02/08/2010
c’era una volta un’università privata con una dote ricchissima. La crisi ha morso anche lì (→ post Yale University e la crisi) e il fondo di investimento di Yale (→ sito web) è sceso da 23 miliardi $ nel 2008 a 16 nel 2009. Un calo che ha aperto una falla di 150 milioni $ nel bilancio annuale. E così il rettore di Yale ha annunciato tagli sul personale, sui programmi di ricerca e anche sul riscaldamento che verrà portato a 20 gradi. Ma guarda un po’, leggendo la notizia (→ Yale, With $150 Million Deficit, Plans Staff and Research Cuts, New York Times) mi è venuto da chiedermi quale sia la temperatura nei nostri uffici e aule: domani porto il termometro.
Detto, fatto: nel mio ufficetto sotto il tetto il termometro (a riscaldamento spento) segna 23°. Sfido che ho sempre caldo abituato ai 16° di casa.
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02/03/2010
rimossa da tempo, mi è tornata in mente una tesi che mi è capitato di leggere (come correlatore) l’anno scorso. Quel testo conteneva segni/segnali inquietanti:
- densità di refusi: molto disomogenea, visto che si passava da pagine in cui abbondavano ad altre totalmente prive
- lunghezza dei capoversi (paragraph): molto disomogenea, visto che si passava da capoversi costituiti da una sola frase (una-due righe e poi a capo) a capoversi di lunghezza più usuale (diverse righe costituite da due o più frasi)
- eloquio: molto disomogeneo, pagine in uno stile decisamente/troppo colloquiale si alternavano con altre scritte in uno stile assai erudito (e incomprensibile ai più)
- font: disomogeneo, di punto in bianco il solito Times New Roman lasciava il passo ad un Arial per poi tornare due-tre pagine dopo al Times.
Ho fatto presente la cosa, ho visto reazioni offese che mi hanno confermato la bontà di decisioni già prese. Se tu mi presenterai un testo scritto fa in modo che questi segnali siano assenti.
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Didattica |
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Pubblicato da cordef
02/01/2010
incuriosito dalle foto di un arredamento in montagna sono andato sul sito web dell’architetto e mi sono cascate le braccia:

in ogni famiglia c’è ormai un giornalista o qualcuno che scrive: perché questo arch. non ha fatto rileggere quello che scriveva prima di metterlo nella sua bella brochure pdf?
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01/29/2010
sarebbe bene che tu leggessi questi post:
Gli ultimi commenti ricevuti non rispettavano questi principi. Da oggi farò pulizia visto che fra meno di un mese iniziano i corsi. L’avevo già fatta (→ post Pulizia commenti) ed è ora di rifarla.
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Pubblicato da cordef
01/29/2010
Cruscotto fa rima con biscotto e suona assai meno figo di “digital dashboard” quindi d’ora in avanti userò sempre e solo il termine inglese. Cos’è questo digital dashboard? E’ un modo molto usabile e attraente per riassumere le notizie essenziali e i principali dati economico-finanziari. Un bel passo avanti rispetto alla pagina standard dei quotidiani (cartacei o on-line):

ma guarda, sembra fatto apposta per Apple iPad…
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Pubblicato da cordef
01/27/2010
il titolo poteva anche essere “iPad di Apple è il futuro degli editori“. Eh sì perché con questo iPad (→ presentazione) si aprono scenari nuovi.

