molti di loro non sappiano nulla dei trascorsi giudiziari dei loro candidati preferiti, perchè non tutti gli elettori hanno la voglia o la capacità di informarsi da fonti non televisive. Infatti in alcuni corsi che abbiamo frequentato, ad esempio tecnica e intervista del questionario, ci è stato sottolineato come gli elettori di centrodestra abbiano statisticamente un livello di istruzione meno elevato di quelli di centrosinistra, e abbiamo visto con i nostri occhi persone che non sapevano che votando Forza Italia avevano votato l’onorevole Berlusconi.
C’è poi chi per votare non bada tanto ai candidati-persone, ma più al proprio interesse (”cosa ricevo se voto questo partito? meno tasse? bene!”), con una logica un po’ egoistica che può anche prevedere, perchè no, di tenere per sè il proprio voto senza rivelarlo ai sondaggisti.
P.S. Lara si dice exit poll!!! (pool=piscina)
04/20/2008 alle 12:26 am
Saluto Piero, che è intervenuto nel Blog, siamo compagni di corso e insieme condividiamo l’interesse alla politica essendo iscritti a due partiti politici!
Io non voglio entrare in merito al bipartitismo destra-sinistra, io condivido la posizione giornalistica di Ricolfi quando parla di “desiderabilità sociale”, non c’è da nascondersi dietro un dito, tutti siamo consapevoli del fatto che i media (televisioni, giornali, internet)influenzano le scelte, basti pensare alla pubblicità, figuriamoci per la politica, dove una frase può cambiare esiti che erano dati per scontati.
Concordo con Lara quando parla di potere dei mass media, ma c’è da dire che Berlusconi ha la televisioni, mentre i maggiori giornali italiani sono di sinistra, questo è sotto gli occhi di tutti no, quindi dal mio punto di vista i gli elettori sono al centro di un equilibrio mediatico.
Per finire, si concordo con Piero quando parla della sinistra, questo è il frutto di una politica fatta per non far governare qualcuno, hanno sbagliato atteggiamento e hanno pagato ad alto prezzo queste scelte, che a un popolo democratico come il nostro, non sono piaciute
04/20/2008 alle 6:14 pm
Ho letto l’articolo segnalato e mi sento di intervenire perchè quella sollevata da Ricolfi è una questione che mi ha sempre coinvolta in un qualche modo.
Vivo in un piccolo paese della bassa padana di radicata tradizione comunista, dove alle ultime elezioni il solo PD ha avuto più del 70% dei consensi. Nonostante questo, non mi sono mai preoccupata di esprimere la mia preferenza di voto che non va propriamente in tale direzione.
Ma non è tanto questo che è importante, quanto il fatto che, proprio per questa mia indole ad esprimere apertamente le mie idee, mi accorgo sempre più spesso che le persone che la pensano come me hanno paura di dirlo. Ora, io non so se sia desiderabilità sociale, vergogna o cosa. Quello che so è che quando io faccio capire o dico che sono un’elettrice di centrodestra, il mio interlocutore reagisce in due modi: o cerca di far valere le sue ragioni (anche un po’ insistentemente, ammettiamo)in quanto di ideale opposto; o trae come un sospiro di sollievo. In questo secondo caso se, ad esempio, si sta parlando di un tema scottante in termini generali, la persona rimane in bilico, non sa bene cosa dire. Poi appena io rendo palese cosa penso e secondo quale principio, il mio interlocutore improvvisamente si illumina e inizia a confrontarsi con me, cambiando letteralmente atteggiamento. Quasi a voler dire:”Allora non sono solo! Posso parlare!”
Ovviamente sto un po’ enfatizzando, però avverto spesso un timore generale che dilaga tra gli elettori di centrodestra. Io l’ho sempre attribuita, nel mio piccolo, ad una paura di sentirsi un po’ ingenuamente esclusi rispetto ad un microcosmo come quello del mio paesino. Ma capisco che da un timore locale ad un senso di vergogna su scala nazionale, il passo è breve e, in questa direzione, l’articolo di Ricolfi mi ha dato la possibilità di trovare risposta ad alcuni miei interrogativi e di chiarire alcuni miei pensieri al riguardo. Credo lo girerò ad altri amici.
12/13/2008 alle 1:30 pm
In merito alla politica (di sinistra, si parla di PD infatti) e uso del Web 2.0 segnalo questo ricco e interessante articolo.
<a href=”http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/12/12/le-primarie-del-pd-a-bologna-e-sul-web/”Le primarie del PD a Bologna e sul Web
Notare anche l’analisi dei blog dei candidati, secondo il metro dell’aggiornamento e del feedback.
12/13/2008 alle 1:32 pm
Scusate sistemo il link…
Le primarie del PD a Bologna e sul Web