Un anno a La Magdeleine

12/31/2007

Il 2007 è stato il primo anno che Bianca e io abbiamo passato a La Magdeleine ( sito web del Comune). Per 9-10 mesi all’anno La Magdeleine ha non più di 40 abitanti reali anche se i residenti ufficiali sono 100. Noi siamo stati la novità: due “milanesi” che venivano a stare qui. All’inizio non ci credevano: pensavano che fossimo turisti travestiti da residenti solo per pagare 100 euro in meno di ICI. Adesso sanno che noi VIVIAMO qui. Con alcuni ci siamo dati del tu subito, con altri ci abbiamo messo qualche mese, con qualcuno usiamo ancora il lei. Ma si parla con tutti e tutti sorridono.

Il paese è pieno di “seconde case” sempre chiuse a parte una settimana a Natale e due settimane in agosto. Il sindaco di Courmayeur ha dichiarato che in media da loro le seconde case vengono usate per 19 giorni all’anno. Non abbiamo motivo di credere che qui sia diverso.

A La Magdeleine, dopo molti anni di blocco delle nuove costruzioni, nel 2007 è partito un PUD (Piano urbanistico di dettaglio) per costruire 20 case e un albergo: è il Villaggio Tantané. Per i casi della vita l’impresa (Coop. Orion) che gestisce l’affare è di Cavriago, a due passi da Reggio Emilia. Come tutti i residenti anche Bianca e io speriamo che la Orion  venda al più presto i suoi 60 appartamenti, acchiappi i suoi quattrini, ne utilizzi una porzioncina per rimettere a posto gli sbancamenti e i cumuli orrendi che adesso vediamo e vada fuori dai piedi. Perché ciò accada c’è bisogno che 60 famiglie di ceto medio trovino almeno 250.000 euro a testa per comprarsi due locali da usare 3 settimane all’anno (per i prezzi guarda su Tecnocasa).

Mi rimane sempre una perplessità: fanno male gli svizzeri e gli altoatesini a limitare al massimo la costruzione di seconde case? E ho una domanda: quanto reddito producono ogni anno per il paese 60 appartamenti abitati per 20 giorni l’anno?


Tanto il prof non legge…

12/30/2007

chissà quanti studenti lo dicono, lo pensano e si comportano di conseguenza. Tesine e tesi piene di refusi e spesso scopiazzate: “tanto il prof non legge“. Già, il fatto è che io lavoro per passione e senza guardare l’orologio: quindi, quello che gli studenti scrivono lo leggo sempre. E siccome sono abbastanza abituato a leggere vedo subito quando il testo non è stato scritto da uno studente. Come faccio a capirlo? Vieni al corso di Dati e testi on-line e lo saprai.

Cosa succede quando trovo pezzi copiati?

  • A) Mi demoralizzo.
  • B) Smetto di leggere il resto.
  • C) Gliela faccio pagare.

Come? Semplice: all’esame glielo dico in pubblico e lo/la faccio sentire una “M…a”. E poi? E poi, visto che siamo in Italia e che il buonismo impera, magari gli/le do anche un 18: a patto che non mi capiti più fra i piedi. Eh sì perchè nelle università di questo curioso paese è vietato dare insufficienze.

All’estero copiare si chiama “plagiarism“: cerca con un motore e vedrai come le università USA trattano quelli/quelle che copiano… Se l’etica in università è un argomento che ti sta a cuore cerca “academic dishonesty“.

PS: oggi è domenica e avrei voluto, come sempre, scrivere un post di montagna ma ieri mi è capitato un ennesimo caso di scopiazzatura.


Lavorare con i blog

12/29/2007

sembra essere un’opportunità crescente: negli USA il 95% delle imprese con meno di 100 dipendenti NON ha un blog. (E se è così negli USA figuriamoci da noi…). E’ quindi probabile che molte imprese apriranno un loro blog ma è improbabile che lo possano fare da sole visto che, come scrive M. Alboher ( The New York Times 27.12.2007) “Blogging requires a large time commitment and some writing skills, which not every small business has on hand.” Sulla base della mia esperienza di questi tre mesi devo dire che miss Alboher ha proprio ragione: penso di saper leggere e scrivere in modo decente e in fretta, ciònonostante per tenere alimentato questo blog devo dedicargli tra 1 e 2 ore al giorno ovvero almeno 500 ore all’anno. Se fossi un professionista, un imprenditore o un dirigente non potrei farcela da solo.