Vediamo gli aspetti di novità:
- l’oggetto è bello, molto più bello del Kindle di Amazon o del Nook di Barnes & Noble (→ post Nook o Kindle)
- lo schermo è a colori
- come per altri oggetti belli (iPod, iPhone, MacBook) anche iPad avrà successo
- successo vuol dire utenti e, nel caso dell’iPad, utenti significa lettori
- Apple con iTunes ha fatto una straordinaria esperienza di micro-payments che oggi può travasare nella vendita di libri (vendita a capitolo, o a pagina) e di periodici (vendita a numero o a articolo): sul sito sono registrati 125 milioni di clienti che possono acquistare con la modalità “one click“. Già, Steve Jobs ha annunciato l’avvio di iBookstore con i primi 5 editori (Penguin, Harper Collins, Simon Schuster, Macmillan e Hachette).
NB: per i punti 3 e 4 ci vorrà qualche mese, il punto 5 è un dato di fatto.
BTW: se la faccenda ti interessa e vuoi vedere la presentazione di Steve Jobs, puoi fare riferimento a questi due live blog:
[l'evento inizia alle 19 ora italiana]
Infine, iPad permette di ascoltare musica, vedere film, filmati su YouTube, foto e, udite udite, anche la TV (quest’ultimo aspetto sarà, per me, un potente dissuasivo all’acquisto).
Last but not least, l’oggetto è costosino: il modello da 64 Gb con connessione 3G a pagamento, costa 829$ e altri 360 $ all’anno per l’abbonamento a 3G.
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01/26/2010
Bill Cunningham fa il cronista/fotografo in bicicletta a New York e lì, per il New York Times, realizza articoli chiamati “on the street” (→ vedi archivio):

I suoi servizi sono degli slideshow di foto fatte da lui e da lui stesso commentate. Il tono è leggero e divertito, specie se parla della nuova moda a New York: mettersi in testa cappellini di lana divertenti. Tu preferisci un berretto con pon-pon rosso stile vecchio Club Alpino o magari usi ancora un cappello in pelliccia tipo Armata Rossa? Vanno bene anche quelli ma Bill ricorda che You need to have a light moment. E poi comprando questi cappellini da 30$ contribuisci a aumentare il PIL e a far uscire il paese dalla crisi. Sei incuriosito? Bene, beccati il multimedia:

Domande? Vediamo un po’ quando arriveranno qua da noi… E poi vediamo se mi segnali qualche giornalista italiano che va in giro (anche a piedi) a fare articoli fatti di foto: a te non piacerebbe fare giornalismo così?
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01/24/2010
nella pagina → Corsi trovi gli orari di Nuovi media e Editoria multimediale.
Entrambi i corsi inizieranno mercoledì 24 febbraio in aula 1 (piano terra):
- Editoria multimediale (→ scheda) alle 8.30
- Nuovi media (→ scheda) alle 10.15.
Pensi di frequentare? Ma che bella idea! In tal caso ti consiglio di sederti nelle prime file così da vedere meglio quello che proietto sullo schermo. E poi, come quando vai al cinema, non entrare in sala a spettacolo iniziato: scocci gli altri spettatori e il sottoscritto.
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Corso EM, Corso NM |
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Pubblicato da cordef
01/23/2010
è quello che ti promette Evernote (→ sito web):

Ennesima soluzione ad un annoso problema? Certo!
? Se non hai idea delle altre soluzioni/opzioni disponibili e devi sostenere l’esame di Nuovi media sarà bene che tu faccia un bel ripasso…
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Corso NM, Produttività | Messo il tag: Evernote |
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01/21/2010
Il titolo di questo slideshow è “How to Ace a Job Interview“: Ace significa “asso” e quindi hai capito il senso della frase. Alcuni consigli sono scontati (essere puntuali) ma altri no e poi, si sa, come diceva la mia prof di Lettere alle medie “repetita juvant“:

Perché ho scelto la slide 18 (Have Passion)? Perché non hai idea di quanta gente spenta ci sia in giro, specie nei cosiddetti lavori intellettuali.
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Produttività |
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01/20/2010
magari! Ho passato una mattinata di faccende burocratiche: lettere di dimissioni, orari, contributi previdenziali, uffici vari, fax e-mail e telefonate varie. Per fortuna la spedizione dei fax mi ha obbligato ad uscire di casa: qui a La Magdeleine inviare un fax è un’occasione per bere un caffé da Lorena & Fabio del bar-ristorante-albergo Tantané e scambiare quattro chiacchere. Sono capitato in una conversazione sul termine “agiografico” contenuto in un articolo sulla pagina regionale di La Stampa. Perbacco: come si traduce in italiano corrente “agiografico“? “Celebrativo“? Boh! Comunque un voto negativo a giornalisti e a politici che usano termini che non siano subito capiti dal 100% dei lettori/ascoltatori.
Tornato a casa con le idee più confuse di prima e senza nessuno spunto di immaginazione da riversare nel blog ho trovato una mail di Michael Montanari che mi scrive: “Un po’ di fantasia nel caso si perda la fotocamera.” Da vedere:

