Lauree nel caos

04/03/2008

è il titolo di un articolo di Ilaria Venturi ( La Repubblica ediz. Bologna, 2.04.2008). Interessante: parla dell’incapacità organizzativa di cui danno prova, spesso, le università statali. Tra le righe dell’articolo affiora il mito della laurea: il caos deriva dal fatto che la laurea triennale è per molte famiglie un evento cui non si può mancare. Per il primo laureato in famiglia ci si veste come per un matrimonio e si vuole assistere in massa ad un rituale laico assai poco gratificante: certo, i docenti indossano la toga sintetica, ma i laureandi vengono chiamati a gruppi di 10 per ascoltare il presidente della commissione che legge la proclamazione. Per dare un tono di ufficialità il presidente legge il giudizio scritto dal docente che ha seguito la tesi(na) dello studente. Ma che senso e serietà ha un giudizio per un lavoro da 5 crediti (125 ore)? Nelle facoltà di massa da cui escono centinaia di laureati a botta vi lascio immaginare che casino viene fuori ad ogni sessione.

? Perché non fare all’americana: laureandi e famiglie in un grande spazio (anche lo stadio va bene) e il rettore che chiama per nome, uno ad uno, ciascun laureando e gli dà il suo bravo pezzo di carta? Guarda un po’ com’è sono organizzati alla University of California, Los Angeles ( Commencement & graduation day). Prima o poi anche in Italia si penserà a migliorare l’organizzazione di questi eventi. Nell’attesa perché non pensi ad una tesina che documenti in un e-book multimediale con videoclip e slideshow l’attuale caos delle sedute di laurea?