Ovvio allora che aprire e gestire un blog sia molto più naturale e fattibile per chi ha 20 anni che per un tradizionale adulto. Aprire e gestire un blog non richiede certo corsi universitari: e d’altronde quanti docenti universitari hanno un blog?

Cosa aspetti per proporre un blog a qualche aziendina o organizzazione? Perché non proporre l’idea di blog universitari a qualche ente locale (comune, provincia, regione)? Non sai che finanziano di tutto? Che ne pensi?


I commenti degli studenti

12/28/2007

Questo blog è aperto a tutti ma il suo target di elezione sono gli studenti. Considero quindi i commenti degli studenti come un elemento per la loro valutazione. I “commenti” da me considerati sono quelli che rispondono all’obiettivo di socializzare le conoscenze e non quelli del tipo “dico qualcosa tanto per far vedere che ci sono“.

C’è di più: i commenti che contengono conoscenza sono di fatto dei post e rivelano la capacità dei loro autori/autrici di produrre velocemente informazioni utili (un saper fare fondamentale per gestire un blog e per tante attività). Più ne fanno e più imparano a farlo: e io sono contento perché vedo che questo blog è un modo nuovo di fare didattica (che serva a qualcosa).

Vediamo allora in questi tre mesi (ottobre-dicembre 2007) i maggiori commentatori. Riporto l’indirizzo di mail che compare in calce ai loro commenti (tu, purtroppo, non puoi usarlo per cercare nel blog…). Per ciascuno di loro ho scelto anche un commento che mi sembra esemplare in termini di utilità (non potendo linkarlo direttamente ho inserito un link al post cui il commento si riferisce). Ecco allora i commentatori più produttivi:

  1. paggy1984@hotmail.it >> 17 commenti utili per me e per te. Tra tutti segnalo il suo commento al post La finanziaria 2008
  2. marcosb@alice.it >> 17 commenti che rivelano passione e desiderio di aiutare gli altri: guarda, ad esempio, il suo commento al post Non hai ancora una fotocamera digitale
  3. ale83ela@tele2.it >> 13 commenti che spesso sono dei post: guarda, ad esempio, il suo “Cosa fare per il nostro sistema universitario
  4. gnappa83@yahoo.it >> 11 commenti. A me è stato molto utile il suo commento al post I corsi universitari e i blog.
  5. landinifederico@yahoo.it >> 5 commenti. Mi è piaciuto, in particolare, il suo commento (ma è un ottimo post) al post Lavorare con i blog.

Bene, mi fermo qui: a fine febbraio 2008 rifarò il quadro della situazione. Per il momento ringrazio tutti, in particolare i cinque commentatori citati.


3 articoli e 1193 commi: questa sì che è una legge!

12/27/2007

Sto parlando della Finanziaria 2008: un guazzabuglio di interventi che il Sole 24 Ore ha organizzato in ordine alfabetico vista la difficoltà di strutturare il testo in modo logico. Sul sito del Governo ( link) trovi il testo originale in formato pdf e altri documenti (ad esempio il DPEF: Documento di Programmazione Economico-Finanziaria).

Si tratta di documenti importanti che incidono sulla vita di tutti e che un laureato dovrebbe conoscere.

A questo punto due domande:

  1. Cosa c’è che ti riguarda in quanto studente universitario?
  2. Questi documenti sono in formato pdf: come suggerisci di intervenire per migliorarne la leggibilità e l’usabilità?

PS: 1193 commi (e qualche centinaio di pagine) in una sola legge! E poi dicono che noi italiani siamo poco produttivi…

Quando sarà pubblicato il testo definitivo della Finanziaria 2008 perché non prendere il file pdf, sistemarlo a regola d’arte, proteggerlo e inviarlo a qualche signore del Palazzo per far vedere cosa sai fare e come potresti essere utile?


