Yale abbassa il riscaldamento e riduce il personale

02/08/2010

c’era una volta un’università privata con una dote ricchissima. La crisi ha morso anche lì ( post Yale University e la crisi) e il fondo di investimento di Yale ( sito web) è sceso da 23 miliardi $ nel 2008 a 16 nel 2009. Un calo che ha aperto una falla di 150 milioni $ nel bilancio annuale. E così il rettore di Yale ha annunciato tagli sul personale, sui programmi di ricerca e anche sul riscaldamento che verrà portato a 20 gradi. Ma guarda un po’, leggendo la notizia ( Yale, With $150 Million Deficit, Plans Staff and Research Cuts, New York Times) mi è venuto da chiedermi quale sia la temperatura nei nostri uffici e aule: domani porto il termometro.

Detto, fatto: nel mio ufficetto sotto il tetto il termometro (a riscaldamento spento) segna 23°. Sfido che ho sempre caldo abituato ai 16° di casa.


Iscritti all’appello di Nuovi media del 9 febbraio

02/07/2010

Questi gli iscritti all’appello e l’ora in cui presentarsi (aula 9b 2° piano):

  1. h. 14 > CAMPANIELLO  GIOVANNI
  2. h. 14.20 > DIACCI  LUCA
  3. h. 14.40 > GROSSI  ALESSANDRO
  4. h. 15 > LISCIANI  ALESSIA
  5. h. 15.20 > MACCIONE    MARTINA
  6. h. 15.40 > MARGINI  SILVIA
  7. h. 16 > PINZI   GIOIA
  8. h. 16.20 > SPINA   FILIPPO
  9. h. 16.40 > TRINCHERA  MARIACHIARA

I segni del testo in una tesi

02/03/2010

rimossa da tempo, mi è tornata in mente una tesi che mi è capitato di leggere (come correlatore) l’anno scorso. Quel testo conteneva segni/segnali inquietanti:

  • densità di refusi: molto disomogenea, visto che si passava da pagine in cui abbondavano ad altre totalmente prive
  • lunghezza dei capoversi (paragraph): molto disomogenea, visto che si passava da capoversi costituiti da una sola frase (una-due righe e poi a capo) a capoversi di lunghezza più usuale (diverse righe costituite da due o più frasi)
  • eloquio: molto disomogeneo, pagine in uno stile decisamente/troppo colloquiale si alternavano con altre scritte in uno stile assai erudito (e incomprensibile ai più)
  • font: disomogeneo, di punto in bianco il solito Times New Roman lasciava il passo ad un Arial per poi tornare due-tre pagine dopo al Times.

Ho fatto presente la cosa, ho visto reazioni offese che mi hanno confermato la bontà di decisioni già prese. Se tu mi presenterai un testo scritto fa in modo che questi segnali siano assenti.


Fai quello che sai fare

02/01/2010

incuriosito dalle foto di un arredamento in montagna sono andato sul sito web dell’architetto e mi sono cascate le braccia:

in ogni famiglia c’è ormai un giornalista o qualcuno che scrive: perché questo arch. non ha fatto rileggere quello che scriveva prima di metterlo nella sua bella brochure pdf?


Prima di inviare un commento

01/29/2010

sarebbe bene che tu leggessi questi post:

Gli ultimi commenti ricevuti non rispettavano questi principi. Da oggi farò pulizia visto che fra meno di un mese iniziano i corsi. L’avevo già fatta ( post Pulizia commenti) ed è ora di rifarla.


Il cruscotto digitale di Wall Street Journal

01/29/2010

Cruscotto fa rima con biscotto e suona assai meno figo di “digital dashboard” quindi d’ora in avanti userò sempre e solo il termine inglese. Cos’è questo digital dashboard? E’ un modo molto usabile e attraente per riassumere le notizie essenziali e i principali dati economico-finanziari. Un bel passo avanti rispetto alla pagina standard dei quotidiani (cartacei o on-line):

WSJ > Digital dashboard

ma guarda, sembra fatto apposta per Apple iPad


iPad di Apple e il futuro degli editori

01/27/2010

il titolo poteva anche essere “iPad di Apple è il futuro degli editori“. Eh sì perché con questo iPad ( presentazione) si aprono scenari nuovi.

