è un modo per far uscire dal suo splendido isolamento quella strana coppia costituita da relatore/relatrice e laureando/a. E anche per evitare quella situazione ben nota in cui tutto il materiale semilavorato si perde per strada. Il blog permette invece di tenere la memoria storica di quanto si è fatto. In questo caso il blog deve essere aperto e gestito dal laureando che lo userà per pubblicare le sue idee man mano che le stesse prendono forma (e sostanza). Il relatore manda i suoi commenti. Il loro lavoro è aperto a tutti e tutti i visitatori possono inviare commenti. Problemi:
- essere copiati: ma la pubblicazione on-line del singolo articolo è un modo per fissare la data e il copyright, e poi, suvvia, chi è così cretino (o audace) da copiare qualcosa che è in divenire quando ci sono tesi già pronte?
- il testo che man mano appare nel blog viene riproposto in sequenze cronologiche (il più recente in alto) ma non logiche: il testo finito dovrà essere ricomposto dal laureando.
Questi limiti mi sembrano ampiamente compensati dai vantaggi propri dei blog (→ post Che cos’è un blog?). E in ogni caso il blog sarà poi il canale con cui dare visibilità alla tesi (→ post La prova finale della laurea triennale: tesi o tesina?).
? Tu che magari sei parte in causa come studente/laureando vedi altri limiti/problemi?
BTW: Tommy David ha rilanciato l’idea sul suo blog suscitando un buon numero di commenti interessanti.
02/15/2008 alle 9:11 am
Interessante ma…siamo pronti per questo? Voglio dire: se la si intende come un’idea da applicare solo al suo caso (= tesi di laurea con relatore Corrado de Francesco) allora si possono fare certe considerazioni, se invece – come mi è parso di capire – la si intende come un’idea dall’applicazione potenzialmente universale (= tesi di laurea con relatore Xxxxx Yyyyyy) le considerazioni possono cambiare in modo considerevole.
Limitandomi a questo secondo caso, e contestualizzando il discorso all’unica realtà che conosco bene (= UniMoRe), tra i problemi aggiuntivi posso individuare:
- problema di tempo: il blog è accattivamente, finanche funzionale allo scopo, ma porta via tempo; sicuramente più di quello impiegato a scrivere una semplice mail con allegata tutta la paccottiglia di allegati da mostrare al relatore; (allo stesso tempo, però, sicuramente meno di un incontro faccia a faccia laureando/relatore –> soprattutto se lo studente è residente lontano dalla sede universitaria)
- problema di disponibilità del relatore: non nascondiamoci la verità, quanti docenti attualmente rispondono tempestivamente alle mail? E quanti di loro sarebbero disposti a fare uno sforzo ancora maggiore nel monitorare costantemente uno o più blog dei loro laureandi, con tanto di commenti correttivi a margine? (i quali andrebbero ovviamente postati seguendo passo passo il lavoro dello studente – quindi: altro tempo e altra “fatica” – altrimenti non avrebbe molto senso)
02/15/2008 alle 9:51 am
Aggiungerei, anche se forse si tratta di un problema che affligge i blog in generale, la tendenza ad andare fuori tema. E’ facile, scrivendo in modo spontaneo e quasi colloquiale, lasciarsi andare a temi o argomenti che si spostano dal nucleo centrale del discorso.
Legato al problema tempo, anche il fatto di cercare fonti, link, risorse che siano credibili, aggiornate e non di seconda mano. Richiede tempo e volontà andare a reperire informazioni da siti “esperti” su un determinato tema.
02/15/2008 alle 10:10 am
Beh certo, però se apri un blog esclusivamente per la tesi non credo sia facile farsi trasportare fuori tema; al massimo possono giungere stimoli fuorvianti o “dubbi amletici” dai commenti dei visitatori esterni, ma se l’autore resta concentrato sull’obiettivo del blog non penso sia un grosso sforzo quello di mantenere lo scopo di partenza.
02/16/2008 alle 9:06 am
Aprire un blog solamente sul tema di una tesi o solo al fine di fare una tesi non credo sia la strada giusta per cercare spunti positivi. A volte il fuori tema può portare anche a delle idee a cui non si aveva pensato, cercando di assimilarle, svilupparle, e poi adattarle alla nostra tesi.
Se si cerca di comparare diverse piattaforme che offrono sevizi di blog (slinder, blogger, ecc), è giusto aprire vari blog per capirne il funzionamento, ma è giusto anche interpellare con una piccola intervista chi quella piattaforma la utilizza quotidianamente e sa quali possono essere i pregi e i difetti.
Per quanto riguarda i problemi che si possono creare, non vorrei che una discussione costruita sui commenti a un post, possa creare più confusione, che chiarezza al laureando. Spesso si possono ricevere informazioni utili, ma altre volte anche commenti del tutto inutili, che possono fare perdere un sacco di tempo allo studente che deve verificare le informazioni fornite.
02/16/2008 alle 9:38 am
I laureandi (laurea specialistica) di oggi sono molto diversi rispetto a quelli di 20 anni fa:
- la capacità di scrittura si è abbassata (vedi Tesionline)
- l’abitudine alla lettura di testi complessi si è abbassata (proliferazione di slide e fotocopie)
- le informazioni disponibili sono aumentate (Internet)
- fare un’outline è più difficile di un tempo (inflazione informativa)
- i laureandi di oggi sono molto più numerosi e cresceranno ancora nei prossimi anni senza nessuna selezione all’accesso.
Detto ciò, sarebbero necessari metodi didattici che sfruttino la tecnologia esistente e mirino a maggiore efficienza e efficacia. Il blog è uno strumento semplice e a costo zero. Tuttavia, in presenza di laureandi tradizionalisti è meglio una politica di piccoli passi:
- uso dell’e-mail per inviare al relatore outline e blocchi di capitoli e ricevere dallo stesso commenti
- pochi incontri face to face (3-4 per una tesi specialistica).
Per fortuna, il problema in prospettiva non mi riguarda visto che nel 2008-09 non avrò corsi (e quindi laureandi) nella specialistica.
02/20/2008 alle 9:59 am
Il blog è come un figlio, va alimentato e nutrito giorno per giorno; se il materiale è scadente si ribella (commenti e voti negativi da parte dei visitatori) se è buono migliora (feedback positivi sia scritti che nei vari sondaggi).
Credo che per le tesi sia un pò prematuro utilizzare il blog, per via della mancata privacy e dei commenti a pioggia che spesso portano il blog su temi diversi.
Inoltre bisogna mantenere una certa coerenza; un blog che cambia argomenti senza soluzione di continuità perde credibilità, ma il periodo per definire il target preciso è almeno un rodaggio di qualche mese.
Credo che l’email, in attesa di blog riservati o ad accesso limitato, sia l’idea migliore.
Marco
09/07/2008 alle 9:50 am
Mentre facevo ricerche per la tesi sui blog dell’Università di Harvard, ho trovato un blog interessante. Questo laureando di Harvard ha creato un blog che segue passo passo il suo lavoro di ricerca e preparazione della tesi di laurea, molto ben organizzato e utile come spunto…
11/28/2008 alle 12:41 pm
In merito al rapporto fra i blog e la pubblicazione accademica, ho sintetizzato e rielaborato in questo post I blog e la pubblicazione accademica: quali nuovi scenari? le teorie e le riflessioni di Terry Anderson sul blog Virtual Canuck.