Bene, grazie a questa iniezione di fantasia sono certo adesso verranno un po’ di idee anche al sottoscritto!
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01/14/2010
Gilberto Mazzoli mi segnala questo post ricco di → CV visuali. Cosa ne penso? Che per fortuna c’è in giro gente con tanta, tanta fantasia. Loro sì che sono capaci di fare CV che non finiscono nel cestino (→ post CV fatti con lo stampino finiscono nel cestino). Non ci credi? Guarda qua sotto uno dei loro CV:

Certo, per andare a lavorare in posti da giacca e cravatta non va bene, ma se ti occupi di comunicazione prendi esempio per ripensare il tuo CV magari fatto con i modelli preconfezionati di Word…
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La passione si sente | Messo il tag: CV visuale, Infografico |
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Pubblicato da cordef
01/13/2010
se la cosa ti rassicura, alla fine del titolo puoi aggiungere un punto interrogativo. Ma l’articolo che ho appena letto non lo fa e titola, in modo netto, Even in a Recovery, Some Jobs Won’t Return (→ articolo di Justin Lahart, Wall Street Journal, 12.01.2010). Eh sì i lavori cambiano: quando ero un giovane laureato c’erano persone che campavano riparando le macchine per scrivere, e prima ancora quando ero bambino c’erano uomini che ci portavano a casa la barra di ghiaccio da mettere nella ghiacciaia. Quei lavori sono scomparsi.
L’articolo citato contiene un grafico interattivo che mette insieme dati e storie di vita e fa vedere, a colpo d’occhio, i settori in cui la crisi (negli USA) ha colpito più forte:

come vedi, è il settore dell’edilizia (construction) quello dove è stata maggiore la distruzione di posti. Segue l’industria manifatturiera. E l’Italia? Grafici analoghi non ne ho ancora visti ma temo che la situazione non sia poi così diversa…
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Economia | Messo il tag: Grafici interattivi |
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Pubblicato da cordef
01/12/2010
La storia di Ford è molto, molto simile a quella di Fiat. Due grandi aziende automobilistiche controllate dalla famiglia dei fondatori, precipitate in un gorgo di inefficienza e crisi produttiva e poi da lì risollevate grazie all’arrivo dell’uomo giusto. E in entrambi i casi l’uomo giusto è arrivato dall’esterno: Sergio Marchionne (Amministratore Delegato di Fiat → post E-Mail di Marchionne ai dipendenti Chrysler) non aveva mai lavorato nel settore auto così come Alan Mulally (CEO di Ford) proveniva dalla Boeing. Belle storie entrambe. Su quella di Ford e del ruolo decisivo di Mulally ti segnalo Ford’s Bet: It’s a Small World After All (→ articolo di Bill Vlasic, New York Times, 9.01.2010).
CEO? Non sai cosa vuol dire questo acronimo? OK ecco qua.
Notizie su questi due signori fresche fresche dagli archivi di New York Times:
? Già che ci siamo: trovi degli archivi così completi nei siti dei quotidiani italiani (Stampa, Corriere della Sera, Sole 24 Ore, ecc.)? Esplorali e poi ne parliamo nella 10^ lezione di Nuovi media.
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Aziende, Corso NM | Messo il tag: Alan Mulally, Sergio Marchionne |
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01/10/2010
è quello che Ivan Pisarenko ha fatto in questi ultimi quattro anni. Un modo come un altro per occupare il tempo senza fare danno a nessuno. A quanto pare l’idea di attraversare le Americhe attira circa 2.000 persone all’anno. Non poche. Cosa faceva questo Ivan prima di partire? Studiava Legge in Argentina e a quanto pare non gli piaceva granché. Tu dirai: “ma ci vogliono 4 anni per fare quel giro?” No, c’è chi l’ha fatto in 28 giorni. Cosa dicono i lettori di WSJ? Tante cose: uno ad esempio, è sincero:
“At times I have wondered about guys like Señor Pisarenko, thinking “Don’t you have a job?”. That said, as I get older, I wish I had done something like this.”[Jonathan Lawry]
Ma non ti dico più niente se no eviti di leggere l’articolo in inglese (che può farti solo bene).
Segnalo l’articolo Ivan Pisarenko, Uneasy Rider: One Biker, Two Continents, Four Years, (→ articolo di Matt Moffett, Wall Street Journal) per tre motivi:
- titolo esemplare
- storia interessante (ovvio)
- sommario visuale in forma di mappa interattiva