Ma quanto hai sciato oggi?

12/26/2007

Dire “poco” o “tantissimo” non ha molto senso. Visto che con gli sci si sale per poi scendere a me interessa sapere il dislivello. Bianca lo sa e tempo fa (Natale 2004) ha avuto la bella idea di regalarmi un orologio Suunto che registra il dislivello percorso. Lo stesso orologio fa da altimetro e da barometro: grandioso! L’ho usato e lo uso sempre.

Ma se fossi in Dolomiti e avessi dimenticato il Suunto a La Magdeleine dove vivo potrei usare Internet: Dolomiti Superski mette a disposizione Check ski performance. Come funziona? Semplice, i tuoi passaggi agli impianti vengono registrati e a fine giornata il sistema sa quanto dislivello e quanti kilometri ha percorso ciascun cliente. Lo stesso sistema c’è se vieni a sciare in Valle d’Aosta.

Ti dà fastidio che sappiano tutto di te? Passa allo sci alpinismo per andare dove vuoi con gli sci senza pagare e senza essere registrato. Se vuoi farti un’idea vai sul sito della “Righini” (scuola di sci alpinismo del CAI Milano) oppure sul blog della scuola di Scialpinismo “Gilardoni” (davvero bello e attraente).


Regali di Natale

12/25/2007

Una bella notizia per gli aspiranti giornalisti: leggo sul blog di Daniele Medri che in base ad una proposta di legge, in futuro (quando non si sa), per sostenere l’esame non bisognerà più procurarsi una macchina per scrivere (e dove diavolo la trovi?) ma si userà un piccì!

Una bella notizia per cococo, cocopro e assegnisti di ricerca: la finanziaria 2008 al comma 513 prevede che possano accedere a contributi “per le spese documentate relative all’acquisto di un computer nuovo di fabbrica,
sostenute entro il 31 dicembre 2008
“.

Per la befana perché non scrivi al Presidente del Consiglio e altri chiedendo qualcosa in più: ad esempio, perchè non abbassare (o addirittura azzerare) l’IVA (ora del 20%) sul software venduto ai privati o almeno a insegnanti e studenti?

PS: oggi 24.12.2007 ho scritto questa mail al PdC >>>

“buongiorno presidente,

contro il declino occorre aumentare la produttività. L’informatica, che sto usando adesso, è un modo per aumentare la produttività.

Nella finanziaria 2008 (comma 513) ci sono contributi per l’acquisto di pc fatto da cococo, cocopro e assegnisti: bene!

Perché non fare un passettino in avanti e abbassare l’iva sul software acquistato da studenti e docenti (o addirittura dai privati)?.

Che senso ha un’Iva quasi inesistente sui libri di barzellette e un’Iva del 20% sul software?

Con i migliori auguri di un ottimo 2008

Corrado de Francesco
blog > cordef.wordpress.com”

oggi è 14 gennaio 2008: negli ultimi tempi il presidente Prodi ha avuto a che fare con la monnezza e il suo staff sta facendo la settimana bianca quindi la risposta alla mail tarda un po’.


Ma lì c’è neve?

12/24/2007

Per rispondere alla domanda non mi fido più dei bollettini neve testuali e guardo direttamente le webcam che ti elenco partendo da quelle di casa:

  • valle d’Aosta: tutte le principali web cam della Valle, ma perché non si aprono in un pop-up?
  • Zermatt e Cervinia: fai scorrere il mouse e voilà la webcam compare!
ZERMATT > Mappa delle webcam

ZERMATT > Mappa delle webcam

  • Svizzera: Topin ha 308 webcam di montagna e centinaia di altre altrove.
  • Tonale e Pontedilegno: davvero notevole la risoluzione delle immagini
  • e poi c’è Skiinfo: qui trovi le principali webcam delle Alpi (Italia, Francia, Svizzera, ecc.) e informazioni varie
  • niente male anche Sionvalais: webcam e informazioni sulle stazioni
  • ma se ti interessa tutto il mondo guarda SnowEye.

Vedi in giro delle webcam di montagna di singole stazioni che vale la pena segnalare per la loro usabilità (mappa interattiva) e chiarezza (risoluzione)?