New York Times > Steve Jobs e l'iPad

Vediamo gli aspetti di novità:

  1. l’oggetto è bello, molto più bello del Kindle di Amazon o del Nook di Barnes & Noble ( post Nook o Kindle)
  2. lo schermo è a colori
  3. come per altri oggetti belli (iPod, iPhone, MacBook) anche iPad avrà successo
  4. successo vuol dire utenti e, nel caso dell’iPad, utenti significa lettori
  5. Apple con iTunes ha fatto una straordinaria esperienza di micro-payments che oggi può travasare nella vendita di libri (vendita a capitolo, o a pagina) e di periodici (vendita a numero o a articolo): sul sito sono registrati 125 milioni di clienti che possono acquistare con la modalità “one click“. Già, Steve Jobs ha annunciato l’avvio di iBookstore con i primi 5 editori (Penguin, Harper Collins, Simon Schuster, Macmillan e Hachette).

NB: per i punti 3 e 4 ci vorrà qualche mese, il punto 5 è un dato di fatto.

BTW: se la faccenda ti interessa e vuoi vedere la presentazione di Steve Jobs, puoi fare riferimento a questi due live blog:

[l'evento inizia alle 19 ora italiana]

Infine, iPad permette di ascoltare musica, vedere film, filmati su YouTube, foto e, udite udite, anche la TV (quest’ultimo aspetto sarà, per me, un potente dissuasivo all’acquisto).

Last but not least, l’oggetto è costosino: il modello da 64 Gb con connessione 3G a pagamento, costa 829$ e altri 360 $ all’anno per l’abbonamento a 3G.


Cronista ciclista a New York

01/26/2010

Bill Cunningham fa il cronista/fotografo in bicicletta a New York e lì, per il New York Times, realizza articoli chiamati “on the street” ( vedi archivio):

NYT > Bill Cunningham

I suoi servizi sono degli slideshow di foto fatte da lui e da lui stesso commentate. Il tono è leggero e divertito, specie se parla della nuova moda a New York: mettersi in testa cappellini di lana divertenti. Tu preferisci un berretto con pon-pon rosso stile vecchio Club Alpino o magari usi ancora un cappello in pelliccia tipo Armata Rossa? Vanno bene anche quelli ma Bill ricorda che You need to have a light moment. E poi comprando questi cappellini da 30$ contribuisci a aumentare il PIL e a far uscire il paese dalla crisi. Sei incuriosito? Bene, beccati il multimedia:

New York Times > Bill Cunningham > Critters

Domande? Vediamo un po’ quando arriveranno qua da noi… E poi vediamo se mi segnali qualche giornalista italiano che va in giro (anche a piedi) a fare articoli fatti di foto: a te non piacerebbe fare giornalismo così?


Nuovi media e Editoria multimediale 2010

01/24/2010

nella pagina  Corsi trovi gli orari di Nuovi media e Editoria multimediale.

Entrambi i corsi inizieranno mercoledì 24 febbraio in aula 1 (piano terra):

  • Editoria multimediale ( scheda) alle 8.30
  • Nuovi media ( scheda) alle 10.15.

Pensi di frequentare? Ma che bella idea! In tal caso ti consiglio di sederti nelle prime file così da vedere meglio quello che proietto sullo schermo. E poi, come quando vai al cinema, non entrare in sala a spettacolo iniziato: scocci gli altri spettatori e il sottoscritto.


Conserva, organizza e trova qualsiasi informazione

01/23/2010

è quello che ti promette Evernote ( sito web):

EVERNOTE

Ennesima soluzione ad un annoso problema? Certo!

