chissà quanti studenti lo dicono, lo pensano e si comportano di conseguenza. Tesine e tesi piene di refusi e spesso scopiazzate: “tanto il prof non legge“. Già, il fatto è che io lavoro per passione e senza guardare l’orologio: quindi, quello che gli studenti scrivono lo leggo sempre. E siccome sono abbastanza abituato a leggere vedo subito quando il testo non è stato scritto da uno studente. Come faccio a capirlo? Vieni al corso di Dati e testi on-line e lo saprai.
Cosa succede quando trovo pezzi copiati?
- A) Mi demoralizzo.
- B) Smetto di leggere il resto.
- C) Gliela faccio pagare.
Come? Semplice: all’esame glielo dico in pubblico e lo/la faccio sentire una “M…a”. E poi? E poi, visto che siamo in Italia e che il buonismo impera, magari gli/le do anche un 18: a patto che non mi capiti più fra i piedi. Eh sì perchè nelle università di questo curioso paese è vietato dare insufficienze.
All’estero copiare si chiama “plagiarism“: cerca con un motore e vedrai come le università USA trattano quelli/quelle che copiano… Se l’etica in università è un argomento che ti sta a cuore cerca “academic dishonesty“.
PS: oggi è domenica e avrei voluto, come sempre, scrivere un post di montagna ma ieri mi è capitato un ennesimo caso di scopiazzatura.
12/30/2007 alle 8:37 am
Ben detto. Copiare in generale negli studi è una pessima soluzione, ma farlo all’università è ridicolo. Bisogna alzarsi con i propri piedi e camminare da soli. Così si può crescere e imparare.
12/30/2007 alle 10:03 am
Coraggio prof, non si demoralizzi, il suo è un problema diffuso!
Un nostro prof delle superiori per individuare i copioni nei temi trascriveva alcune righe del testo in google per controllare se venivano da articoli e/o tesine.
In Italia purtroppo la filosofia del copia-incolla è molto diffusa; bisognerebbe rifiutare il testo copiato riportando la fonte e facendoglielo scrivere di nuovo. Non basta un copia-incolla per cavarsela ad un esame, qualunque materia ha la sua dignità ed importanza.
Vorrei concludere suggerendo un esercizio a professori e colleghi di studi; provate a redigere testi in Wikipedia ( http://it.wikipedia.org ).
L’argomento è libero, scegliete l’articolo che più vi pare (e se non c’è traducetelo dalla wikipedia britannica – http://en.wikipedia.org -); anche se non guadagnerete un euro a far tutto questo vi accorgerete che migliorerà il vostro stile di scrittura e a scrivere riassumendo e usando sinonimi.
Non sempre ciò che ci sembra bello va scartato per forza ma, per non copiare e mostrare un’elaborazione personale, un pò di pratica nell’estrapolare i concetti e plasmarli con un una nuova forma può servire. Wikipedia mi sembra un’ottima palestra gratuita.
Sempre per scrivere usando forme nuove vorrei consigliare il libro di un giornalista del Corriere della Sera, Beppe Severgnini, con il suo “Italiano lezioni semiserie”; leggendo si possono evitare molti errori comuni senza annoiarsi, grazie ad una scrittura intuitiva e divertente.
Buon Anno a tutti, Marco
12/30/2007 alle 11:16 am
Ho cercato “plagiarism” nei domini edu:
tra i risultati, mi ha interessato molto la sezione Writing Tutorial Service dell’INDIANA UNIVERSITY (http://www.indiana.edu/~wts/pamphlets.shtml)in cui si trovano dei pamphlets, sia in versione pdf che in versione html, ognuno dei quali dà delle dritte relativamente ad una specifica situazione di composizione/scrittura dei testi;
tra questi documenti, abbiamo quello dedicato al copiare che si intitola “Plagiarism: What It Is and How To Avoid It”: in esso ci sono esempi di cosa si intende per plagiarism, di come è possibile evitarlo e spiega anche cosa si intende per plagiarism nel web.
Mi preme sottolineare che molte università americane dedicano almeno una sezione del sito agli Instructional Support Services/Handouts per gli studenti.
Inoltre, la questione del copiare molto spesso viene anche affrontata nei sillabi, in cui gli insegnanti specificano quali siano i provvedimenti presi nei confronti di chi copia.
12/30/2007 alle 11:30 am
Ed ecco invece cosa succede a chi copia:
In any of its forms, plagiarism cannot be tolerated in an academic community. It may constitute grounds for a failing grade, probation, suspension, or expulsion.
Ed ecco anche quale può essere la soluzione per evitarlo:
[...]plagiarism hurts everyone involved, including the other students in the course who don’t plagiarize. If you do this and get caught, you probably will get an “F” for the course and you may be expelled from school. This type of plagiarism can ruin your career and your life. The solution is to plan ahead, manage your time, and get help from the Writing Center if you don’t know what you are doing.
Sottolineo ancora il fatto che uno studente possa trovare suggerimenti e aiuto nelle sezioni appositamente dedicate all’argomento nei siti delle università americane!
(Fonte: http://www.calstatela.edu/centers/write_cn/plagiarism.htm California State University, Los Angeles)
12/30/2007 alle 12:42 pm
Per quanto riguarda l’argomento “Plagiarism” è interessante dare un’occhiata al sito Plagiarism.org, un sito che offre interessanti informazioni, definizioni e consigli sul plagio.