Incidenti stradali: ma quanti sono?

12/23/2007

Si avvicinano le feste e giornali, radio e TV incominciano a parlare di incidenti stradali: “primi incidenti sulle strade delle vacanze“, “Sangue su esodo” ecc. Gli stessi titoli dell’anno scorso per qualcosa che si ripete ogni anno.
Già, ma quanti sono gli incidenti stradali? In questo caso, a differenza di quando si parla di disoccupati o di inflazione, i dati sono abbastanza certi visto che si parla di morti. Istat, nell’Annuario Statistico Italiano 2007 dice che i decessi dovuti a incidenti stradali (decessi verificatisi entro 30 giorni dall’incidente) sono stati 5.426 (cit. tav. 19.11). Tanti? Sì: vuol dire nel 2005, ogni giorno, in media 15 persone sono morte sulle strade. Ma la cifra non fa notizia: se ne parla a Pasqua, Ferragosto, Natale, Capodanno.

Aldilà dei morti quello che impressiona è il numero dei feriti: 314.000 nel 2005, ovvero ottocentosessanta feriti al giorno. Puoi fare qualcosa per contribuire a ridurre questa strage? Sì: non guidare se hai bevuto, se sei fatto/a, se sei stanco/a, se devi telefonare. E rispetta i limiti (velocità, distanze di sicurezza, stop, ecc.).


Le università USA non sono tutte uguali

12/22/2007

secondo la classifica di US News al 1° posto c’è Princeton, un ateneo privato dove:

  • il 94% degli studenti era tra i primi della classe al liceo
  • il 96% delle matricole arriva alla laurea
  • il 72% delle classi ha meno di 20 studenti
  • c’è un prof ogni 5 studenti
  • viene ammesso solo il 10% di quelli che fanno domanda
  • l’università ha fondi (endowment) per 13 miliardi $
  • le tasse annuali costano 33.000$.

“Caro” dirai tu: vero, ma studiare a Princeton è un investimento che poi rende nel tempo. Se uno, bravo, vuole spendere meno può andare in eccellenti università pubbliche come Berkeley o UCLA: lì uno studente californiano studia in un ambiente splendido spendendo in complesso (tra tasse, stanza e vitto) 23.000$ ovvero 15.000 €. E se scendi in graduatoria al 124° posto trovi università che costano ancora meno: uno studente della Arizona State University spende (tasse+vitto+alloggio) 9.000 €.

In Italia costa meno? Se si sta in famiglia forse sì, come pendolare certo no. Ma l’esperienza è uguale? Visita i siti web di queste università di cui ho parlato e te ne fai un’idea.

Nei paesi avanzati la scelta di dove iscriversi è talmente complessa che si è creato un mercato editoriale e di consulenza molto ricco e articolato. Da noi ci sono un po’ di guidine (Espresso, Repubblica, Il Mulino) ma mancano servizi ad personam che su richiesta forniscano un quadro dei pro e contro dei singoli corsi di laurea. Eppure il web dà un sacco di informazioni…


Fare un elenco in ordine alfabetico

12/21/2007

è semplice con Word usando la funzione “ordina” (Tabella > Ordina) a patto che ogni elemento della lista da ordinare sia contenuto in un paragrafo (finisca cioé con un Invio). In alternativa a Word puoi usare Alphabetizer: non solo mette tutto in ordine alfabetico, ma aggiunge l’iniziale maiuscola, elimina i doppioni, aggiunge (o toglie) una stringa, ecc.

Mettere le cose nell’ordine che desideriamo è ovviamente molto, molto più difficile nel mondo reale. L’esito della telefonata tra Silvio Berlusconi e il suo vassallo lo conferma.


I video delle lezioni negli USA e altrove

12/20/2007

Molte università USA hanno capito che Internet può essere un eccezionale strumento di marketing e di autopromozione se lo si usa per far vedere come si insegna da loro. Ecco allora il progetto OpenCourseWare del MIT per la diffusione dei materiali didattici. E in più, per decine di corsi hai anche video e audio. Su questa scia (video delle lezioni) vale la pena segnalare anche Open Yale Courses.