? Se non hai idea delle altre soluzioni/opzioni disponibili e devi sostenere l’esame di Nuovi media sarà bene che tu faccia un bel ripasso…


Poche parole e un errore grossolano

01/22/2010

Qua sotto un ritaglio da La Stampa del 21 gennaio 2010 (p. 3). Leggendolo Bianca (caporedattrice in attesa di pensione) ha fatto un salto sulla sedia! Caspita, ma cosa faceva il caporedattore? Tutto, ma non leggeva. Ma non ci sono i correttori ortografici? dirai tu. Eh no, caro/a mia, il correttore ortografico questo tipo di errore non lo becca. La cappella che vedi qui sotto è davvero grossolana e provocherà reazioni risentite: vediamo un po’ se tu la becchi. Da grande vuoi fare il/la giornalista? Se non ti accorgi dell’errore forse fai meglio a cambiare rotta…

LA STAMPA > 21.01.2010 > p. 3


20 consigli per le interviste di lavoro

01/21/2010

Il titolo di questo slideshow è “How to Ace a Job Interview“: Ace significa “asso” e quindi hai capito il senso della frase. Alcuni consigli sono scontati (essere puntuali) ma altri no e poi, si sa, come diceva la mia prof di Lettere alle medie “repetita juvant“:

BASELINE > How to Ace a Job Interview

Perché ho scelto la slide 18 (Have Passion)? Perché non hai idea di quanta gente spenta ci sia in giro, specie nei cosiddetti lavori intellettuali.


La fantasia al potere

01/20/2010

magari! Ho passato una mattinata di faccende burocratiche: lettere di dimissioni, orari, contributi previdenziali, uffici vari, fax e-mail e telefonate varie. Per fortuna la spedizione dei fax mi ha obbligato ad uscire di casa: qui a La Magdeleine inviare un fax è un’occasione per bere un caffé da Lorena & Fabio del bar-ristorante-albergo Tantané e scambiare quattro chiacchere. Sono capitato in una conversazione sul termine “agiografico” contenuto in un articolo sulla pagina regionale di La Stampa. Perbacco: come si traduce in italiano corrente “agiografico“? “Celebrativo“? Boh! Comunque un voto negativo a giornalisti e a politici che usano termini che non siano subito capiti dal 100% dei lettori/ascoltatori.

Tornato a casa con le idee più confuse di prima e senza nessuno spunto di immaginazione da riversare nel blog ho trovato una mail di Michael Montanari che mi scrive: “Un po’ di fantasia nel caso si perda la fotocamera.” Da vedere:

DAMNCOOLPICS > How to avoid losing your camera

Bene, grazie a questa iniezione di fantasia sono certo adesso verranno un po’ di idee anche al sottoscritto!


Google e la Cina

01/16/2010

sarebbe meglio dire Google e il governo cinese. Comunque sia, avrai sentito che Google minaccia di andare via dalla Cina per non sottostare alla censura delle autorità cinesi. Dietro la faccenda ci sono non solo considerazioni economiche ma anche la percezione che una mossa del genere può avere un impatto molto forte (e positivo) sull’immagine dell’azienda. Questo ed altro nell’articolo  For Google, a Threat to China With Little Revenue at Stake di Miguel Helft per New York Times. Hai letto l’articolo e vuoi scrivere un commento? Ottima idea: scrivilo in inglese e mandalo a New York Times qui!


CV visuali

01/14/2010

Gilberto Mazzoli mi segnala questo post ricco di CV visuali. Cosa ne penso? Che per fortuna c’è in giro gente con tanta, tanta fantasia. Loro sì che sono capaci di fare CV che non finiscono nel cestino ( post CV fatti con lo stampino finiscono nel cestino). Non ci credi? Guarda qua sotto uno dei loro CV:

JORDAN CARROLL > Visual CV

Certo, per andare a lavorare in posti da giacca e cravatta non va bene, ma se ti occupi di comunicazione prendi esempio per ripensare il tuo CV magari fatto con i modelli preconfezionati di Word


Posti di lavoro scomparsi per sempre

01/13/2010

se la cosa ti rassicura, alla fine del titolo puoi aggiungere un punto interrogativo. Ma l’articolo che ho appena letto non lo fa e titola, in modo netto, Even in a Recovery, Some Jobs Won’t Return ( articolo di Justin Lahart, Wall Street Journal, 12.01.2010). Eh sì i lavori cambiano: quando ero un giovane laureato c’erano persone che campavano riparando le macchine per scrivere, e prima ancora quando ero bambino c’erano uomini che ci portavano a casa la barra di ghiaccio da mettere nella ghiacciaia. Quei lavori sono scomparsi.