In particolare sono interessanti le sezioni sulla prevenzione, una pagina dedicata ai consigli utili per evitare errori durante la pianificazione e la scrittura di un proprio testo; oppure la sezione sulle leggi sul copyright; o ancora la sezione sui consigli di stile per le citazioni con tanto di link e riferimenti principali manuali di stile.
Per quanto riguarda il plagio nelle università, è possibile trovare delle sezioni sul plagio nel sito ad esempio dell’Indiana University oppure dell’Università del North Carolina. Sono solo due esempi.
E in Italia? Ho trovato riferimenti all’argomento “plagio” nel sito dell’Università di Pavia e una sezione all’interno della proposta di Codice Etico dell’Università di Bologna.
12/30/2007 alle 12:56 pm
Io invece ho cercato informazioni sul plagio nelle università italiane.
L’università di Pavia offre, sul suo sito, una vera guida per gli studenti sul plagio, con tanto di definizioni del plagio e delle sue forme e consigli per evitarlo. C’è anche una bibliografia in tema! La guida è consultabile a questo indirizzo: http://www.unipv.it/wwwscpol/studenti/plagio.htm
Anche l’università di Torino avverte gli studenti dei rischi del plagio, riportando l’esempio di uno studente “colto sul fatto”. (Rischi del plagio (Scienze della Comunicazione, Torino)).
Infine, l’università di Chieti e Pescata propone un vero e proprio codice etico dove, cito testualmente, “Si condannano la frode e il plagio, quest’ultimo inteso come parziale o totale appropriazione di idee, temi o scoperte, a prescindere dalla provenienza linguistica e culturale, di cui risulti omessa la citazione della fonte”. Esiste anche, in questo ateneo, una Commissione Etica che vigila sull’applicazione di queste norme e decide le sanzioni da infliggere per coloro che le violano.
12/30/2007 alle 1:05 pm
Lara paggy1984@hotmail.it scrive:
“Per quanto riguarda l’argomento “Plagiarism” è interessante dare un’occhiata al sito Plagiarism.org, un sito che offre interessanti informazioni, definizioni e consigli sul plagio.
In particolare sono interessanti le sezioni sulla prevenzione, una pagina dedicata ai consigli utili per evitare errori durante la pianificazione e la scrittura di un proprio testo; oppure la sezione sulle leggi sul copyright; o ancora la sezione sui consigli di stile per le citazioni con tanto di link e riferimenti principali manuali di stile.
Per quanto riguarda il plagio nelle università, è possibile trovare delle sezioni sul plagio nel sito ad esempio dell’Indiana University oppure dell’Università del North Carolina. Sono solo due esempi.
E in Italia? Ho trovato riferimenti all’argomento “plagio” nel sito dell’Università di Pavia e una sezione all’interno della proposta di Codice Etico dell’Università di Bologna.”
12/30/2007 alle 1:24 pm
Valentina, parlando di Scienze della Comunicazione di Torino, mi ha fatto ricordare uno degli episodi per cui, da qualche anno, anche a Torino hanno dedicato un po’ di spazio al plagio:
durante la sessione di laurea del 31 gennaio 2006, una studentessa è stata accusata di aver copiato intere parti di alcune opere di Umberto Eco (dunque non di una tesi di uno sconosciuto qualunque!) e naturalmente, oltre a non aver avuto la possibilità di laurearsi in quella sessione, questa persona si è guadagnata un’ottima figuraccia davanti all’intera commissione e davanti a tutti coloro presenti in aula al momento…
12/30/2007 alle 4:23 pm
Io, nella mia carriera scolatica, penso di non aver mai copiato. Non aveva senso. Non l’avrei sentito mio quel “votone” pur altro che sia. E cosa cambiava? Tanto alla fine non sapevo nulla lo stesso.
I miei compagni di classe invece si divertivano a farlo per sfidare l’insegnante. Non li ho mai capiti .. giuro :(
01/01/2008 alle 5:29 pm
Segnalo un articolo del Corriere della Sera (Usa, la guerra del plagio tra studenti e docenti)in cui vengono citati alcuni siti che si dedicano alla produzione di testi (naturalmente a pagamento)e che danno anche una NO PLAGIARIMS GUARANTEE…
e questo mi fa molto molto sorridere…
Ecco i siti segnalati nell’articolo
http://www.ukessays.com/
http://123helpme.com/
http://sparknotes.com/
Riporto anche il pezzo del testo in cui sono citati:
” [...] Nelle università, però, il mutamento di clima ha a che fare soprattutto con l’avvento dell’era di Internet. Negli ultimi dieci anni i docenti hanno combattuto una battaglia impari: come individuare i lavori accademici degli studenti tratti da un web che offre milioni e milioni di pagine su mille argomenti?
Le cose si sono ulteriormente complicate col diffondersi dei paper mill, vere fabbriche di tesine. In Gran Bretagna questo mercato vale 3-400 milioni di euro. Il sito più attivo, «Ukessays.com», ha 3500 specialisti che collaborano all’assemblaggio dei testi. In America vanno per la maggiore «Sparknotes.com» e «123helpme.com». [...]“