i simboli sulla mappa a sinistra sono link a slideshows con brevi didascalie. Vuoi scommettere che fra 3-4 anni ci saranno un sacco di e-book del genere per telefonini e tablet pc vari?
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Corso EM, Viaggi | Messo il tag: mappe interattive, Sommario visuale |
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01/09/2010
Agli appassionati automobilisti (c’est à dire tutti gli italiani) interesserà questo articolo Despite Risks, Internet Creeps Onto Car Dashboards (di Ashley Vance & Matt Richtel, New York Times, 6.01.2010) in cui si parla dell’arrivo di funzionalità Internet sui cruscotti delle auto. Il rischio di aumentare le occasioni di distrazione e, quindi, di incidente c’è: comprensibile, quindi, che per il momento l’orientamento delle case automobilistiche sia di permettere la navigazione sul web solo quando l’auto è ferma e di sviluppare al meglio la possibilità di dare comandi vocali ai dispositivi.
Già, parlare invece di guardare uno schermino e premere pulsanti può essere la soluzione capace di ridurre molti incidenti dovuti a distrazione: lo spero davvero, visto che andando su e giù da strade di montagna innevate e ghiacciate incrocio di continuo auto e camion con tizi che guidano con una mano sola mentre tengono appiccicato all’orecchio il loro telefonino. Forse fra un anno o due anche questi qui capiranno che è più comodo (e sicuro) parlare con le mani sul volante.
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01/08/2010
se l’avessi visto a 20 anni questo video mi avrebbe dato da pensare:

Già ero un po’ perplesso delle mie scelte universitarie e, di sicuro, dopo averlo visto avrei mollato Scienze Politiche, almeno per un tot. Non avrei perso molto: se fossi andato a La Grave per un inverno mi sarei laureato 6 mesi più tardi e avrei imparato di più (divertendomi) che in quella sconsiderata facoltà. Vuol dire che sarà per la prossima volta.
Curioso anche che La Grave abbia deciso di usare questo video come testimonial sulla homepage del suo sito: una ragione in più per andare a rivedere quel posto mitico che mi è rimasto nel cuore dopo la prima volta. Cosa aspetto? Ma che nevichi un po’ perbacco!
Ah già cosa vuol dire ski bum? Guardati il video e lo capirai senza bisogno di cercare su un dizionario on-line.
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La passione si sente, Montagna | Messo il tag: La Grave, Ski bum |
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Pubblicato da cordef
12/31/2009
Dove abita un ricco? Se qualche volta ti poni questa domanda penso che valga la pena segnalarti questa rassegna di case fatta da Wall Street Journal. Gli slideshow di queste abitazioni costosine (ma i prezzi variano alquanto) sono assai ben fatti e molto interessanti. Le case possono piacere o meno, ma diciamo che ce n’è per tutti i gusti e se non ne trovi neanche una che ti attragga, tanto meglio per te: un’occasione di privazione relativa in meno…

Tieni anche conto che le case passate in rassegna sono tutte in vendita: chissà, magari sei il prossimo vincitore di un 6 al Superenalotto e la faccenda potrebbe diventare di attualità… Auguri!
Da ultimo, ti prego di notare come tutte le case siano presentate nel migliore dei modi: gli interni potranno non piacere ma sono in perfetto ordine. In tutto questo quadro di estrema attenzione al dettaglio c’è solo un caso di sciatteria comunicativa: vediamo se lo trovi…
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Pubblicato da cordef