L’articolo citato contiene un grafico interattivo che mette insieme dati e storie di vita e fa vedere, a colpo d’occhio, i settori in cui la crisi (negli USA) ha colpito più forte:

Wall Street Journal > How the Great Recession Reshaped the U.S. Job Market (graph)

come vedi, è il settore dell’edilizia (construction) quello dove è stata maggiore la distruzione di posti. Segue l’industria manifatturiera. E l’Italia? Grafici analoghi non ne ho ancora visti ma temo che la situazione non sia poi così diversa…


Quando un uomo fa la differenza

01/12/2010

La storia di Ford è molto, molto simile a quella di Fiat. Due grandi aziende automobilistiche controllate dalla famiglia dei fondatori, precipitate in un gorgo di inefficienza e crisi produttiva e poi da lì risollevate grazie all’arrivo dell’uomo giusto. E in entrambi i casi l’uomo giusto è arrivato dall’esterno: Sergio Marchionne (Amministratore Delegato di Fiat  post E-Mail di Marchionne ai dipendenti Chrysler) non aveva mai lavorato nel settore auto così come Alan Mulally (CEO di Ford) proveniva dalla Boeing. Belle storie entrambe. Su quella di Ford e del ruolo decisivo di Mulally ti segnalo Ford’s Bet: It’s a Small World After All ( articolo di Bill Vlasic, New York Times, 9.01.2010).

CEO? Non sai cosa vuol dire questo acronimo? OK ecco qua.

Notizie su questi due signori fresche fresche dagli archivi di New York Times:

? Già che ci siamo: trovi degli archivi così completi nei siti dei quotidiani italiani (Stampa, Corriere della Sera, Sole 24 Ore, ecc.)? Esplorali e poi ne parliamo nella 10^ lezione di Nuovi media.


Esami di Nuovi media

01/10/2010

come indicato nella pagina esami, aspetto gli iscritti all’appello (2) nel mio ufficio martedì 12 alle 11.


In moto dall’Alaska alla Patagonia

01/10/2010

è quello che Ivan Pisarenko ha fatto in questi ultimi quattro anni. Un modo come un altro per occupare il tempo senza fare danno a nessuno. A quanto pare l’idea di attraversare le Americhe attira circa 2.000 persone all’anno. Non poche. Cosa faceva questo Ivan prima di partire? Studiava Legge in Argentina e a quanto pare non gli piaceva granché. Tu dirai: “ma ci vogliono 4 anni per fare quel giro?” No, c’è chi l’ha fatto in 28 giorni. Cosa dicono i lettori di WSJ? Tante cose: uno ad esempio, è sincero:

“At times I have wondered about guys like Señor Pisarenko, thinking “Don’t you have a job?”. That said, as I get older, I wish I had done something like this.”[Jonathan Lawry]

Ma non ti dico più niente se no eviti di leggere l’articolo in inglese (che può farti solo bene).

Segnalo l’articolo Ivan Pisarenko, Uneasy Rider: One Biker, Two Continents, Four Years, ( articolo di Matt Moffett, Wall Street Journal) per tre motivi:

  1. titolo esemplare
  2. storia interessante (ovvio)
  3. sommario visuale in forma di mappa interattiva

WSJ > Ivan Pisarenko > Map

i simboli sulla mappa a sinistra sono link a slideshows con brevi didascalie. Vuoi scommettere che fra 3-4 anni ci saranno un sacco di e-book del genere per telefonini e tablet pc vari?


Internet sul cruscotto

01/09/2010

Agli appassionati automobilisti (c’est à dire tutti gli italiani) interesserà questo articolo Despite Risks, Internet Creeps Onto Car Dashboards (di Ashley Vance & Matt Richtel, New York Times, 6.01.2010) in cui si parla dell’arrivo di funzionalità Internet sui cruscotti delle auto. Il rischio di aumentare le occasioni di distrazione e, quindi, di incidente c’è: comprensibile, quindi, che per il momento l’orientamento delle case automobilistiche sia di permettere la navigazione sul web solo quando l’auto è ferma e di sviluppare al meglio la possibilità di dare comandi vocali ai dispositivi.