In complesso, qualche decina di università USA ha capito che iTunes poteva essere il canale con cui diffondere le proprie lezioni (e il proprio nome): ecco allora iTunes U (“U” sta per “University”): ma si paga? No, a differenza della musica, le lezioni su iTunes non costano.

Cosa ci guadagnano i prof? Nulla se non il piacere di vedere che il loro lavoro è apprezzato: uno di questi docenti (il fisico Walter H.G. Lewin del MIT) è così bravo e popolare da meritarsi un articolo sul New York Times.

Hai trovato qualcosa del genere altrove? Non sto pensando a riprese rubacchiate con un telefonino ma a video di buona qualità in cui si vede un docente universitario fare lezione.

Tu mi dirai che in Italia il Consorzio Nettuno ha prodotto e pubblicato videolezioni di decine e decine di corsi. Vero. Mi capita di vederli su RAI 3 verso le 5.30-6 del mattino quando, in albergo a Reggio Emilia, mi sveglio anzitempo per aver mangiato troppo la sera prima: quelli che mi sono capitati erano un po’ soporiferi ma forse erano gli effetti del lambrusco. Di sicuro ci sono anche bravissimi docenti: tra i corsi di laurea a distanza che Nettuno offre c’è anche la triennale in Scienze e tecnologie della comunicazione. Se trovi qualcosa di meritevole, segnalalo.


Adobe batte i record ($)

12/19/2007

Adobe (Flash, Acrobat, InDesign, Photoshop, ecc.) ha presentato risultati record per il fiscal year chiuso al 30 novembre: con 6.700 dipendenti Adobe ha fatturato 3,2 miliardi $ con un profitto di 724 milioni $ ( Adobe press release 17.12.2007). Il tasso di profitto è stato dunque superiore al 20%: hai idea di quanto deve fatturare Fiat vendendo automobili per guadagnare altrettanto? E quanti infortuni sul lavoro avrà avuto Adobe nel 2007? Certamente pochi…

Aldilà dei dati, dai un’occhiata alla presentazione e magari confrontala con quella di altre società (italiane e non).


Luca Ricolfi è un metodologo

12/18/2007

diventato poi editorialista di La Stampa: un bravo e serio sociologo abituato a parlare solo se ha dati su cui basarsi. Il suo editoriale del 17 dicembre 2007 si intitola “Le nostre grandi paure” e prende lo spunto dall’ormai famoso articolo “Italy Sings an Aria of Disappointment” ( New York Times 13.12.2007). Te lo consiglio anche se non è una lettura piacevole. Alla fine del suo editoriale Ricolfi scrive:

la realtà è che ci vorranno anni per liberarci da questa classe dirigente, anni per tornare a recuperare il potere di acquisto perduto, anni per tornare a vivere in città più sicure. Molti italiani ormai l’hanno capito, altri se ne stanno rendendo conto dopo le illusioni e le ubriacature dell’ultimo decennio. Forse è anche questo che ci rende un po’ tristi, come ci dipinge il New York Times. Possiamo fare qualcosa? Sì, liberarci il più in fretta possibile di questo ceto politico…”.

Nel frattempo, c’è qualcosa che possiamo incominciare a fare nelle nostre care università? Tu cosa proponi?


Annuario Statistico Italiano 2007

12/17/2007

Il 12 dicembre 2007 l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) ha pubblicato l’edizione 2007 dell’Annuario Statistico Italiano. Non ci sono particolari novità rispetto all’edizione 2006: i dati, ovviamente, sono aggiornati di un anno e quindi consiglio caldamente di fare riferimento a questa nuova edizione.

Se per il corso di Dati e testi on-line non hai ancora definito un tema su cui lavorare, potresti considerare quello del declino di cui parla il New York Times ( Gli spiriti animali dell’Italia). Lascio a te la scelta degli indicatori da considerare e che poi potresti raccogliere anche per gli Stati Uniti utilizzando l’annuario Statistical Abstract of the US 2007.

BTW: considera indicatori che mostrino un andamento in calo per uno dei due paesi: non puoi dire che gli USA sono in declino perché non sanno fare la mozzarella di bufala (è un problema che non è certo peggiorato visto che non sono mai stati capaci di farla).


Valle d’Aosta: Antey Saint André

12/16/2007

lascia l’autostrada della Valle d’Aosta a Chatillon e segui le frecce per Breuil Cervinia: dopo 7 km arrivi a Antey Saint André. In paese, davanti al distributore Agip puoi fermarti al Pic Tyndall: fanno le migliori crépes (salate e dolci) di tutta la valle e un ottimo gelato (anche in inverno). Proprio di fronte al Pic Tyndall puoi comprare giornali e sigarette da Cinzia e fratelli: se c’è lei, oltre al giornale ricevi (gratis) uno splendido sorriso. Ad Antey Bianca ed io facevamo tappa quando andavamo a sciare a Cervinia prima di trasferirci in valle, quindi abbiamo avuto modo di conoscerlo.

Se cerchi un posto per dormire non possiamo non consigliarti la Maison Tissiére: un piccolo hotel di charme che abbiamo visto nascere nel dicembre 2005 e dove Bianca ed io ci siamo sposati nel giugno 2006. Ci sono stati tutti simpatici sin dal primo giorno: Nando Chatrian l’ha costruito con passione, sua figlia Guja è l’architetto che ha lasciato un’impronta gentile e minimalista nella scansione degli spazi e negli arredi, Vincenzo è uno chef dal tocco leggero e variato (è calabrese e quindi sa alternare la cucina di terroir con il mare). Per molti la Maison Tissiére ha un difetto: è un posto così rilassante che si preferisce stare in piscina o nella spa invece che andare a sciare.

Altre informazioni sulla Valle d’Aosta? Vai sul sito che la regione Valle d’Aosta ha aperto per il turismo: se scii le webcam ti danno un quadro immediato e completo della situazione neve.


Il sillabo in un corso universitario

12/15/2007

serve a tante persone:

  • al docente che, scrivendolo, è obbligato a progettare in anticipo cosa farà lezione per lezione (una bella comodità quando dovrà andare in aula);
  • allo studente non frequentante che, solo grazie al sillabo, ha la possibilità di seguire una traccia per prepararsi al meglio;
  • allo studente frequentante che arriva in aula sapendo cosa si farà quel giorno e conoscendo già gli argomenti;
  • al futuro studente che, se i sillabi sono di dominio pubblico, può farsi un’idea dell’offerta formativa e della qualità della didattica;
  • al valutatore della didattica (presidenza di facoltà, nucleo di valutazione) cui il sillabo offre una prima cartina di tornasole della qualità didattica;
  • al finanziatore (magari ex studente) che così sa dove vanno a finire i suoi soldi.

Ma se è così, come mai il sillabo in Italia è così raro e quando c’è viene tenuto sotto chiave? Prima di rispondere guarda bene cosa Wikipedia intende per syllabus ( definizione): non è solo il programma sintetico del corso completo dei testi per la preparazione dell’esame. Un sillabo che meriti questo nome deve contenere non solo la descrizione del corso, le sue modalità di svolgimento e di valutazione ma anche, lezione per lezione: obiettivi, saperi, capacità, testi di riferimento, esercizi, ecc. Non ho la presunzione di dire che i miei sillabi siano l’optimum: so che non è così e voglio migliorarli con il tuo aiuto.

Detto ciò: limitandoci per il momento ai corsi offerti a SCO Unimore, hai trovato altrove (in Italia e all’estero) sillabi esemplari?


Gli spiriti animali dell’Italia

12/14/2007

Il Presidente Napolitano reagisce all’articolo “Italy Sings an Aria of Disappointment” ( New York Times 13.12.2007) dicendo “Scommettiamo sull’Italia: ha spiriti animali” ( ANSA 13.12.2007): espressione curiosa (per usare un eufemismo). Poteva anche dire che abbiamo lo stellone, il fattore C, che ce la caviamo sempre e via così…

Mi è invece piaciuta molto l’espressione che ha usato mr. Ronald P. Spogli (ambasciatore USA in Italia) parlando di noi poveri italiani: “They need to sever the ivy that has grown up around this fantastic 2,500-year-old tree that is threatening to kill the tree”.