Già, parlare invece di guardare uno schermino e premere pulsanti può essere la soluzione capace di ridurre molti incidenti dovuti a distrazione: lo spero davvero, visto che andando su e giù da strade di montagna innevate e ghiacciate incrocio di continuo auto e camion con tizi che guidano con una mano sola mentre tengono appiccicato all’orecchio il loro telefonino. Forse fra un anno o due anche questi qui capiranno che è più comodo (e sicuro) parlare con le mani sul volante.


Ski bum a La Grave

01/08/2010

se l’avessi visto a 20 anni questo video mi avrebbe dato da pensare:

METACAFE > Ski bum in La Grave

Già ero un po’ perplesso delle mie scelte universitarie e, di sicuro, dopo averlo visto avrei mollato Scienze Politiche, almeno per un tot. Non avrei perso molto: se fossi andato a La Grave per un inverno mi sarei laureato 6 mesi più tardi e avrei imparato di più (divertendomi) che in quella sconsiderata facoltà. Vuol dire che sarà per la prossima volta.

Curioso anche che La Grave abbia deciso di usare questo video come testimonial sulla homepage del suo sito: una ragione in più per andare a rivedere quel posto mitico che mi è rimasto nel cuore dopo la prima volta. Cosa aspetto? Ma che nevichi un po’ perbacco!

Ah già cosa vuol dire ski bum? Guardati il video e lo capirai senza bisogno di cercare su un dizionario on-line.


SMS a voce

01/07/2010

ci penso sempre quando ricevo un SMS. Il fatto è che io detesto gli SMS e soprattutto scriverli. Quando ne ricevo uno succede sempre che chiamo chi l’ha mandato. Mi sento cretino a scrivere un SMS con quel tastierino del put. Evidentemente non sono il solo e qualcuno ha pensato che ci potesse essere un mercato per telefonini che accettassero la voce per immettere i messaggini. Mi riferisco allo smartphone Nexus one presentato ieri l’altro da Google: con questo posso dettare i messaggi! Al momento l’oggetto non è venduto in Italia, prima o poi arriverà. Ha anche altre caratteristiche interessanti: se vuoi saperne di più guardati il tour. Già quanto costa? 529$ che as usual scommetto diventeranno 529€. Una recensione? Certo, leggiti quella di David Pogue.


Caccia all’errore

01/06/2010

giochino per la giornata della Befana: trova l’errore, anzi gli errori, in questo ritaglio


Regime e studenti in Iran

01/01/2010

1° gennaio 2010: tutto calmo da noi ma non in Iran. Là il regime è alle prese con gli studenti: sono loro che scendono in piazza rischiando la pelle. E sono gli studenti migliori le vittime predestinate delle autorità di quel disgraziato paese. Leggi Regime Wages a Quiet War on ‘Star Students’ of Iran, (articolo di Farnaz Fassihi, Wall Street Journal) e ritroverai vicende tipiche di tutte le dittature.


Case da ricchi

12/31/2009

Dove abita un ricco? Se qualche volta ti poni questa domanda penso che valga la pena segnalarti questa rassegna di case fatta da Wall Street Journal. Gli slideshow di queste abitazioni costosine (ma i prezzi variano alquanto) sono assai ben fatti e molto interessanti. Le case possono piacere o meno, ma diciamo che ce n’è per tutti i gusti e se non ne trovi neanche una che ti attragga, tanto meglio per te: un’occasione di privazione relativa in meno…

WSJ > Luxury Homes

Tieni anche conto che le case passate in rassegna sono tutte in vendita: chissà, magari sei il prossimo vincitore di un 6 al Superenalotto e la faccenda potrebbe diventare di attualità… Auguri!

Da ultimo, ti prego di notare come tutte le case siano presentate nel migliore dei modi: gli interni potranno non piacere ma sono in perfetto ordine. In tutto questo quadro di estrema attenzione al dettaglio c’è solo un caso di sciatteria comunicativa: vediamo se lo trovi…