BTW: per classificare questo post dovrei aggiungere la categoria “declino del paese” ma gli spiriti animali mi dicono di stare quieto perché queste cose fanno male al fegato.


Diario di bordo (di Andrea Bovaia)

12/13/2007

Sono contento di poter presentare “Diario di bordo” di Andrea Bovaia: un mio ex studente dotato di grande creatività capace di andare oltre gli “omogeneizzati cerebrali” (l’espressione è sua) e di farci rivivere il suo piccolo/grande tour svolto nell’agosto 2007 con la compagnia teatrale Rodisio (www.rodisio.it).

Questo il breve testo che ho scritto per Andrea e che è stato letto in sede di “proclamazione” il 13 dicembre 2007:

Andrea Bovaia ha realizzato un e-book con Acrobat Professional e molta passione e fantasia: con i suoi testi, le sue immagini e i suoi videoclip Andrea ci fa condividere l’esperienza teatrale di cui è stato parte nell’agosto 2007. Un lavoro che si legge con grande piacere e simpatia, cogliendo la capacità del suo autore nella narrazione multimediale e le potenzialità offerte dagli odierni software di electronic publishing.

Come vedi la “prova finale” può anche dare soddisfazione a chi la scrive e a chi la legge. Se sei uno studente di Editoria multimediale il lavoro di Andrea ti può dare un’idea di cosa può essere un e-book sul tema del “viaggio” (il tema su cui lavorerai nel 2008).


La frequenza è un optional

12/12/2007

Curiosa la faccenda della frequenza ai corsi universitari in Italia: di solito è considerata un optional. Lo studente frequenta i corsi che vuole e nel modo che vuole. Alcuni li vedi all’inizio del corso e poi ogni tanto. Altri non li vedi proprio mai. Certi li vedi sempre: ma sono una minoranza. Ciò detto, con il solito motore, ho fatto una ricerca sul tema della frequenza. Qualcosa c’è:

  • La Facoltà di Scienze della Comunicazione di Roma 1, ad esempio, afferma che “la frequenza dei corsi costituisce un elemento fondamentale della formazione, sia da un punto di vista della normativa (la frequenza in aula costituisce una parte dell’impegno previsto per l’ottenimento dei crediti formativi), sia soprattutto dal punto di vista sostanziale, per l’acquisizione delle competenze previste negli obiettivi didattici. Ciò vale soprattutto per le lauree specialistiche, nelle quali le competenze da acquisire, per loro natura, sono difficilmente riassumibili nei soli testi scritti.”

a questo punto, cosa pensi che abbia deciso di fare quella facoltà? Pensaci e poi guarda la risposta

Ma cosa succede nelle altre facoltà di Scienze della Comunicazione? Se cerchi, spesso troverai che “la frequenza è facoltativa ma è vivamente consigliata“: ma quale docente direbbe mai per i suoi corsi che “la frequenza è facoltativa e sconsigliata“.

E all’estero? Anche in California, con il bel sole che c’è e le onde di 2 metri bisogna frequentare? Cosa cerchi per vedere come stanno le cose là?


UBS copia Citigroup

12/11/2007

e va a cercare quattrini per coprire le perdite legate alla crisi dei mutui immobiliari. Il Sovereign Fund di Singapore ha versato 11 miliardi di CHF (1 € = 1,66 CHF) e altri 2 miliardi li ha versati un fondo di investimento mediorientale. Cosa ottengono in cambio questi due signori? Per due anni un dividendo del 9% (inferiore all’11% che Citigroup deve pagare a Abu Dhabi per i suoi 5 miliardi di €). Entro due anni questa montagna di soldi verrà convertita in azioni (come nel caso di Citigroup).

Ma chi è UBS? L’acronimo sta a indicare “Unione di Banche Svizzere” ovvero una banca svizzera specializzata nella gestione patrimoniale (nel solo 2006 ha raccolto 150 miliardi di CHF da investire). Tra le sue pubblicazioni ti segnalo Prezzi e salari nel mondo 2006: una pubblicazione (file PDF) che ti dice tutto sul costo della vita in 71 città mondiali e sugli stipendi di una dozzina di professioni. Ah già: il link nella pagina indicata non porta da nessuna parte… Anche i siti delle mega banche possono avere qualche problemino…


My Thesis: Pietro Santachiara & Eleonora Delfrate

12/10/2007

Eleonora Delfrate e Pietro Santachiara si sono laureati con me nel dicembre 2006: la prova finale con cui hanno concluso il loro corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione aveva per oggetto l’Annual Report di Microsoft. Era il tema che avevo scelto per il corso di Editoria multimediale 2006-07: far lavorare gli studenti su un file Word (l’Annual Report di Microsoft) che mostrava quanto poco Microsoft sapesse usare Word…

Pietro mi segnala ora che il loro e-book Microsoft Annual Report: Reputation Against Malpractice è disponibile su Lulu: certo, pesa un po’ (52,8 Mb) ma ti posso garantire che una tesina così non l’hai mai vista prima. E’ stato per questo motivo che li ho proposti per iniziare il ciclo My Thesis (Mediateca della Biblioteca Universitaria di Reggio Emilia).

Nel gennaio 2009 l’e-book è stato caricato su Issuu: qui lo puoi sfogliare on-line e poi, se vuoi, scaricare.

Ah certo, Pietro e Eleonora hanno lavorato sull’Annual Report 2005: niente paura, anche l’Annual Report 2007 è identico alle precedenti edizioni e quindi quanto scrivono nel loro e-book rimane valido anche oggi.


Un ingegnere alpinista

12/09/2007

devo ringraziare Giuseppe Fournier, simpaticissimo proprietario di un piccolo e ottimo albergo di Valtournenche (Il Grandes Murailles) se ho potuto conoscere Giuseppe Pompili. Giuseppe è un ingegnere nucleare che ha scalato le più alte montagne di 7 continenti. Parla (e va in montagna) con velocità infaticabile e trascinante. Mentre parlava pensavo alla fortuna per chi, durante le tante spedizioni, si trova a dover condividere la tenda con lui: ti fa volare via il tempo parlando di infinite cose.

Oggi ho visitato il suo sito: paesi e immagini. Magari la montagna non ti attira ma ti piacciono i viaggi: guarda un po’ come Giuseppe organizza le sue spedizioni e converrai con me che deve essere magnifico avere un tipo così ingegnere come capo spedizione! Il suo sito ha una grafica essenziale ma è ricchissimo di contenuti: foto, racconti di viaggio, resoconti di spedizioni, filmati, ecc.


Che corsi ci sono in XY?

12/08/2007

XY potrebbe essere una qualsiasi area disciplinare: sono uno studente universitario e voglio vedere che corsi ci sono in Sociologia. In Italia devo andare a vedere il sito di facoltà (se c’è una facoltà di Sociologia nel mio ateneo). A UCLA (University of California, Los Angeles) come altrove i corsi offerti sono presentati tutti insieme e ripartiti per area disciplinare: facile così avere una visione d’insieme. Cerco un corso che tratti di un certo argomento? Nessun problema: posso fare la ricerca della mia keyword all’interno del titolo del corso o della sua descrizione. Mi sembra un sistema intelligente: perché non lo copiamo anche qui?


La passione si sente

12/07/2007

è lo slogan di una radio che ascolto andando su e giù dalla val d’Aosta a Reggio Emilia. Se lo dicono loro c’è da crederci e così gli ascoltatori che telefonano durante le trasmissioni condividono il vezzo di dire subito “complimenti per la trasmissione“. Boh!

Cosa direbbero questi qua se sentissero la conferenza di Robert Full (UC Berkeley) che parla della sua affascinante osservazione del mondo naturale per progettare un piede artificiale? La sua conferenza “Secrets of movement, from geckos and roaches” è del 2005 ma TED (che ti ho segnalato qualche giorno fa Parlare in pubblico) l’ha messa on-line solo oggi: i filmati sono davvero belli e Full ha un’energia e una passione che devi vedere. Qui sì che la passione si sente! Perché non proiettare il filmato a parlamentari e senatori?